Omicidio di Gelsomina Verde, niente sconti in appello: condanne confermate per gli ultimi due killer
Il Mattino

Omicidio di Gelsomina Verde, niente sconti in appello: condanne confermate per gli ultimi due killer

Martedì 13 ottobre 2026
4 visualizzazioni

Niente sconti per gli ultimi killer di Gelsomina Verde. La terza sezione della Corte di assise di appello di Napoli, accogliendo in pieno le richieste avanzate dal sostituto procuratore generale...

Niente sconti per gli ultimi killer di Gelsomina Verde. La terza sezione della Corte di assise di appello di Napoli, accogliendo in pieno le richieste avanzate dal sostituto procuratore generale Carmine Esposito, ha confermato la condanne a trent’anni di carcere ciascuno a carico di Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi.

APPROFONDIMENTI Napoli, si commemora l'ex rettore della Parthenope Gennaro Ferrara: messa in sua memoria a San Pietro a PatiernoSalvaSalvata Nodulo polmonare, Manfredi: «Da Napoli un grande abbraccio al Papa, lo aspettiamo in città»SalvaSalvata Incidente mortale ad Arzano: uomo perde la vita dopo essere sceso dall’auto, travolto da una motoSalvaSalvata

Cala dunque il sipario sull’ennesimo capitolo dell’iter processuale chiamato a dare un volto ai responsabili dell’atroce delitto consumato nel pieno della prima, atroce faida di Scampia. La giovane vittima fu infatti sequestrata, torturata, uccisa e poi data alle fiamme da un commando di sicari del clan Di Lauro che stava dando la caccia al ras, oggi pentito, Gennaro Notturno, all’epoca esponente di spicco del rivale cartello degli Scissionisti. Un'esecuzione spietata, ai danni di una giovanissima donna senza legami con la camorra, per la quale in precedenza sono stati già condannati in via definitiva Ugo De Lucia e Pietro Esposito, l'uomo che attirò Mina in trappola, lanciatosi tra le fila dei collaboratori di giustizia subito dopo il suo arresto.

Dopo il verdetto letto dalla Corte a porte chiuse, il fratello di Mina, Francesco Verde, assistito dall'avvocato Liana Nesta che rappresenta anche la madre Anna Lucarelli, mostra una soddisfazione amara. Anzi, a metà: «La vicenda - commenta a caldo - ancora oggi non è stata del tutto chiarita. Nessuno degli imputati è intervenuto nel corso del processo spiegano cosa è successo quella notte. Resto convinto che ci siano ancora oggi dei fiancheggiatori mai individuati. Purtroppo Scampia è un quartiere in cui il clima di omertà è duro da scalfire. Il problema è la mentalità della gente e chi sa continua a non parlare».

Condividi questo articolo