Napoli, i clan riaprono le piazze di spaccio dopo l'agguato: blitz e arresto alle Case Nuove
Il Mattino

Napoli, i clan riaprono le piazze di spaccio dopo l'agguato: blitz e arresto alle Case Nuove

Giovedì 15 ottobre 2026
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Gli affari, come si suol dire, non possono attendere. A pochi giorni di distanza dal feroce agguato in cui ha quasi perso la vita un emergente ras del narcotraffico, il business della droga...

Gli affari, come si suol dire, non possono attendere. A pochi giorni di distanza dal feroce agguato in cui ha quasi perso la vita un emergente ras del narcotraffico, il business della droga nell’area delle Case Nuove sembra già essersi rimesso in moto. La piazza di spaccio a cielo aperto, allestita tra l’altro proprio nello stesso punto in cui era scattata l’imboscata ai danni di Emanuele Pistone, non è però durata granché. A smantellarla, grazie a uno strategico appostamento sul tetto di un palazzo, sono stati i poliziotti del commissariato Vicaria-Mercato, autori di un blitz-lampo che non ha dato scampo al pusher di turno, un ventottenne del Camerun, trovato in possesso di tre dosi di crack e quasi due grammi di eroina.

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L’operazione porta ancora una volta la firma degli uomini della Squadra volanti. Sono stati loro, nel primo pomeriggio di ieri, a passare al setaccio via Luigi Serio, una delle strade più calde della zona delle Case Nuove. Nell’area dei giardinetti, alle spalle di via Vespucci, gli agenti notano subito uno strano via vai di persone. Si tratta di tossicodipendenti a caccia di una dose, che trovano puntualmente tra le mani del pusher straniero. I poliziotti si appostano quindi sul tetto di un palazzo adiacente alla “base” e monitorano quello che succede: gli scambi droga-soldi sono immediati, oltre che numerosissimi. Cristallizzata la scena, attendono quindi il momento giusto per passare all’azione e, poco dopo, riescono a intercettare in strada il pusher, bloccandolo dopo l’ennesima cessione.

La perquisizione è immediata e dalle due tasche saltano fuori diversi “pallini” di crack ed eroina. Fermata e sanzionata anche la “cliente” che aveva appena comprato una dose. Davanti a un quadro indiziario schiacciante, Boris Tsafouet viene quindi arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Difeso di fiducia dall’avvocato Giovanni Mai, si trova adesso in attesa di comparire in aula per la celebrazione della direttissima. Cala così il sipario sull’ultimo capitolo di una guerra allo spaccio che, tra piazza Mercato e le Case Nuove, sembra proprio non concedere tregua.

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