Morta Wilma De Angelis, addio alla cantachef della musica e della televisione italiana: aveva 96 anni
Se n?è andata la donna che visse due volte la notorietà, prima come cantante, poi come conduttrice di programmi di cucina, eoni prima della dilagante moda gastronauta, quando...
Se n’è andata la donna che visse due volte la notorietà, prima come cantante, poi come conduttrice di programmi di cucina, eoni prima della dilagante moda gastronauta, quando in tv non si cucinava ancora a tutte le ore.
Wilma De Angelis se n’è andata a 96 anni, senza essere mai stata una diva, che non c’erano dive - tranne, e si fa per dire, la regina Nilla Pizzi - negli anni in bianco e nero della canzone italiana, e non servivano dive negli anni antesignani di una tv a colori ancora naif e nazionalpopolare.
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Milanese (8/4/1930), allieva di Cosimo Di Ceglie, fa la gavetta nei night e muove i primi passi discografici nel Duo Vocale Vis accanto a Maria Dattoli, che precedentemente aveva fatto coppia anche con Gloria Christian e che con lei incide diversi 78 giri, non solo in italiano. Nel ‘56 la Dattoli si ritira e De Angelis inizia una carriera solista, vincendo subito a Boario Terme il titolo di «reginetta del jazz italiano», meritato per le prove sulle note di «My funny Valentine», «Summertime» ed «A foggy day». La Phillips la lancia nei Paesi Bassi con 45 giri come «Una casetta in Canadà» e «A Venezia in carrozzella», nel ‘57 debutta a Sanremo portando al successo «Nessuno» (bissata da Betty Curtis) più che «Per tutta la vita» (con Jula de Palma). L’exploit la spinge verso il Festival di Napoli, dove divide con Gloria Christian il trionfo di «Cerasella» di Bonagura, Pirro e Sciorilli nell’edizione vinta da Fausto Cigliano e Teddy Reno con «Sarrà... chi sa». Festival e tv se la contendono, lei partecipa a «Buone vacanze», varietà ideato da Gorni Kramer e dal regista Antonello Falqui, alla prima edizione del «Festival del Musichiere», alla «Canzonissima» del 1959 in cui duetta «Nessuno» con Mina. L’anno dopo torna ai festival di Sanremo con Joe Sentieri e si piazza terza con «Quando vien la sera», e di Napoli («'O prufessore ’e Carulina» e «S'è avutato ’o viento»). Lo stesso fa nel 1961: a Sanremo divide con l’autore Gianni Meccia l’exploit extrakermesse di «Patatina», altro classico della sua discografia, a Napoli «Serenella», melodia composta da Amedeo Pariante, e «Uh che cielo», duettata con Gino Latilla.
Ma i tempi, e la canzone, stanno cambiando. Ancora festival dopo festival, fino al Sanremo ‘63, poi la Phillips la tiene bloccata, senza farla incidere, preferendo scommettere su nuove leve. Lei guarda ai Paesi Bassi, la Danimarca, prova motivi yè yè e latinoamericani, gioca ancora - siamo nel 1970 - la carta del Festival di Napoli con «’O cavalluccio russo russo», ma ormai il grande pubblico l’ha dimenticata. Dall’oblio la recupera un’idea di Paolo Limiti che nel ‘79 la trasforma in conduttrice di rubriche culinarie su Telemontecarlo: «Telemenù» diventerà «Sale, pepe e fantasia», in onda per diciotto anni consecutivi, anche con una collocazione all'interno del salotto di Luciano Rispoli, «Tappeto volante». «La spesa di Wilma», «Complimenti allo chef», «A pranzo con Wilma», «Pranzo in tv» la portano sempre più nelle case degli italiani. E le danno anche l’opportunità di un revival canoro: a teatro in «Avanti c'è musica» con Nilla Pizzi e Narciso Parigi; su lp con «Questi pazzi pazzi oldies» album prodotto da Ricky Gianco in cui rivisita a tempo di swing classici della canzone italiana in compagnia di Ernesto Bonino, Claudio Celli, Nicola Arigliano e Cocky Mazzetti.
Ma ormai è un personaggio televisivo, gli anni Novanta la vedono ospite di «Il caso Sanremo», condotto da Renzo Arbore e Lino Banfi, e di «C'era una volta il Festival» condotto da Mike Bongiorno. I suoi libri di cucina vendono... come il pane, 1994 pubblica per la De Agostini l'enciclopedia In cucina con fantasia, in 60 dispense. Inutili i tentativi di rinverdire il suo repertorio canoro con album come «Innamorarsi con Wilma» del ‘94. Molto meglio va in tv quando, dal ‘97 al Duemila, il solito Limiti gioca alla melodia perduta e canaglia nei suoi programmi, «Ci vediamo in tv» e «Alle due su Rai1», mentre su Rete 4 lei conduce «Sabato 4». Nel 2004 Fiorello la vuole a «Stasera pago io» per giocare con Wilma, Carla Boni e Betty Curtis tra «Vita spericolata», «Nessuno» e «Satisfaction»: «Insieme tutte e tre fanno più casino delle Spice Girls», sentenzierà il prode Rosario.
Molto meno convincente, nel 2010, sarà l’ospitata a «Se... a casa di Paola», salotto della Perego, con «Dimmi di sì», pseudocover di «Bad romance» di Lady Gaga. Ancora programmi culinari (su La7, come ospite di Benedetta Parodi), al cinema le arriva una parte da nonna in «Femmine contro maschi» di Fausto Brizzi, telepromozioni in coppia con Giorgio Mastrota...
Mai diva, cantachef, è stata per un attimo la regina del jazz italiano, più a lungo miss Patatina, cantaNapoli la ricorda come la scugnizza Cerasella, dopo Gloria Christian, però. Nella storia della canzone italiana lascia traccia con la sua voce pulita, calda, riconoscibilissima, sicura, melodica. D’altri tempi.