Arzano, l'ex sindaca Cinzia Aruta: «Ha tradito città e legalità chi ha deciso la sfiducia»
La crisi politica che ha travolto il Comune di Arzano si è consumata in poche ore, ma affonda le radici in tensioni che covavano da mesi. Il giorno successivo alla sottoscrizione delle...
La crisi politica che ha travolto il Comune di Arzanosi è consumata in poche ore, ma affonda le radici in tensioni che covavano da mesi. Il giorno successivo alla sottoscrizione delle dimissioni in uno studio notarile da parte della maggioranza dei consiglieri comunali, l’ormai ex sindaca, Cinzia Aruta, ha affidato a una lunga dichiarazione il suo punto di vista sulla caduta dell’amministrazione.
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«Quando l’interpretazione del mandato popolare viene considerata un limite anziché una garanzia, significa che la distanza non è più solo politica, ma culturale», ha affermato Aruta, parlando di una frattura che, a suo dire, avrebbe generato prima disaffezione e poi un progressivo disimpegno.
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Le divergenze
Secondo l’ex prima cittadina, negli ultimi mesi si sarebbe costruita una «narrazione alternativa volta a spostare il confronto dal piano amministrativo a quello personale, trasformando il rigore in presunta incapacità di dialogo e indebolendo così il valore dell’impostazione adottata dalla giunta». La sfiducia è arrivata con quattordici firme: dieci dalla maggioranza e quattro dalla minoranza. Per il gruppo Le Nuove Generazioni hanno firmato Tommaso Bianco, Adriana Attrice, Roberta Salamandra e Luigi Rosati; per il Movimento 5 Stelle Francesco Fabozzi, Pietro Maglione, Luigi Giovenco, Anna Chiatto e Pino Capasso; per il Partito Democratico Daniela D’Angelo.
Dalla minoranza hanno sottoscritto Luigi De Rosa, Gennaro Ferone, Antonio Nascente e Natale Russo. Una scelta che ha sorpreso molti osservatori locali. «È un dato singolare che un’opposizione che per anni ha criticato la gestione amministrativa della città decida poi di tirarsi indietro proprio nel momento in cui si tratta di mandare a casa questa amministrazione», commenta una fonte politica vicina all’ex maggioranza.
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Aruta, nel suo intervento, ha ricordato il contesto in cui aveva assunto l’incarico nel 2021: «Arzano viveva un ambiente segnato da abbandono, allentamento delle regole e dalla percezione diffusa che tutto fosse consentito. Un territorio privo di pianificazione, di gestione amministrativa solida e di rispetto dei percorsi istituzionali».
Da qui, la scelta di una linea «netta», basata sul metodo, sulla definizione delle priorità e sul ripristino della centralità delle regole. Secondo l’ex sindaca, questo approccio avrebbe garantito oltre quattro anni di stabilità amministrativa, rendendo la giunta «impermeabile ai veleni che hanno attraversato la città negli ultimi vent’anni» e producendo risultati concreti: una macchina comunale più efficiente, bilanci messi in sicurezza, cantieri avviati e opere pubbliche pronte per essere inaugurate.
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La trasparenza
«Segno che il rigore, unito alla visione, non blocca lo sviluppo, ma lo rende possibile», ha ribadito. Aruta si dice ora pronta a un confronto pubblico nelle sedi politiche adeguate, rivendicando trasparenza e chiarezza: «Le cittadine e i cittadini meritano decisioni assunte alla luce del sole, non nei retroscena. Ho servito questa comunità con senso delle istituzioni e continuerò a farlo nei modi che la democrazia prevede». Intanto, la città attende la nomina del commissario prefettizio che guiderà il Comune nel periodo di transizione fino alla prossima primavera quando gli arzanesi torneranno alle urne per eleggere nuovo sindaco e nuovo consiglio.