Napoli-Frosinone 3-0, il rilancio degli azzurri con De Bruyne e Noa Lang: ora la Champions League
Il Mattino

Napoli-Frosinone 3-0, il rilancio degli azzurri con De Bruyne e Noa Lang: ora la Champions League

Sabato 10 ottobre 2026
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Chi si aspettava un Napoli diverso, certamente non è stato tradito. Sono tante le cose che restano dalla notte col Frosinone: i tre punti, il ritorno di Scott McTominay, i rigoristi...

Chi si aspettava un Napoli diverso, certamente non è stato tradito. Sono tante le cose che restano dalla notte col Frosinone: i tre punti, il ritorno di Scott McTominay, i rigoristi designati, l’esuberanza di chi non si vedeva da un po’, le scelte oculate di Allegri. Che fa e disfa con grande saggezza, per una volta sembrando il giocatore con in mano l’intera console. E non date credito a chi dice che il Frosinone era poca roba. La squadra di Alvini non è soltanto una delle squadre più in palla dell’intero campionato, è anche e soprattutto avversario vero, noioso, roccioso, di quelli che vengono a disturbarti fin dentro l’area: il dato delle palle perse, alla fine, lo certifica. I gialloblu svettano in Europa per le loro qualità nell’organizzazione e nel pressing, solo che al Maradona va di scena il De Bruyne show che dopo il Belgio sceglie di dare una lezione anche a Fuorigrotta. E il Napoli ringrazia, ovviamente. Perché a due giorni dalla sfida contro il Villarreal non c’era strada migliore per poter arrivare fino in fondo. E, soprattutto, non c’era strada migliore per potersi ritrovare dopo tre settimane di pausa.

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Riecco i tre

Alla fine anche Allegri non ha resistito. È tornata la difesa a tre anche quest’anno. Come fu con Conte un anno fa, dopo la partenza l’allenatore azzurro sceglie di dare fondo a tutte le sue risorse difensive, panchinando Beukema e scegliendo Badiashile dal primo minuto nonostante le attese, insieme con Rrahmani e Marin che ormai non si toccano più. Non solo: Gilmour va in panchina. Perché? È rientrato dalla nazionale a corto di energie e Max sceglie di usare De Bruyne come il suo vecchio Modric di un anno fa. Kevin arretra, fa il regista, col compito di fare male, però. Nel primo quarto d’ora di gioco inventa praticamente due palle gol, mal sfruttate dai compagni. La chiude nel finale col tris. Prima, quando Hojlund aveva sbagliato il rigore, ringrazia chi lo fa ripetere e non fallisce. Allegri aveva chiesto proprio a lui di battere, sin dal primo tentativo: ci aveva visto giusto. Il raddoppio di Lang è la naturale conseguenza di un Napoli che affida le chiavi dell’offesa a Kdb e cerca maggiore compattezza. Onesta la prova di Badiashile tra Raimondo e Schmid, voglioso Noa a sinistra, ancora poco in palla un pur volenteroso Neres dall’altro lato. Il Frosinone attacca come sa: pressing altissimo e tutto nei buoni piedi di Calò. Ma Meret si salva sempre. Le linee in campo sono chiare: quando ci si difende Di Lorenzo dà una mano a Marin (un mancino a destra), quando si attacca Hojlund fa da boa per i compagni e poi si lancia dentro. Per Rasmus, un palo e un rigore sbagliato: non era la sua serata.

Riecco Scott

Il primo sussulto della ripresa non è un gol, una azione salvata, un dribbling funambolico. Il primo sussulto della ripresa arriva quando Scott McTominay sveste la tuta e va a riscaldarsi su invito di Allegri. Tutto lo stadio smette di seguire Napoli-Frosinone e si concentra sul ritorno a disposizione dello scozzese a soli 32 giorni dall’intervento al cuore. Recordman ovunque, anche in questo. Allegri aveva profetizzato mezz’ora in campo, ma sbaglia di un minuto perché entra al minuto 61 e tutta Napoli tira un sospiro di sollievo. La procedura per il recupero era chiara, lo sarà ancor di più nei prossimi giorni. Meret si rende protagonista con tre parate di fila sui tentativi di Alvini, che non si dà mai per sconfitto: entrano Bobcek e Fini - che mette in apprensione Spinazzola ogni volta - per dare maggiore smalto all’attacco e provare a riaprirla un po’. Con il ritorno dello scozzese, Allegri gestisce le energie: fuori Hojlund e Neres - serviranno a Vila-Real - dentro anche Lucca per far rifiatare il danese. La brillantezza del primo tempo, però, non c’è più: la mancanza di due esterni di ruolo ammorbidisce il Napoli che gestisce i due gol di vantaggio e si tiene a precisa distanza dall’avversario fino al tris di Kev. Allegri regala minuti importanti anche a Giovane e nel finale si rivede Gilmour. L’ex Milan è perfetto nel bilanciare le energie a disposizione. D’altronde chi meglio di lui potrebbe sapere come si gestiscono le forze quando tra 48 ore dovrai essere nuovamente in campo? Il primo scalino è alle spalle: per Max e il Napoli ne restano altri otto prima di poter tirare il fiato e guardarsi alle spalle. Sperando di aver lasciato pochi rimorsi.

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