Francesca Tucci morta in terapia intensiva, l' avvocato: «Su consulenti pm affermazioni surreali»
Il Mattino

Francesca Tucci morta in terapia intensiva, l' avvocato: «Su consulenti pm affermazioni surreali»

Lunedì 12 ottobre 2026
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«I consulenti del pubblico ministero, definiti di altissimo profilo, oggi sono contestati». Così, in una nota, l'avvocato Gabriele Di Criscio, difensore del dottore Felice...

«I consulenti del pubblico ministero, definiti di altissimo profilo, oggi sono contestati». Così, in una nota, l'avvocato Gabriele Di Criscio, difensore del dottore Felice Pirozzi, commenta le dichiarazioni diffuse dal legale della famiglia di Francesca Tucci, la 24enne deceduta lo scorso 2 luglio dopo un intervento chirurgico all'ospedale Cardarelli di Napoli, sulla consulenza depositata dai consulenti nominati dalla Procura di Napoli nell'ambito delle indagini sul decesso della giovane. L'avvocato del chirurgo Felice Pirozzi definisce «surreale» l'affermazione secondo la quale la relazione presentata dagli esperti della Procura non sia «un accertamento tecnico ma una conclusione in cerca di argomenti». «Colpisce, anzitutto, il mutamento di valutazione sugli stessi consulenti» continua l'avvocato Di Crisci, evidenziando che in un'intervista del luglio scorso «chi assiste la persona offesa li definiva di 'altissimo profilo'. Oggi, dopo il deposito di conclusioni non condivise, viene annunciata la richiesta di un nuovo accertamento da affidare a un collegio diverso. Definire la relazione dei consulenti nominati dal pubblico ministero 'non un accertamento tecnico ma una conclusione in cerca di argomenti' è un'affermazione surreale, tanto più significativa se riferita a consulenti che erano stati pubblicamente definiti di 'altissimo profilo'".

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Per l'avvocato Di Criscio "è legittimo chiedere ulteriori approfondimenti è però singolare che il profilo dei consulenti venga apprezzato come 'altissimo' prima che si conoscano le conclusioni e contestato quando queste non giungano all'attribuzione di responsabilità sostenuta con tanta certezza. Se la difesa delle persone offese ritiene che la relazione presenti lacune o contraddizioni, potrà indicarle puntualmente nelle sedi proprie e sottoporle al contraddittorio. La mancata condivisione delle conclusioni, non trasforma una consulenza tecnica in un elaborato privo di valore. È comprensibile che conclusioni così distanti da ciò che si sosteneva con tanta sicurezza possano suscitare disappunto.

Chi assiste le persone offese, Il 17 luglio, durante una diretta trasmessa sulla pagina dell'onorevole Francesco Emilio Borrelli, definiva la condotta del dottore Pirozzi, con certezza, un 'caso scolastico di imprudenza', un 'caso da manuale'. I consulenti del pubblico ministero non ravvisano invece profili di colpa. Proprio per questo è necessario che il confronto torni ai dati, agli atti e alle valutazioni tecniche, senza anticipare giudizi che spettano all'Autorità giudiziaria». «La difesa del dottore Pirozzi - conclude il professionista - auspica, ancora una volta, che ogni ulteriore approfondimento si svolga nelle sedi processuali, con rigore e nel pieno contraddittorio, lasciando che siano gli elementi acquisiti e le verifiche tecniche a orientare le determinazioni dell'Ufficio».

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