Reggia di Caserta, grosso ramo crolla sulla strada: rischiata una tragedia. «La sicurezza una priorità»
Un enorme ramo si è staccato da un albero del parco Reale ed è precipitato sulla carreggiata, invadendo completamente via Santorio, la strada che dal ponte di Ercole conduce verso...
Un enorme ramo si è staccato da un albero del parco Reale ed è precipitato sulla carreggiata, invadendo completamente via Santorio, la strada che dal ponte di Ercole conduce verso via Ruggiero e corso Giannone. È accaduto ieri, intorno alle 13, quando una parte del fusto si è abbattuto sulla strada, interrompendo la circolazione e provocando pesanti ripercussioni sulla mobilità cittadina. Per fortuna, al momento del cedimento non transitavano automobili né pedoni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale per le operazioni di rimozione della parte di albero finita sulla carreggiata. Ma l'intervento non ha consentito di ripristinare immediatamente la circolazione. A rimanere all'interno del perimetro del Parco reale è infatti la parte dell'alberatura ancora in piedi, ma danneggiata e potenzialmente pericolosa, per la quale si rende necessario un ulteriore intervento di messa in sicurezza.
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Il Polo museale si è subito attivato per la rimozione della porzione pericolante rimasta all'interno del parco, mentre via Santorio è stata transennata e chiusa al traffico in attesa che vengano eliminate le condizioni di rischio. L'episodio riporta al centro dell'attenzione la questione della sicurezza del patrimonio arboreo della Reggia, da tempo oggetto di discussioni e polemiche tra la precedente direzione e le associazioni ambientaliste in particolare sui tagli lungo la Via dell’Acqua. Una contrapposizione che negli ultimi tempi ha riguardato soprattutto le modalità di gestione e manutenzione del verde storico, ma che davanti a quanto accaduto ieri richiama inevitabilmente la necessità di intervenire sulle situazioni di effettivo pericolo.
Del resto, il vento che ha interessato Caserta nella mattinata di ieri non è stato forte tanto che dal comando provinciale dei caschi rossi fanno sapere che non si sono registrati interventi significativi in provincia riconducibili al vento. Poche raffiche sono dunque bastate a provocare il cedimento di una parte così consistente di un albero che presentava evidentemente condizioni di fragilità. L’episodio fa il paio con un altro crollo di pochi mesi fa.
La direzione
Il direttore ad interim Antonio Tarasco spiega che nelle ultime settimane è stato portato avanti un lavoro preliminare di ricognizione per individuare le situazioni di maggiore urgenza e definire le priorità degli interventi. Un piano d'azione che, secondo quanto annunciato, entrerà nella fase operativa già dalla prossima settimana, quando saranno predisposti gli atti necessari per procedere alla rimozione delle situazioni di pericolo. «Non è più una questione paesaggistica ma di tutela della incolumità pubblica. Gli alberi crescono, invecchiano e vanno sostituiti», dice Tarasco, sottolineando come la sicurezza dei visitatori e dei cittadini debba rappresentare la priorità. Le parole del direttore, tuttavia, non prefigurano un intervento indiscriminato sul patrimonio arboreo del Parco reale. La linea annunciata è quella di un'azione mirata: «Naturalmente questo non significa voler andare oltre il necessario. Abbiamo lavorato cercando di seguire un criterio, individuiamo esattamente le fasce di pericolo presenti e interverremo su quelle situazioni di effettivo e reale pericolo, quindi non oltre il necessario per garantire l'incolumità degli utenti del parco e dei cittadini al di fuori delle sue mura».
La viabilità
Intanto, le conseguenze più immediate del cedimento si sono fatte sentire sulla viabilità. La chiusura di via Santorio ha sottratto alla circolazione uno dei collegamenti utilizzati dagli automobilisti provenienti da Ercole e diretti verso il centro. Il traffico è stato dirottato sugli altri assi di ingresso, a partire dal ponte di Sala, dalla variante Anas e dall’Appia, con il conseguente coinvolgimento della viabilità del vicino comune di Casagiove. Una redistribuzione dei flussi che ha finito per aggravare una situazione generale già condizionata dalla chiusura di via Tanucci e di via Laviano, con ripercussioni su diversi quadranti della città che hanno richiesto un ulteriore sforzo alla Polizia municipale.