Il neo questore Lamparelli: «Addolorato per le immagini della rissa in piazza Vanvitelli»
Il Mattino

Il neo questore Lamparelli: «Addolorato per le immagini della rissa in piazza Vanvitelli»

Giovedì 15 ottobre 2026
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Punta al rafforzamento di una forma di sicurezza partecipata, nel solco di quanto è stato fatto fino a questo momento. Avverte un pericolo in corso: quello di una forma di inquinamento nei...

Punta al rafforzamento di una forma di sicurezza partecipata, nel solco di quanto è stato fatto fino a questo momento. Avverte un pericolo in corso: quello di una forma di inquinamento nei gruppi giovanili di soggetti provenienti da sfere legate alla criminalità organizzata, rischiano di trovarci di fronte a una tempesta perfetta.
Eccolo il neo questore di Napoli Fausto Lamparelli nel suo primo giorno ai piani alti di via Medina.

Sessantatré anni, origini beneventane, ma napoletano di adozione per aver svolto un ruolo decisivo come capo della mobile nel contrasto alle varie forme di criminalità giovanile. Nove anni fa fu decisivo nel contrasto alle paranze dei bambini, oggi si ritrova alle prese con nuovi fenomeni di devianza giovanile, rappresentati anche da quanto avvenuto sabato notte in piazza Vanvitelli, dove un uomo è stato duramente picchiato per aver difeso la figlia.

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Spiega il questore Lamparelli: “Sono addolorato di fronte a questa vicenda, addolorato nel vedere quelle immagini, nella mia vita sono sempre stato accanto alle parti offese”. Ma c’è comunque un cauto ottimismo e voglia di fare da parte del questore: “Credo che non dobbiamo generalizzare. Abbiamo un numero di ragazzi che non hanno modelli virtuosi e che seguono modelli negativi, come emerso all’epoca nel corso delle indagini su Emanuele Sibillo. Non bisogna mai comunque generalizzare. Ma qual è il nostro ruolo? Intercettare coloro che scelgono una strada diversa, vanno sì perseguiti, per poi puntare a recuperare quelli che sono da recuperare che a mio giudizio sono la maggioranza. Ho fiducia nel lavoro della magistratura, dei reparti investigativi sul territorio, sul grande lavoro svolto fino a questo momento”.

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