Villarreal-Napoli 3-1, sconfitta in Champions che fa malissimo: i big cambino rotta
Così fa malissimo. Dalla Spagna il Napoli torna con tre gol sulle spalle dopo aver perso il confronto con un avversario non irresistibile. Con un atteggiamento tattico e mentale differente...
Così fa malissimo. Dalla Spagna il Napoli torna con tre gol sulle spalle dopo aver perso il confronto con un avversario non irresistibile. Con un atteggiamento tattico e mentale differente avrebbe potuto conquistare il primo successo in Champions. Sono venuti meno i pezzi pregiati, a cominciare da De Bruyne, McTominay e Hojlund. I big devono rilanciare subito la squadra perché in Italia e in Europa il cammino è in salita.
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Il bel gol di Rrahmani, una prodezza da centravanti di quelle che non stanno più riuscendo a Hojlund, ha illuso il Napoli, rivisitato da Allegri rispetto alla squadra che sabato ha sconfitto il Frosinone. Giovane e Di Lorenzo sulla sinistra, a destra Politano che ha commesso il clamoroso errore, ancor più grave per un giocatore della sua esperienza, che ha dato tanta energia al Villarreal dopo la rete di Mikautdze. È vero che prima del pareggio vi erano state altre occasioni per gli spagnoli offerte da un centrocampo che non ha fatto filtro, rinunciando anche al più scontato dei falli. Libero, con un gran tiro, Mourino di raddoppiare e di ribaltare in soli tre minuti la partita che il Napoli avrebbe avuto in pugno se - a prescindere dalle prestazioni dei singoli - avesse avuto un atteggiamento più determinato così come era accaduto tre giorni prima in campionato al Maradona.
Allegri aveva deciso di lasciare inizialmente fuori Lobotka perché affaticato dalla partita contro il Frosinone ma, con la contemporanea indisponibilità di Anguissa, si è indebolita la mediana. Eppure, il Villarreal non è un avversario di prima fascia e ha concesso spazi sui lati, soprattutto quello destro. Ma il Napoli nella ripresa non ne ha approfittato. Nessun effetto hanno sortito i cambi, la luce di un De Bruyne nervoso (anche con Allegri) non s’è riaccesa e Hojlund ha chiuso un’altra partita senza iscriversi nel tabellino dei marcatori. Il Villarreal ha tenuto il ritmo basso e ha gestito finché non ha colpito per la terza volta con Oluwaseyi contro avversari esausti, alcuni dei quali stanno evidentemente pagando la stanchezza del tempo che passa.
È stato un deciso passo indietro rispetto alla prestazione contro il Frosinone e questa sconfitta può complicare il percorso verso i playoff. Serve freschezza fisica e mentale, una continuità di prestazioni per risollevarsi definitivamente e rilanciarsi in campionato - sabato c’è la trasferta a Venezia - e in Champions. E si devono sfruttare i favori concessi dagli avversari, ciò che non è accaduto ieri nel secondo tempo a Vila-Real con la doppia inferiorità degli avversari per un ritardo sui cambi e un’uscita a vuoto del portiere Luiz Junior, finito tra i pali perché il titolare Gulacsi aveva subito nella notte una rapina a mano armata. L’assalto disperato finale, prima del terzo gol avversario, non ha funzionato.
Prima della sfida di Champions, c’è stato il match di Youth League, con gli azzurrini della Primavera – iscritti a una sorta di serie B giovanile in Italia - presi a pallate (0-5) dai pari età spagnoli allenati da Pepe Reina, indimenticato portiere dei tempi di Sarri. Una figuraccia. Esaminando il numero dei giocatori cresciuti nei vivai delle trentasei squadre iscritte alla Champions, il Napoli è agli ultimi posti (3). È il Barcellona, con la sua cantera straordinariamente prolifica, quello che ne ha di più (11). De Laurentiis è adesso fermamente intenzionato a costruire uno stadio e un centro sportivo. In questa struttura crei con investimenti adeguati un vivaio degno della storia del Napoli affinché sconfitte come a Vila-Real in Youth League non si ripetano.