Caro-carburanti, la protesta scuote il Sud Italia: i tir bloccano anche le autostrade e i porti
La protesta di autotrasportatori e agricoltori per il caro-carburanti, che da domenica infiamma la Puglia, esplode in Campania e nel resto del Sud e trova anche il supporto di sindaci e studenti....
La protesta di autotrasportatori e agricoltori per il caro-carburanti, che da domenica infiamma la Puglia, esplode in Campania e nel resto del Sud e trova anche il supporto di sindaci e studenti. Ieri i blocchi stradali hanno colpito in particolare le autostrade. Sull’A30 la mattinata inizia con la chiusura alle 9.15 dell’uscita di Nola (riaperta poco più di un’ora dopo); un chilometro di coda nel tratto compreso tra il bivio con la A16 Napoli-Canosa e Nola in direzione Caserta. Molto più lungo il blocco dell’uscita Nocera-Pagani in entrambe le direzioni, iniziato intorno alle 13; l’uscita è stata riaperta intorno alle 18.30. Disagi anche sulla Salerno-Reggio Calabria: code all’uscita di Eboli, chiuso il tratto Battipaglia-Campagna. In mattinata presidi degli autotrasportatori anche ai caselli dell’A1 di Caianello e Caserta sud, con sensibili effetti sulla circolazione. Al presidio di Maddaloni è arrivato anche il leader del M5S Giuseppe Conte, atteso a Nola per presentare il suo libro, per un confronto con i manifestanti.
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La chiesa
Anche la Chiesa si schiera al fianco della protesta. A Caposele, in provincia di Avellino, l’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia (al Santuario per il tricentenario di San Gerardo) lo sottolinea anche nella sua omelia: «Non possiamo accettare che un uomo venga trattato come un attrezzo. Gli agricoltori sono schiacciati dal mercato, da costi che non riescono a sostenere». Anche l'arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, si schiera pubblicamente al fianco degli olivicoltori: «Servono misure per contenere il peso del carburante e degli altri costi produttivi»,
Nella morsa della protesta ci sono anche i porti. A Palermo il comitato trasporti siciliani (che raggruppa circa settemila aziende), ha bloccato il molo Santa Lucia: i camion fermi non hanno scaricato le navi e nei piazzali. In Calabria la Fedralog (federazione autotrasporti logistica) ha blindato in mattinata il porto di Gioia Tauro, presidiata anche la zona vicina all’aeroporto di Lamezia Terme. A Trebisacce, nel Cosentino, gli studenti sono scesi in strada al fianco di autotrasportatori e agricoltori. In Basilicata manifestazione di Coldiretti: a Potenza, davanti alla sede della Regione, migliaia di agricoltori e cento trattori.
L’epicentro continua a essere la Puglia, dove tutto è cominciato. Nel Foggiano si è arrivati al sesto giorno di protesta. Cortei a Manfredonia e Cerignola, in strada anche i sindaci di Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata e l'assessore regionale ai Trasporti. Ad Andria, dopo il blocco degli autotrasportatori sulla tangenziale, la giunta comunale ha istituito il tavolo di crisi permanente per affrontare le criticità dei lavoratori. A Brindisi circa cinquecento tir hanno percorso la statale 379 in direzione Bari, creando rallentamenti e disagi, Rimossi invece il blocco stradale sulla statale 106, davanti alla raffineria Eni, e il blocco sulla statale 7 nei pressi dello stabilimento siderurgico.
Il governo
Una mobilitazione che scuote tutto il Mezzogiorno e arriva fino ai palazzi delle istituzioni. La premier Giorgia Meloni assicura: «Siamo al lavoro per dare risposte agli autotrasportatori». Fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fanno sapere che il ministro Matteo Salvini è al lavoro per anticipare a martedì 20 ottobre la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano, originariamente previsto per il 27 ottobre al ministero. Unatras (l’unione nazionale associazioni autotrasporto merci), aveva già suggerito di anticipare l'incontro, chiedendo «risposte concrete» contro il caro gasolio. Ancora più dura la linea di Assotir: «La latitanza delle istituzioni e del governo alimenta la protesta di chi non ce la fa più». Poco prima ad accendere le polemiche era stato invece un post sui social firmato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Manifestare è lecito e degno di rispetto, bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato».