Caputo: «Non sono io il Nicola nei file del caso Epstein, tutelerò l'immagine»
Il Mattino

Caputo: «Non sono io il Nicola nei file del caso Epstein, tutelerò l'immagine»

Mercoledì 11 febbraio 2026
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Il nome di Nicola Caputo è finito al centro di una bufera mediatica internazionale dopo la diffusione di nuove indiscrezioni sugli "Epstein files", i documenti del Dipartimento di...

Il nome di Nicola Caputo è finito al centro di una bufera mediatica internazionale dopo la diffusione di nuove indiscrezioni sugli "Epstein files", i documenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti legati all'inchiesta sul finanziere americano Jeffrey Epstein. Tra i sei uomini di "alto profilo" che, secondo alcuni deputati democratici statunitensi, sarebbero stati inizialmente oscurati nei file, compare infatti anche un "Nicola Caputo".

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Una circostanza che ha immediatamente spinto l'ex assessore all'Agricoltura della Regione Campania, oggi consigliere per l'export del ministro degli Esteri Antonio Tajani ed esponente di Forza Italia, a intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione. «Sono Nicola Caputo ma non sono io quel Nicola Caputo», ha dichiarato il politico di Teverola, spiegando di aver appreso la notizia mentre era in viaggio in treno, attraverso i social network e alcuni organi di stampa.

Ex eurodeputato Caputo: «Non sono io quello dei file di Epstein»

In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Caputo ha escluso «in maniera categorica» qualsiasi contatto con Jeffrey Epstein o con il suo entourage, respingendo ogni accostamento alla vicenda. Il timore dell'ex assessore è che l'omonimia possa generare confusione e danni reputazionali. «Sui social e su qualche organo di stampa al nome vengono già associate la mia immagine e le mie esperienze politico-amministrative in modo immotivato e arbitrario», ha scritto, annunciando di aver «dato mandato al mio legale di tutelare la mia immagine e la mia reputazione onde evitare che simili comportamenti dovessero ripetersi o perdurare».

LA VICENDA

Il nome di Nicola Caputo sarebbe stato indicato, secondo quanto riportato, da due deputati democratici statunitensi e dalla rivista The New Republic nell'ambito delle denunce avanzate da Ro Khanna e Thomas Massie. I due parlamentari sostengono che il Dipartimento di Giustizia Usa avrebbe oscurato i nomi di almeno sei uomini potenzialmente implicati nel caso Epstein, sollevando interrogativi su presunte protezioni riservate a figure ricche e potenti. Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni, è morto suicida in carcere nel 2019. I documenti resi noti delineano un sistema di relazioni e possibili pressioni che continuano ad alimentare polemiche e richieste di trasparenza negli Stati Uniti.

Nel contesto di queste rivelazioni, Caputo ribadisce con forza la propria totale estraneità ai fatti. «È una situazione imbarazzante, ho già dovuto fermare un paio di haters sui miei profili. Vorrei capire sulla scorta di quali informazioni sarei io il Nicola Caputo tirato in ballo. Non posso credere a quello che mi sta succedendo. Domani (oggi, ndr) contatterò l'ambasciata per avere maggiori informazioni sul caso. Questo è un caso giudiziario, sono stato svariate volte in America e mai sono contattato in tal seso». Per Caputo si tratta di un caso di omonimia come lui stesso specifica: «Ho fatto una ricerca, ci sono centinaia di migliaia di Caputo, anche in America, pure imprenditori. Non mi spiego come si sia pensato a me, probabilmente sono il Nicola Caputo più social», dice con un'ironia che nasconde grande tensione l'ex assessore sperando che sia fatta chiarezza e si eviti una condanna mediatica senza fondamento.

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