Capitale dell'arte contemporanea per il 2028 è Civita di Bagnoregio, battute Capri e Pozzuoli
Il Mattino

Capitale dell'arte contemporanea per il 2028 è Civita di Bagnoregio, battute Capri e Pozzuoli

Martedì 13 ottobre 2026
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Un po' di delusione c'è. La presenza in finale di ben due comuni, Capri e Pozzuoli, su un totale di quattro candidati aveva alimentato forti speranze di vittoria per la Campania;...

Un po' di delusione c'è. La presenza in finale di ben due comuni, Capri e Pozzuoli, su un totale di quattro candidati aveva alimentato forti speranze di vittoria per la Campania; tuttavia il ministero della Cultura ieri ha assegnato il riconoscimento di Capitale dell'arte contemporanea per il 2028 a Civita di Bagnoregio e Bolsena. Il verdetto ministeriale esclude i due centri del napoletano che, insieme a Padova, componevano la shortlist decisiva per l'assegnazione del contributo statale da un milione di euro, finalizzato a sostenere gli investimenti culturali per l'anno di riferimento.

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Gli obiettivi dei due comuni erano diversi: conquistare il titolo di capitale per Pozzuoli sarebbe stata una chance di rilancio, nel periodo delicato che attraversa per via del bradisismo e della continua emergenza. Capri invece avrebbe combinato il suo brand, noto in tutto il mondo, con una categoria diversa dalla storia, dalle bellezze naturali e dal turismo; la recente apertura dello Iago Museum in villa Lysis fa intuire una volontà di muoversi in questo senso.

Di simile ci hanno messo l'impegno: per mesi Capri e Pozzuoli hanno lavorato alla costruzione di una rete di partnership, coinvolgendo istituti, accademie e partner specializzati per sostenere le candidature. Le prime valutazioni espresse dai rappresentanti delle due amministrazioni indicano l'intenzione di non disperdere l'impegno e il patrimonio di idee prodotti durante l'istruttoria.

Pozzuoli già dal titolo del dossier ha dimostrato di puntare su una rinascita per trasformare la debolezza del momento in risorsa: si chiama «La Città delle fragilità creative», curato da Paolo Lubrano. L'amministrazione intendeva utilizzare lo strumento della progettazione artistica per convertire le complessità storiche, e i problemi logistici legati al bradisismo, in dinamiche di coesione sociale e in specifici interventi di arte pubblica sul territorio. Per l'elaborazione del piano l'ente si era appoggiato a un comitato presieduto da Pierpaolo Forte e alla consulenza di partner di settore, oltre che alle reti nate dall'esperienza di «Panorama» e dal consorzio di gallerie Italics.

Tuttavia pare che l'intenzione dell'amministrazione flegrea sia quella di provare a realizzare ugualmente il processo, anche senza i contributi e la vetrina che deriva dal titolo di capitale: «Voglio fare i miei complimenti al comune vincitore. L'esperienza straordinaria di “Pozzuoli 2028” proseguirà con immutata determinazione, perché siamo convinti del valore profondo di questo progetto e della prospettiva strategica che offre alla nostra città» ha detto il sindaco Luigi Manzoni. Lubrano ha aggiunto: «Oggi non usciamo sconfitti, ma più forti, perché abbiamo la consapevolezza di aver visto lontano quando abbiamo scelto di raccontarci a partire dalle nostre fragilità».

Per Capri la proposta aveva il nome, molto identitario, di «Le Sirene del nuovo». L'obiettivo della candidatura risiedeva nel collegare l'attrattiva locale a un centro permanente di produzione artistica orientato ai criteri della sostenibilità ambientale e dell'innovazione sociale. Un tentativo di diversificare i flussi turistici e l'offerta culturale: «Essere arrivati in finale è un grosso risultato» è il commento di Paolo Falco, sindaco di Capri. «Dispiace la mancata affermazione di un progetto che ritengo di grande valore: un'idea pensata per i capresi prima ancora che per i visitatori, si sarebbero sentiti parte di un processo e non da ricettori. La strada che porta Capri a recitare un ruolo di primo piano anche nell'arte contemporanea però è tracciata».

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