Napoli, fuga da brividi sul raccordo Vomero-Pianura: in auto c'era il fratello del babyras ucciso e dato alle fiamme
Resta, almeno per il momento, avvolto nel mistero il venerdì notte da incubo andato in scena tra le strade dell?area ovest di Napoli. Un bilancio pesante - che conta una fuga...
Resta, almeno per il momento, avvolto nel mistero il venerdì notte da incubo andato in scena tra le strade dell’area ovest di Napoli. Un bilancio pesante - che conta una fuga spericolata, due arresti e un accoltellamento - e che spinge le forze di polizia a mantenere più accesi che mai i riflettori delle indagini. Sullo sfondo, spiccano soprattutto due punti di domanda: cosa ha spinto tre giovanissimi, uno dei quali dal cognome a dir poco di peso, legato a doppio filo a una delle pagine più terribili della recente cronaca locale, a scappare all’alt della pattuglia? E ancora, il ventottenne ferito con una pugnalata alla nuca è stato davvero aggredito, come ha sostenuto, durante una lite per banali questioni di viabilità?
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In attesa che le tessere del mosaico investigativo vengano messe al loro posto, resta il freddo resoconto di quanto accaduto venerdì notte nel giro di appena un’ora. Il primo allarme scatta intorno all’1.30, quando le volanti del commissariato Pianura intercettano una RenaultTwingo lungo viaSartania. L’utilitaria corre veloce e gli agenti decidono di intimare l’alt, che viene però subito ignorato. Quello che ne viene fuori è un inseguimento ad altissima tensione, andato avanti per diversi chilometri e terminato all’altezza dell’uscita Soccavo del raccordo perimetrale della tangenziale. È qui che l’auto viene finalmente bloccata, ma nell’impatto due poliziotti restano leggermente contusi.
Danni più seri, invece, per l’auto di servizio. La polizia riesce ad ogni modo a fermare subito il conducente, il ventunenne VincenzoRamondino, e dopo poco il coetaneo MarioPinto, che aveva tentato una seconda fuga, stavolta a piedi. A bordo anche un minorenne, per il quale non è però scattato l’arresto. Agli investigatori non è poi sfuggito un dettaglio allarmante: il primo è il fratello di GennaroRamondino, il giovanissimo pusher assassinato a colpi di pistola nell’agosto 2024 e poi dato alle fiamme in un’area rurale di Pianura. Una brutale esecuzione, scattata nell’ambito di un regolamento di conti interno all’emergente gruppo Santagata e innescata da un contrasto per questioni di droga e di gestione della cassa.
Tornando ai fatti di venerdì notte, i poliziotti del commissariato Bagnoli stanno cercando di individuare, grazie anche all’analisi di alcune telecamere della zona, il responsabile del ferimento di un ventottenne della zona, finito al SanPaolo per una coltellata alla nuca. La vittima, medicata e dimessa dopo qualche ora, ha spiegato di essere stata aggredita da un gruppetto di persone al culmine di una lite per questioni di viabilità. Una versione che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere di comodo e celare un movente di tutt’altra natura. Due vicende - la fuga a Pianura e il sangue a Fuorigrotta - in apparenza distinte, ma legate da un unico filo rosso: la polveriera NapoliOvest è pronta a riaccendersi.