Funerali di Pasquale Amato a Napoli: l'appello della famiglia per conoscere la verità sull'incidente. «Fare chiarezza»
«Lino non tornerà più, la nostra unica missione non è sconfiggere la morte non possiamo, la nostra unica missione è fare accadere meno morti possibili e per fare...
«Lino non tornerà più, la nostra unica missione non è sconfiggere la morte non possiamo, la nostra unica missione è fare accadere meno morti possibili e per fare questo dobbiamo smettere di farci gli affari nostri», le parole di Davide, pronunciate durante l'omelia del rito funebre per il fratello, Pasquale Amato, vittima di un incidente in moto a 32 anni, il 3 ottobre.
APPROFONDIMENTI “Latitudo” geospaziale, la macchina del tempo: l'azienda che sviluppa le tecnologie per l'analisi dei rischiSalvaSalvata Tragedia nel cortile di casa: bimbo muore dopo essere stato investito, aperta inchiestaSalvaSalvata Mamma Greta muore a 33 anni dopo la figlia mai nata: doppia tragedia al San Leonardo di CastellammareSalvaSalvataI funerali si sono svolti ieri, nella Chiesa Giuseppe Moscati a Scampia, insieme ai familiari, tanti amici di Lino, che per rendergli l'ultimo saluto sono arrivati sul piazzale della chiesa con le loro moto, la grande passione dell'amico perduto.
Presente anche l'onorevole Francesco Emilio Borrelli, vicino alla famiglia, dalla sua pagina social commenta: «I tragici funerali di Pasquale Amato scomparso a causa di un incidente le cui dinamiche sono ancora poco chiare».
L'avvocato che segue la famiglia, Andrea Presutto: «Ci sono momenti in cui le parole non servono a spiegare il dolore.
Servono, semmai, a impedire che quel dolore venga dimenticato.Da domani, il nostro compito sarà continuare a dare voce, con serietà e nelle sedi opportune, alle domande che questa tragedia lascia aperte.
E a chiunque possa contribuire a fare chiarezza rivolgo un ultimo invito: se sapete qualcosa, parlate.
La verità non restituisce una vita. Ma una famiglia che ha perso tutto ha diritto di sapere, con certezza e senza scorciatoie, che cosa è accaduto a chi amava.
Conclude l'avvocato Presutto:«La famiglia Amato non è qui per alimentare polemiche, non cerca condanne pronunciate davanti a una telecamera e non intende sostituirsi a chi ha il compito di accertare i fatti.
Chiede qualcosa di essenziale: che venga ricostruito, con serietà e senza lasciare nulla di rilevante inesplorato, ciò che è accaduto quella notte.
Ogni elemento utile dovrà essere esaminato. Ogni circostanza significativa dovrà trovare una risposta negli accertamenti. E ogni domanda dovrà essere affrontata con il metodo, la competenza e la responsabilità che una vicenda così grave richiede. È per questo che rivolgo anche un appello a chiunque possa aver visto qualcosa, ricordare un particolare o disporre di immagini utili: non abbiate timore di riferire ciò che sapete alle autorità competenti. A volte, ciò che sembra un dettaglio può contribuire a chiarire una vicenda. La vostra collaborazione può essere importante. Noi rispetteremo il lavoro degli investigatori e il corso della giustizia. Ma, come legale della famiglia, seguirò ogni passaggio che riguarda la tutela dei suoi diritti, con attenzione, indipendenza e determinazione».