Pomigliano D'Arco, sfrecciano in motorino e sparano a salve nella movida. I genitori: «Una ragazzata»
«Marescià, è stata solo una ragazzata». È la risposta da scoramento immediato che hanno fornito ai carabinieri i genitori di due ragazzini, di 13 e 14...
«Marescià, è stata solo una ragazzata». È la risposta da scoramento immediato che hanno fornito ai carabinieri i genitori di due ragazzini, di 13 e 14 anni, incastrati dai militari dopo aver terrorizzato le serate di Pomigliano sfrecciando a tutta velocità sui motorini tra le strade della movida e sparando contemporaneamente raffiche di colpi di pistola a salve.
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Due gli episodi che gli inquirenti contestano ai minori, denunciati entrambi a piede libero. Un primo episodio risale alla serata di mercoledì 9 settembre, quando il 13enne e il 14enne, a bordo di un motorino, spararono una serie di colpi in aria nei pressi del centro. Stesso copione in una seconda occasione. Nella tarda serata di domenica 27 settembre, stavolta in tre, contemporaneamente a bordo di uno stesso scooter, sfrecciarono sparando colpi di pistola in via Passariello, nei pressi del Parco Pubblico. Un fatto, questo, che terrorizzò tutte le persone che in quel affollavano la zona del passeggio. Ad ogni modo dopo questi episodi i carabinieri non trovarono bossoli a terra per cui subito si pensò all’esplosione di munizioni a salve.
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Le indagini
Gli investigatori della compagnia di Castello di Cisterna si sono messi sulle tracce dei responsabili delle serate folli analizzando i filmati dei sistemi di videosorveglianza urbana. Alla fine i carabinieri sono riusciti a identificare due dei componenti del gruppo che aveva seminato paura. Uno, il ragazzo di 13 anni, abita nel rione della ricostruzione di Pomigliano, il Parco Partenope, il compagno di 14 anni risiede invece nel centro vecchio. Durante le perquisizioni domiciliari i militari hanno rinvenuto tre pistole a salve, alcune munizioni, due tirapugni d'acciaio e un passamontagna.
Ma il risvolto più sconfortante di questa già triste storia è sicuramente rappresentato dalla spiegazione dei genitori fornita subito dopo la denuncia a carico dei loro figli. «Marescià quello che contestate ai nostri figli è solo una ragazzata», la posizione assunta da padri e madri sia pure indirettamente coinvolti in questa brutta vicenda. Parole che danno la misura dei contesti difficili in cui stanno crescendo i minorenni violenti.
I controlli
Una squallida vicenda fatta emergere dai carabinieri durante il fine settimana di controlli serrati tra i locali e le strade della movida. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, affiancati da quelli del Nas di Napoli e dalla polizia locale, hanno organizzato un servizio straordinario di controllo del territorio in questo comune dove negli ultimi tempi era stata invocata più attenzione alla sicurezza. Alla fine il bilancio dei controlli è stato di settanta persone identificate e di una quarantina di veicoli ispezionati. Un uomo è stato denunciato per possesso di un documento d'identità contraffatto, valido per l'espatrio e privato del microchip, mentre un giovane è stato sorpreso al volante di un'auto a noleggio ma senza aver mai conseguito la patente.
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Altre tre persone sono state segnalate alla prefettura per assunzione di sostanze stupefacenti: nelle loro tasche avevano crack e hashish. Notificate inoltre otto violazioni al codice della strada per un totale di quasi 8.000 euro di sanzioni. Due i veicoli sequestrati e altri due sottoposti a fermo amministrativo. Contestualmente i carabinieri dei Nas, il Nucleo antisofisticazioni, hanno ispezionato due attività commerciali e rilevato in entrambe carenze igienico-sanitarie. Scattate sanzioni pecuniarie e diffide.