Truffa del finto carabiniere, nei guai due salernitani: identità clonate sul dark web. Recuperati 70mila euro
Ci sono anche due persone di Salerno finite in manette, a seguito di un'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Bolzano nell?ambito di un?inchiesta su una serie di truffe...
Ci sono anche due persone di Salerno finite in manette, a seguito di un'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Bolzano nell’ambito di un’inchiesta su una serie di truffe agli anziani, realizzate con il metodo del «finto carabiniere». Altre cinque persone, tra cui una donna, sono indagate. Il giro d’affari contestato è di 150 mila euro. L'inchiesta, partita dalla denuncia di una delle vittime, ha permesso di scoprire un sistema di riciclaggio con conti correnti intestati a prestanome. Il meccanismo prevedeva che i truffatori si presentassero al telefono come carabinieri o funzionari di banca, segnalassero alle vittime anomalie inesistenti sui loro conti e le convincessero a trasferire i risparmi su conti indicati come «sicuri». In una fase successiva, secondo la procura, il gruppo sarebbe arrivato a clonare identità digitali per ottenere finanziamenti dagli istituti di credito. L’operazione si è chiusa con l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti. Nel frattempo, il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, lancia un monito: «Voglio mettere in guardia i cittadini: non si parla di truffe in cui si perde qualche centinaio di euro, qui si rischia di perdere i risparmi di una vita. Il sistema si è evoluto. I truffatori hanno acquisito sul dark web pacchetti di dati anagrafici che hanno utilizzato per clonare identità digitali e aprire linee di credito all’insaputa degli intestatari». Linee di credito che sono state poi prontamente drenate, trasferendo i fondi su conti esteri.
Tra le vittime non ci sono più solo anziani ma anche persone di 30, 40 e 50 anni, in alcuni casi anche laureati. La rete individuata comprendeva 7 persone, tra cui una cittadina bolzanina che si sarebbe prestata ad aprire conti correnti per eseguire le procedure di riciclaggio. Gli altri membri, residenti tra Napoli e Salerno, sono stati invece tutti identificati. Al momento le forze dell’ordine sono riuscite a recuperare 70mila dei 150mila euro rubati, ma se il denaro viene trasferito all’estero il recupero diventa più difficile. Per questo la Guardia di Finanza, assieme al procuratore, ha consigliato alcune azioni preventive per mettere al sicuro i propri risparmi. In primis non fidarsi mai di chiamate e messaggi sospetti. Le forze dell'ordine e le banche non comunicato così e non chiedono di condividere i dati dei propri conti. Ancora, viene consigliato di tenere una parte dei soldi su libretti di risparmio invece che sul conto corrente. Così come non utilizzare bonifici istantanei ma usare quelli regolari, che danno qualche ora per pensare e in caso, di agire.
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