Torre del Greco, ferma la realizzazione di una Casa di comunità. L'avvertimento della Cgil: «A rischio i fondi»
Ritardi e misteri mandano in fumo quasi un milione e cinquecentomila euro del Pnrr e trasformano in un miraggio la casa di comunità che l?Asl Napoli 3 avrebbe dovuto realizzare a...
Ritardi e misteri mandano in fumo quasi un milione e cinquecentomila euro del Pnrr e trasformano in un miraggio la casa di comunità che l’Asl Napoli 3 avrebbe dovuto realizzare a Torre del Greco, nel palazzo di via Madonna del Principio, che fino a qualche anno fa ha ospitato gli studenti dell’istituto Nautico.
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Uno smacco per la quarta città della Campania che, per non cancellare la secolare tradizione marinara della scuola torrese e mantenere aperte aule e laboratori che hanno formato migliaia di ufficiali di macchina e di coperta, prima ha battagliato per garantire un’alternativa agli studenti sfrattati e, adesso, rischia di perdere definitivamente un servizio pensato per potenziare la medicina territoriale, offrire assistenza a bambini e famiglie; adulti e anziani con patologie croniche; persone fragili e con disabilità e caregiver.
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La denuncia
Nell’edificio che si trova in villa Comunale - di proprietà dell’Asl -, che un tempo ha ospitato anche l’ospedale Agostino Maresca e poi l’istituto Nautico, doveva nascere una struttura capace di rispondere alle esigenze socio sanitarie del territorio: un punto di riferimento per giovani e anziani che, però, non sostituisce ospedali e pronto soccorso ma certamente potrebbe rivelarsi utile per decongestionare l’area delle emergenze, liberandola da tutti quei casi che arrivano in via Montedoro in codice bianco o verde.
La ditta
A segnalare la scomparsa del progetto dai fondi Pnrr è stata la Cgil di Torre del Greco. Luca Chiusel, responsabile della sede locale del sindacato, oltre a denunciare i ritardi che hanno fatto perdere all’Asl Napoli 3 i soldi del programma nazionale di ripresa e resilienza, chiede di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto la ditta che ha vinto l’appalto per la costruzione del centro, a rinunciare ai lavori: un «no grazie» che avrebbe rallentato e poi bloccato l’apertura del cantiere e l’avvio degli interventi, con la conseguente perdita dei fondi che dovevano essere impegnati e spesi entro il 30 giugno 2026. «È sconcertante», attacca Luca Chiusel, «quello che si sta verificando nella nostra città. Sappiamo che tra le 154 case di comunità attivate in Campania, non c’è quella di Torre del Greco. Nei dintorni, ne sono state già aperte diverse: per esempio, a Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Portici, Volla e Pomigliano d’Arco. Qui da noi, la storia diversa: non sono iniziati i lavori e abbiamo anche perso quasi un milione e mezzo di euro del Pnrr e non sappiamo se riusciremo a recuperare i soldi attraverso altri finanziamenti. Ma i responsabili di questo scempio dovranno spiegare alla città che fine ha fatto la casa di comunità di Torre del Greco».
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Nessun commento, al momento, arriva dal Comune e dalla consigliera delegata alla Sanità, Olimpia Viscovo, che proprio sabato ha partecipato all’inaugurazione della casa di comunità di Volla. «Il sindacato della Cgil è pronta a dare battaglia», assicura Luca Chiusel. «Dai vertici Asl pretendiamo chiarezza sul percorso fin qui intrapreso e su ciò che intendano fare in seguito. Non vorremmo che, persi i finanziamenti del Pnrr, svanisse dall’agenda dell’Asl anche il progetto della casa».