Maurizio Marinella a Rai Radio 1: «Io candidato sindaco a Napoli? No, grazie. Ci sono nomi migliori»
Il Mattino

Maurizio Marinella a Rai Radio 1: «Io candidato sindaco a Napoli? No, grazie. Ci sono nomi migliori»

Lunedì 12 ottobre 2026
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La candidatura a sindaco di Napoli è solo una voce e non è mai stata presa in considerazione: è ciò che ha affermato Maurizio Marinella, storico imprenditore e...

La candidatura a sindaco di Napoli è solo una voce e non è mai stata presa in considerazione: è ciò che ha affermato Maurizio Marinella, storico imprenditore e proprietario del notissimo marchio di abbigliamento sartoriale napoletano, durante un'ospitata alla trasmissione di Rai Radio 1 "Un Giorno da Pecora".

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L'imprenditore è stato intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli nel corso del programma radiofonico e ha allontanato qualsiasi tipo di voce che vedrebbe una sua candidatura a sindaco del capoluogo campano.

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«Io possibile candidato sindaco a Napoli per il centrodestra? No, mi tirano in ballo ogni volta ma non è così, ci sono delle figure più importanti che potrebbero fare meglio per la città - ha affermato l'imprenditore. Però devo dire che sono contento perché ogni tanto mi mettono in giro, anche perché metterei d'accordo destra, sinistra e centro, visto che nel tempo tutti mi hanno cercato. Tuttavia amo il mio lavoro, sono nel mio negozio dalle sei e trenta di mattina alle otto di sera, questo mi dà grandissime soddisfazioni».

Sulle avances da parte delle forze politiche ha risposto: «Ci sono avvicinamenti da tutte le parti, dai Cinquestelle al Centro». Sulla esportazione delle sue cravatte in tutto il mondo e per clienti speciali: «Le ultime che abbiamo fatto sono state per il re di Spagna, che essendo molto alto ha bisogno di cravatte più lunghe. Trump, invece, la dovrebbe portare più corta, la regola dice che le pale dovrebbero arrivare sulla cintura. Un po' di anni fa tra l'altro - ha proseguito - ci ha corteggiati molto. Voleva regalarci un negozio nella Trump Tower. Ma era ancora vivo mio padre che mi chiese chi fosse quel signore…quindi scrivemmo a Trump per ringraziarlo e dirgli che preferivamo restare a Napoli».

Sul rapporto con Silvio Berlusconi: «Il presidente Berlusconi è stato in assoluto il cliente più devastante, in senso buono. Per più di tre anni ogni mese gli facevamo quattrocentoventi cravatte. Mi chiedeva dei cofanetti da sei dove non mancava il modello che lui indossava sempre, quella punta a spillo blu e bianco».

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