Salvatore Calignano operaio morto a Caivano, parla l?imprenditore arrestato: «Quel cantiere non è mio»
Il Mattino

Salvatore Calignano operaio morto a Caivano, parla l?imprenditore arrestato: «Quel cantiere non è mio»

Martedì 13 ottobre 2026
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Nessun silenzio evasivo, nessun appiglio alla facoltà di non rispondere. Per oltre un?ora e mezza è andato incontro alle domande del giudice e del pubblico ministero provando a...

Nessun silenzio evasivo, nessun appiglio alla facoltà di non rispondere. Per oltre un’ora e mezza è andato incontro alle domande del giudice e del pubblico ministero provando a dimostrare la correttezza del proprio operato, ma soprattutto mettendo l’accento su un aspetto: «Quel cantiere non era mio». Michele De Rosa, l’imprenditore edile casertano ristretto da venerdì scorso agli arresti domiciliari per le sue presunte responsabilità nella morte dell’operaio Salvatore Calignano, respinge con forza ogni addebito.

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Lo fa nel corso di un interrogatorio di garanzia serratissimo, in cui il datore lavoro della vittima non ha fatto mistero del proprio stato d’animo: «Sono distrutto per quello che è successo, ma non posso dichiararmi pentito per qualcosa che non ho commesso».

Le verifiche

La vicenda che ha portato Michele De Rosa a doversi difendere dalle accuse di omicidio colposo aggravato e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro è tragicamente nota. La mattina del 3 ottobre scorso il carpentiere sale con una scala di fortuna sul tetto di un capannone industriale di via Fosso del Lupo per ripristinare la guaina di copertura. Alle 14.44 una telecamera riprende una corsa disperata: alcuni soggetti stanno raggiungendo l'operaio precipitato da un’altezza di dieci metri. Partono i soccorsi, ma anche i tentativi di depistaggio che, secondo la Procura di Napoli Nord, avrebbe visto De Rosa in prima fila. Dopo ventiquattro ore di agonia, Calignano esala l’ultimo respiro. Le indagini dei carabinieri di Caivano vanno avanti e, appena sette giorni più tardi, ecco la svolta. Il titolare della Mdr Costruzioni finisce ai domiciliari su disposizione del gip Mariangela Guida.

L’interrogatorio

De Rosa non si è sottratto agli interrogativi che il giudice e il sostituto Sabrina Navarro, che ha coordinato l’inchiesta insieme all’aggiunto Maria Di Mauro e al procuratore Domenico Airoma, hanno voluto porgli. Per un'ora e mezza l’imprenditore non ha mai rinunciato al perno della linea difensiva. Accompagnato dal suo legale, il penalista Ferdinando Letizia, ha escluso ogni nesso tra la sua gestione aziendale e l’incidente: «Quel cantiere - ha sostenuto - non era gestito da me e Salvatore era stato destinato ad altra mansione».

La telefonata 

Una traiettoria rigorosa, che sposta il baricentro delle responsabilità della sicurezza su altri soggetti, a partire dai proprietari della struttura. La difesa ha prodotto infine una copia dei contratti di lavoro e dei documenti attestanti la formazione dei dipendenti.

Restano però scolpite agli atti le testimonianze e i fotogrammi delle telecamere. Video che lo immortalano in strada dopo la caduta dell’operaio, proprio mentre un testimone lo avrebbe sentito pronunciare una frase choc: «Digli che ti hanno investito e l’assicurazione paga». Sullo sfondo, resta la posizione dei familiari di Calignano, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, che chiedono di non concedere sconti: per loro, la posizione lavorativa sarebbe stata sanata artificiosamente solo dopo il dramma. De Rosa, dal canto suo, ha ammesso di aver chiamato la signora Calignano e di aver concordato un appuntamento: «Ma quando mi sono presentato a casa per portare la mia vicinanza nessuno ha aperto».

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