Fincantieri, Castellammare chiede un piano di rilancio alle Istituzioni: «Bisogna investire sull?innovazione»
Il Mattino

Fincantieri, Castellammare chiede un piano di rilancio alle Istituzioni: «Bisogna investire sull?innovazione»

Mercoledì 14 ottobre 2026
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Qualche giorno fa il bulbo di prua della Viking Lyra ha aperto il mare con una dolcezza infinita. In quell’opera, più che in tutto il troncone della nave, c’è tutta la maestria degli operai dello stabilimento Fincantieri di Castellammare che si tramandano, da generazioni, una grande abilità nel sagomare le lamiere curve con una precisione straordinarie. In quel settore dello stabilimento le macchine sono residuali, trasportano solo le lamiere. Poi è l’arte che fa il resto, la capacità di accarezzare la sagomatura fino a renderla perfetta.

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Fincantieri a Castellammare di Stabia ha una officina del sapere navale. Un polo industriale che ha sempre primeggiato e che continua a sfornare capolavori. Sì, il Vespucci, la nave più bella del mondo, ma anche il batiscafo Trieste, il primo a violare la Fossa delle Marianne, o il traghetto Goutier, la prima nave al mondo alimentata a gas naturale liquefatto. E che dire di Zeus, il battello con cui Fincantieri sta sperimentando, proprio a Castellammare la propulsione a idrogeno? Ecco, lo stabilimento stabiese corre verso l’innovazione e, contemporaneamente, conserva l’arte per fare un bulbo o una prua perfetta.

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Il troncone della Viking Lyra sarà assemblato nel cantiere di Ancona: a Castellammare una nave di 239 metri non si può costruire perché lo scalo di alaggio non la contiene tutta. E allora? Lasciano ben sperare le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, pronunciate in Parlamento in risposta ad una interrogazione del senatore Cantalamessa. Salvini ha riaffermato la centralità e il ruolo del cantiere di Castellammare ribadendo la necessità che si proceda, come da sempre hanno sostenuto i lavoratori, il Comune e la Regione, secondo quanto previsto nel Piano regolatore del porto. Parole apprezzatissime a Castellammare e ribadite anche dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale, Eliseo Cuccaro: «Siamo pronti a fare lai nostra parte per lo stabilimento Fincantieri di Castellammare».

Il documento

La questione è stata ripresa anche dal Gruppo Democratici e Progressisti di Castellammare. «Il ribaltamento a mare con la costruzione del bacino, la riorganizzazione degli spazi portuali da destinare alla città e allo sviluppo delle attività legate alla nautica, interessa anche lo sviluppo delle Antiche Terme, del nostro Centro Antico - la posizione del gruppo -. È un successo dei lavoratori che non solo scongiura il declino di questa storica e importante attività produttiva, ma allo stesso tempo riapre l’urgenza che si ritorni a ragionare del mare come grande leva per riorganizzare lo sviluppo di Castellammare. La scelta del bacino, rimasta ferma dal 2009, se perseguita con impegno e serietà richiede che vi sia chiarezza sugli investimenti considerevoli, si ipotizzano oltre 800 milioni, necessari per passare dagli annunci alla fase concreta».

L’appello inviato al presidente della Regione, Roberto Fico, al sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi e al presidente dell’Adsp, Eliseo Cuccaro mette in evidenza che la città «vive un momento difficile» ed è richiesta «una capacità forte non solo per accompagnare e sostenere il progetto che da tempo persegue» ma anche «la maturità di costruire, coinvolgendo anche Università e forze imprenditoriali, un vero e proprio accordo per lo sviluppo». Allo stesso tempo, il gruppo Democratici e Progressisti propone un investimento sul capitale umano anche attraverso una Scuola di alta formazione legata alla ricerca sulle nuove tecnologie e alla riqualificazione dei mestieri della cantieristica. «Senza investire sui giovani e sull’innovazione la stessa difesa del cantiere diventa più difficile e complessa».

Se questa è la sfida, aggiunge il documento, la domanda che occorre rivolgere alla Regione, alla Città Metropolitana, è «come intendono muoversi. Su Fincantieri negli anni si sono rincorsi protocolli e riunioni, adesso è tempo che il presidente della Regione, in primo luogo, dopo le affermazioni del ministro, riapra un confronto concreto con Governo, Fincantieri, Autorità portuale, sul progetto del bacino e sulle risorse necessarie per attuarlo».

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