Prata Principato Ultra, la morte di Pietro Pellegrino: sette indagati, dall'autopsia la dinamica dell'incidente
Il Mattino

Prata Principato Ultra, la morte di Pietro Pellegrino: sette indagati, dall'autopsia la dinamica dell'incidente

Lunedì 12 ottobre 2026
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Sono sette le persone indagate nell?ambito dell?inchiesta sulla morte di Pietro Pellegrino, l'operaio 55enne di Sassano nel Salernitano deceduto in un incidente sul lavoro a Prata...

Sono sette le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Pietro Pellegrino, l'operaio 55enne di Sassano nel Salernitano deceduto in un incidente sul lavoro a Prata Principato Ultra. Il provvedimento è stato firmato dai sostituti procuratori della Repubblica di Avellino, Marco Auciello e Luca Masci, che coordinano le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Avellino. I sette avvisi di garanzia rappresentano un atto necessario per poter procedere all'esame autoptico sulla salma dell’operaio, un accertamento irripetibile che sarà affidato oggi al medico legale Giovanni Zotti.

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Le informazioni di garanzia consentiranno alle persone coinvolte nell’inchiesta di nominare propri consulenti e partecipare alle operazioni peritali, nel rispetto del diritto di difesa. A carico dei sette indagati, a vario titolo, viene contestata l’ipotesi di omicidio colposo in concorso. Si tratta di una contestazione formulata nella fase iniziale delle indagini, durante la quale dovranno essere chiarite le eventuali responsabilità nella tragedia. L'incidente sul lavoro è avvenuto mercoledì mattina intorno alle 11. Secondo una prima ricostruzione investigativa, Pietro Pellegrino era impegnato nelle operazioni di smontaggio e trasporto di pannelli fotovoltaici sul tetto dello stabilimento della Cms Group di Prata Principato Ultra, dove lavorava per conto di una ditta salernitana. L’operaio si trovava a circa 12 metri di altezza quando all'improvviso è precipitato giù all'interno dello stabilimento. Il 55enne avrebbe messo un piede su un lucernario in vetroresina che avrebbe ceduto sotto il suo peso, provocandone la caduta all’interno del capannone. L’impatto è stato fatale. Gli avrebbe causato un gravissimo politrauma che non gli ha lasciato scampo. Al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino ci sono le eventuali carenze nelle misure di sicurezza adottate durante le lavorazioni in quota.

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Secondo quanto emerge dalla ricostruzione investigativa, al momento della caduta l’operaio sarebbe stato privo di dispositivi di protezione individuale. Ma sono aspetti che sono eventualmente da confermare. Gli accertamenti, dunque, puntano a ricostruire la catena delle responsabilità legate alla sicurezza del cantiere, dalla predisposizione delle misure di protezione alla loro effettiva disponibilità e al controllo sul rispetto delle prescrizioni. L’attenzione degli investigatori riguarda, in particolare, i soggetti che, in base ai rispettivi ruoli e obblighi, avrebbero dovuto occuparsi della sicurezza, vigilare sulle lavorazioni e garantire la dotazione dei dispositivi di protezione. Saranno le indagini dei Carabinieri insieme agli esiti dell’esame medico-legale e agli ulteriori accertamenti, a consentire di delineare le singole posizioni e l’eventuale responsabilità. La vicenda resta dunque al vaglio della magistratura e la posizione delle persone iscritte nel registro degli indagati dovrà essere valutata nel corso del procedimento. Di fronte all’ennesima morte sul lavoro, è dura la presa di posizione dei sindacati Fai-Cisl IrpiniaSannio e Fillea Cgil di Avellino e Benevento, che tornano a chiedere interventi concreti per contrastare una strage che continua a ripetersi. «Non è più possibile continuare a parlare di fatalità - spiegano le organizzazioni sindacali -. Quando si verifica un infortunio sul lavoro esistono responsabilità, condizioni e cause che devono essere individuate e rimosse». Per Fai-Cisl IrpiniaSannio e Fillea Cgil Avellino-Benevento è quindi necessario «intervenire sulle cause reali degli incidenti, contrastando l’illegalità e impedendo che la frammentazione delle responsabilità».

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