Operaio morto a Caivano, interrogato il datore di lavoro di Salvatore Calignano: «Sono distrutto per quello che è successo»
Per oltre un?ora e mezza ha risposto alle domande del giudice e del pubblico ministero. Punto per punto, ha provato a respingere le pesantissime accuse formulate a suo carico in relazione...
Per oltre un’ora e mezza ha risposto alle domande del giudice e del pubblicoministero. Punto per punto, ha provato a respingere le pesantissime accuse formulate a suo carico in relazione alla tragica morte di SalvatoreCalignano, il sessantunenne operaio di OrtadiAtella precipitato dal tetto di un capannone nell’area industriale di Caivano e deceduto dopo ventiquattro ore di agonia. Michele De Rosa, datore della vittima, non si è dunque trincerato dietro un muro di silenzio.
APPROFONDIMENTI Operaio lasciato in strada a Caivano, decisivo il racconto del 118. La figlia: «Poteva salvarsi»SalvaSalvata Funerali Salvatore Calignano, il vescovo: «Il lavoro non può diventare il padrone che distrugge vite»SalvaSalvata Salvatore Calignano abbandonato in strada, arrestato il titolare dell’azienda: «Dici che ti ha investito un’auto»SalvaSalvata
Operaio lasciato in strada a Caivano, decisivo il racconto del 118. La figlia: «Poteva salvarsi»
Respingendo gli addebiti, l’imprenditore ha però subito messo in chiaro un concetto: «Sono distrutto per quello che è successo. Ma non posso essere pentito di qualcosa che non ho mai commesso». Accompagnato dal suo legale, il penalista FerdinandoLetizia, il costruttore casertano non si è sottratto ai quesiti del gip MariangelaGuida e del pm di Napoli Nord SabrinaNavarro, ma ha battuto con forza su un punto in particolare: «Il cantiere in cui Salvatore ha perso la vita non era il mio. Quel giorno era stato demandato a un’altra mansione». Una ricostruzione destinata forse a spalancare le porte a nuovi scenari investigativi.