Sensitiva napoletana che parlava coi defunti su Tik Tok: il GIP dispone nuovi accertamenti sul caso
Il Mattino

Sensitiva napoletana che parlava coi defunti su Tik Tok: il GIP dispone nuovi accertamenti sul caso

Lunedì 12 ottobre 2026
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Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nuovi accertamenti sulla vicenda della sensitiva di Tik tok. I riflettori si sono accesi sulle donazioni e sul giro di denaro attraverso il...

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Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nuovi accertamenti sulla vicenda della sensitiva di Tik tok. I riflettori si sono accesi sulle donazioni e sul giro di denaro attraverso il canale social.

Il caso era emerso dopo le denunce di alcune persone che avevano avuto contatti con la donna attraverso le dirette social e che, secondo quanto denunciato, le avevano inviato denaro attraverso le donazioni della piattaforma. I regali virtuali ricevuti durante le live possono infatti essere convertiti in denaro, trasformando le dirette in una possibile fonte di guadagno.

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Il Gip ha disposto la prosecuzione delle indagini, chiedendo al pubblico ministero di approfondire gli elementi emersi in una storia che intreccia donazioni online, presunte false qualifiche professionali e persone fragili che credevano di essere messe in contatto con i propri familiari defunti.

La sedicente sensitiva sosteneva di poter mettere in comunicazione gli utenti con i loro familiari defunti, rivolgendosi anche a persone particolarmente vulnerabili: non soltanto a chi aveva subito un lutto, ma anche a persone psicologicamente fragili, alla ricerca di conforto e di risposte in momenti difficili della propria vita.

A rafforzare la fiducia nei suoi confronti contribuiva anche la convinzione che la donna fosse una psicologa, circostanza che avrebbe potuto indurre persone in condizioni di particolare fragilità ad affidarsi a lei con ancora maggiore fiducia.

Proprio sulla presunta attribuzione della professione di psicologa si concentra uno degli aspetti più delicati. La donna in diretta social avrebbe affermato di essere una psicologa impiegata in un centro di recupero tossicodipendenti, donne vittime di violenza, alcolisti e ludopatici. Circostanza documentata anche da video registrati. Inoltre, durante le live, i suoi moderatori e collaboratori la presentavano agli utenti come psicologa, oltre che come sensitiva, rafforzando la sua tesi. La posizione della donna era stata verificata dall’Ordine degli Psicologi della Campania, che aveva prima comunicato che non era assolutamente iscritta all'albo degli psicologi, e poi aveva trasmesso il fascicolo alla Procura per gli accertamenti di competenza.

Delicato è anche il racconto di quanto sarebbe accaduto durante alcune dirette. Sulla base delle denunce presentate e prove raccolte, quando le donazioni non arrivavano, la sedicente sensitiva avrebbe minacciato di interrompere le live, arrivando anche a urlare contro gli utenti. Subito dopo, secondo quanto documentato nelle registrazioni raccolte e consegnate alla magistratura, intervenivano i suoi moderatori, che spiegavano agli spettatori come effettuare le donazioni, fornendo vere e proprie istruzioni pratiche, fino a illustrare le modalità per inviare denaro attraverso l'acquisto di carte prepagate.

Un vero e proprio tutorial su come procedere con i pagamenti, che, secondo quanto denunciato, avrebbe contribuito a sollecitare ulteriori versamenti. Per alcune persone, la chiusura della diretta, quando la donna minacciava di interromperla, significava perdere quella che ritenevano essere un’occasione per comunicare con i propri familiari defunti. Una prospettiva che, per chi stava vivendo un lutto o attraversava una condizione di fragilità psicologica, poteva provocare profonda disperazione. In alcuni casi, secondo quanto emerso dalle denunce, proprio il timore che la diretta terminasse avrebbe spinto gli utenti a effettuare ulteriori donazioni pur di mantenere aperto il collegamento.

Il provvedimento del Gip dispone nuovi approfondimenti sulla vicenda, con particolare attenzione alla dimensione economica dell’attività e ai flussi di denaro legati alle donazioni ricevute. Sarà la magistratura a valutare gli elementi raccolti e le eventuali responsabilità.

«Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora e dei risultati raggiunti – dichiarano i responsabili dell’associazione La Battaglia di Andrea e i denuncianti – ci aspettiamo di ottenere il prima possibile giustizia, crediamo nelle magistratura. - proseguono - Dietro queste vicende non ci sono soltanto donazioni e denaro, ma persone che attraversano momenti di estrema fragilità, anche psicologica, e che meritano tutela e rispetto.
Chiediamo inoltre che questo caso possa rappresentare l’occasione per un’indagine più ampia, a livello nazionale, su fenomeni analoghi che ormai inondano TikTok e che possono coinvolgere persone vulnerabili. - concludono. È necessario fare luce anche sugli aspetti economici: considerando i numerosi casi segnalati e le somme movimentate attraverso le donazioni, riteniamo importante verificare quanto sia esteso il fenomeno e se esistano ulteriori situazioni che meritino l’attenzione della magistratura. Non possiamo ignorare il rischio che, dietro la promessa di un contatto con i propri cari scomparsi, si possano nascondere meccanismi capaci di sfruttare il dolore e la fragilità delle persone».
Le eventuali responsabilità dovranno essere accertate dalla magistratura al termine degli approfondimenti disposti.

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