Calcio e Basket, weekend nel segno di Napoli
Il Mattino

Calcio e Basket, weekend nel segno di Napoli

Sabato 17 ottobre 2026
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Un weekend nel segno di Napoli. Da Venezia a Fuorigrotta, dal calcio che cerca il rilancio dopo la rovinosa caduta a Vila-Real al basket che punta a consolidare la propria sorprendente leadership...

Un weekend nel segno di Napoli. Da Venezia a Fuorigrotta, dal calcio che cerca il rilancio dopo la rovinosa caduta a Vila-Real al basket che punta a consolidare la propria sorprendente leadership nella sfida contro Milano campione d’Italia. Momenti profondamente diversi per il Napoli e il Napoli Basketball: da un lato una squadra che non ha trovato la propria identità e mostra preoccupanti tratti di confusione e stanchezza fisica; dall’altro una squadra che ha messo in risalto forza fisica e qualità nelle sei partite fin qui disputate, vincendole tutte con merito.

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Il Venezia, ultimo in classifica con zero punti e con un allenatore appena cambiato (Nicola ritenuto un esperto in salvezze), e l’Olimpia Milano sulla strada di Max Allegri e Jasmin Repesa, due top coach che Napoli ha la fortuna di avere per valorizzare i suoi storici e amati club. Allegri ha fortemente voluto la squadra azzurra credendo non solo nel progetto di De Laurentiis, peraltro fortemente limitato dai paletti finanziari in estate, ma anche nella propria capacità di superare difficoltà prevedibili in partenza, come l’età e la compromessa situazione fisica di alcuni giocatori protagonisti nelle stagioni dei due scudetti. Repesa, allenatore che ha vinto dovunque in Europa, è rimasto colpito dalle ambizioni del patron italo-americano Rizzetta, che ha investito tanto (il budget del Napoli Basketball è di 10 milioni, subito dopo le grandi) e ha posto le premesse per questa partenza lanciata. Milano, domani a mezzogiorno davanti ai 4mila spettatori del Palabarbuto, è un esame importante. L’Olimpia, allenata dal salernitano Peppe Poeta, è al secondo posto in serie A dopo tre partite (Napoli prima con la Virtus Bologna) e sta vivendo una Euroleague da incubo, con 5 sconfitte in sei partite. È il momento per affondare il colpo per una squadra che è già un’orchestra perfetta. Repesa ha saputo creare la cosiddetta chimica con giocatori di valore. È quella che manca per ora alla squadra di calcio e non soltanto perché Allegri si sta confrontando con il problema degli infortuni che aveva condizionato la seconda stagione di Conte.

Non si è trovata la quadra per il Napoli che è in età avanzata e gioca in maniera discontinua. Rare le convincenti prestazioni in questo avvio di stagione, dove tutto è certamente in gioco con altre 32 partite di campionato e altre 6 di Champions League. Ma va considerato che al momento la squadra è fuori dalla zona coppe e che martedì sera a Vila-Real ha sprecato una grande occasione per conquistare i primi tre punti. Il Napoli è seduto su una altalena precaria e deve trovare subito continuità, magari prima di risultati e poi di prestazioni. E così due partite apparentemente non rischiose come quelle con Venezia e Bodo diventano uno snodo cruciale: nei prossimi 180 minuti il Napoli, colpito anche dall’infortunio di Neres (si temeva che fosse un giocatore a rischio considerando la sua struttura muscolare), può farsi male soltanto da solo. Per questo Allegri vuole massima attenzione a Venezia, contro gli ultimi in classifica, e uno scatto di autostima: gli azzurri siano consapevoli della loro forza mantenendo l’equilibrio nei momenti di difficoltà di una partita, quasi un “non ti disunire” come intimava il regista Antonio Capuano all’aspirante collega Fabietto Schisa nel film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”. Ci sarà spazio dal primo minuto per Lucca, che deve scacciare le ombre che lo hanno fin qui accompagnato. E De Bruyne? Il chiarimento - garantisce Max - c’è stato. «Se ci capiamo subito è meglio», detto con garbo e chiarezza affinché in campo e fuori non vi siano più dannosi equivoci. Intanto, Kevin va in panchina: è turnover, non una punizione.

Le strade dei patron del calcio e della pallacanestro, De Laurentiis e Rizzetta, si sono incrociate nei mesi scorsi, quando in rappresentanza di un fondo americano il presidente del Napoli Basketball ha presentato un’offerta da 2 miliardi per rilevare il Napoli. Attraente ma respinta con fermezza. E allora Rizzetta si è concentrato su altri due progetti, uno impiantistico (la rinascita del Mario Argento, chiuso 28 anni fa) e uno sportivo (la creazione di una polisportiva con squadre di basket maschile e femminile, volley e pallanuoto). Rizzetta procede in piena sintonia con il sindaco Manfredi per quanto riguarda il Palasport, al contrario di De Laurentiis che ha individuato i terreni per costruire il suo stadio nella area ex Q8, sottolineando a più riprese che investire milioni (250) per il restyling dello stadio Maradona è sbagliato. Rizzetta ha l’aspirazione di arrivare con il Napoli Basketball là dove De Laurentiis è arrivato con due scudetti, cinque coppe e dieci partecipazioni alla Champions League. Una dimensione vincente e internazionale che fa bene a una città sempre più capitale.

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