Operaio morto a Caivano, il depistaggio: «Dici che sei stato investito da un?auto, tanto paga l?assicurazione»
«Dici che sei stato investito da una macchina, dici che ti hanno buttato per aria. Non ti preoccupare che tutto si aggiusta, tanto paga l?assicurazione». È questo il primo...
«Dici che sei stato investito da una macchina, dici che ti hanno buttato per aria. Non ti preoccupare che tutto si aggiusta, tanto paga l’assicurazione». È questo il primo atto del possibile tentativo di depistaggio avvenuto nelle fasi immediatamente successive all’incidente avvenuto all’interno di un cantiere a Caivano. La scena raccontata da una testimone è a senso unico: c’è un giovane che si mette accanto all’operaio che si trova a terra e in condizioni di semi incoscienza. Ed è questo giovane che insiste su un punto: «Devi dire che sei stato investito, vedrai che con l’assicurazione tutto si aggiusta».
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È un retroscena che emerge dal provvedimento di arresti ai domiciliari nei confronti di Michele De Rosa, datore di lavoro di Salvatore Calignano, morto lo scorso tre di ottobre dopo essere caduto da un capannone in cui svolgeva il ruolo di carpentiere. Omicidio colposo e mancato allestimento di protezioni sul posto di lavoro sono le accuse firmate nel provvedimento del giudice Mariangela Guida, al termine del lavoro della Procura di Napoli nord Domenico Airoma e dell’aggiunto Maria Di Mauro. Una ricostruzione che fa leva su immagini e su testimonianze. Partiamo dalle immagini: è stato possibile ricostruire che l’incidente è avvenuto alle 14.37, quando si vede Calignano entrare nel cantiere e salire sul capannone. Il resto è cronaca nera: Calignano cade dal capannone, probabilmente rotola per alcuni metri. Fatto sta che atterra esattamente nel punto preciso in cui viene trovato e soccorso dall’ambulanza. Il suo corpo non è stato spostato.
Eppure ci sono alcuni aspetti che spingono gli inquirenti a parlare di inquinamento probatorio e di depistaggio: c’è chi prova a nascondere la verità, sostenendo la pista dell’incidente stradale; mentre nelle ore successive spariscono gli utensili di lavoro dal cantiere (spariscono anche chiavi e borsello dell’auto del povero Calignano); infine è De Rosa a raggiungere la famiglia della vittima nel pomeriggio del decesso. Circostanze che ora attendono la versione del datore di lavoro, in uno scenario in cui pesa l’espressione usata dal gip: c’è il rischio di inquinamento probatorio.