Schengen, intesa Meloni-Sanchez: proroga di una settimana dei controlli alla frontiera
Il Mattino

Schengen, intesa Meloni-Sanchez: proroga di una settimana dei controlli alla frontiera

Venerdì 16 ottobre 2026
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Una settimana. Ancora sette giorni di controlli agli aeroporti, di documenti da esibire e spiegazioni da dare. Poi si vedrà. L?Italia proroga ancora una volta il blocco di Schengen...

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Una settimana. Ancora sette giorni di controlli agli aeroporti, di documenti da esibire e spiegazioni da dare. Poi si vedrà. L’Italia proroga ancora una volta il blocco di Schengen con la Spagna. E viceversa. Ma forse è l’ultima proroga. La decisione è stata presa nella tarda serata di ieri da Giorgia Meloni, ancora nel chiuso del Consiglio europeo, a poche ore dallo scadere della proroga a mezzanotte. “A seguito di un confronto tra Roma e Madrid, l'Italia ha deciso di prorogare di sette giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna, così da allinearli alla scadenza delle misure spagnole” fanno sapere fonti di Palazzo Chigi questa mattina. “Nel corso della prossima settimana i rispettivi ministri degli Interni lavoreranno per valutare insieme misure di cooperazione sostitutive”. Il blocco di Schengen era nato dalla crisi di Ceuta a inizio agosto e da uno scambio durissimo di accuse tra Palazzo Chigi e la Moncloa sulla gestione del fenomeno migratorio il blocco va avanti ma solo per qualche giorno. Era stata Meloni ad accusare il rivale socialista Sanchez di legalizzazioni di massa dei clandestini e “Pedro” a tacciare la premier italiana di “propaganda”. Duello senza interruzioni, con la sospensione della libera circolazione prorogata ogni quindici giorni, formalmente, con il pretesto dell’allerta “terrorismo” e di possibili infiltrati jihadisti dall’exclave marocchina di Ceuta. Nei fatti è diventato un braccio di ferro politico tra due governi ai ferri corti da tempo. E due leader agli antipodi dello spettro politico europeo. Ora forse il fischio finale. Con l’intesa trovata per allentare le tensioni. Meloni e Sanchez si rivedranno oggi all’Europa building, durante la sessione del Consiglio europeo dedicata alla crisi ucraina. Ma è poco dopo, al pranzo incentrato sulla crisi migratoria, che arriverà il momento clou. “Giorgia” e “Pedro” faccia a faccia a discutere di ingressi illegali e di come bloccarli. Facile che ancora una volta le ricette divergano

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