Incendio al Sannazaro, dopo mesi il pressing dei residenti sfollati: «Noi ancora senza casa, non vi dimenticate di noi»
Incendio del Sannazaro, l?allarme dei residenti. A otto mesi dal devastante rogo del 17 febbraio l?attenzione pubblica sul teatro si riaccende soprattutto per ragioni...
Incendio del Sannazaro, l’allarme dei residenti. A otto mesi dal devastante rogo del 17 febbraio l’attenzione pubblica sul teatro si riaccende soprattutto per ragioni artistiche: mancano pochi giorni al debutto ufficiale della stagione 2026/2027, al via in trasferta dal 16 sul palcoscenico del teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare. Invece, nel cuore di via Chiaia, la realtà degli abitanti delle case colpite dalle fiamme resta drammaticamente congelata al giorno del disastro; si tratta dei proprietari di otto abitazioni inagibili tra cui una completamente distrutta, con decine di persone coinvolte. E così, mentre la macchina dello spettacolo mostra una certa resilienza, i condomini, riuniti nel comitato “Il cratere di Chiaia”, denunciano l'abbandono da parte delle istituzioni locali e nazionali.
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L’amarezza
Case sventrate, cumuli di detriti ancora da rimuovere e nuclei familiari senza una sistemazione definitiva fanno da contorno alle macerie della storica bomboniera teatrale di Napoli. L’amarezza nel quartiere è diffusa: il timore è che le luci della ribalta, seppur lontane, finiscano per oscurare le necessità di chi in quel rogo ha perso i propri beni e la propria stabilità quotidiana. La mappatura dei danni materiali delinea un quadro strutturale estremamente critico e ben lontano da una rapida risoluzione. Le fiamme hanno letteralmente inghiottito i solai e i pavimenti degli appartamenti sovrastanti il teatro, lasciando i locali svuotati e privi di appoggio. Le strutture ricettive dello stabile sono state evacuate d'urgenza e risultano tuttora inagibili. Tra i danni più gravi rilevati dai tecnici spicca il piegamento di una trave portante fondamentale per la tenuta di due muri maestri, la cui stabilità compromessa fa gravare sull'area lo spettro di potenziali nuovi crolli.
Se per le abitazioni meno colpite l'ordinanza del Comune prevede interventi di messa in sicurezza per consentire un parziale riutilizzo, le stime temporali per il rientro degli sfollati non lasciano spazio all'ottimismo: le prime previsioni indicano che nessun alloggio potrà essere riaperto prima di febbraio 2027.
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A esacerbare gli animi dei residenti, costretti a convivere con i disagi dello sfollamento e con le preoccupazioni legate alla salute ambientale per via delle polveri respirate, si aggiunge un pesante paradosso burocratico; nonostante gli immobili siano stati dichiarati formalmente inagibili o distrutti, i proprietari continuano a ricevere con puntualità le cartelle esattoriali per il pagamento dei tributi municipali, in particolare le scadenze relative a Imu e Tari. «Una situazione inaccettabile che amplifica il senso di isolamento rispetto all'amministrazione comunale» dicono gli esponenti del comitato. Sul fronte giudiziario e amministrativo, il nodo delle indagini condotte dalla Procura di Napoli per incendio colposo rappresenta il perno attorno a cui ruota qualsiasi prospettiva di ripresa: «Il formale dissequestro dell'area è l'atto giuridico indispensabile per sbloccare le complesse perizie delle compagnie assicurative, necessarie per finanziare i successivi cantieri di ricostruzione privata» spiega la portavoce dei condomini Benedetta Bovolin.
La relazione
Parallelamente, gli accertamenti sul campo sono finalizzati alla redazione di una relazione strutturale definitiva da trasmettere al ministero della Cultura: questo documento rappresenta il tassello burocratico mancante per dare seguito all'impegno assunto dal ministro Alessandro Giuli per l'avvio dell'iter di statalizzazione e acquisizione pubblica dello spazio teatrale, inserito nel programma triennale degli investimenti del MiC. Per la popolazione di via Chiaia, la procedura potrebbe costituire una garanzia di una ricostruzione controllata e a gestione pubblica, capace di mettere in sicurezza il teatro e i palazzi adiacenti. Tuttavia, la totale incertezza sui tempi della Procura e sulla burocrazia ministeriale rischia di prolungare lo stallo per mesi. Il comitato annuncia a breve una conferenza stampa in cui verranno illustrate alcune iniziative e con cui il sodalizio intende presentarsi all'attenzione pubblica.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli: «Giusto che si stia facendo di tutto per far rinascere il teatro ma, al di là delle vicende giudiziarie, è fondamentale anche coloro che hanno avuto la casa distrutta possano essere risarciti e tornare alle loro abitazioni».