Classifiche manipolate, referti modificati, "sistemi dittatoriali": tutti i veleni tra gli arbitri
La Gazzetta dello Sport

Classifiche manipolate, referti modificati, "sistemi dittatoriali": tutti i veleni tra gli arbitri

Lunedì 27 aprile 2026
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Nella storia dell'Aia si moltiplicano i casi di attriti fra fischietti, non solo Rocca contro Rocchi: da Gavillucci dismesso e volato in Inghilterra a Trentalange, contratti sospetti, traffico per sostanze stupefacenti...

Nella storia dell'Aia si moltiplicano i casi di attriti fra fischietti, non solo Rocca contro Rocchi: da Gavillucci dismesso e volato in Inghilterra a Trentalange, contratti sospetti, traffico per sostanze stupefacenti...

Vincenzo Di Schiavi Giornalista 27 aprile - 09:50 - MILANO

Arbitri contro arbitri. Non è una novità. Lettere, esposti, denunce: la storia recente dell’universo arbitrale è costellata di veleni. Il caso Rocca-Rocchi è solo l’ultimo di una lunga serie. Un anno fa la denuncia dell’assistente arbitrale Domenico Rocca sulle presunte infrazioni del designatore Gianluca Rocchi ha aperto un filone arrivato fino alla magistratura ordinaria. L’indagine della Procura di Milano è in pieno corso e il mondo dei fischietti è di nuovo nella bufera. Purtroppo, un film già visto.

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veleni

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Con una modalità ricorrente. Arbitri estromessi o degradati per via di procedure, a loro dire, poco trasparenti. Stagione 2017-2018: l’arbitro Camillo Gavillucci viene dismesso "per motivate ragioni tecniche". Il 39enne fischietto di Latina, con una cinquantina di partite di Serie A alle spalle tra cui Sampdoria-Napoli sospesa per 3’ per cori discriminatori, finisce ultimo nella classifica di rendimento compilata dall’Aia. Gavillucci non ci sta e comincia la sua battaglia: la Corte Federale d’Appello accoglie il ricorso e il provvedimento viene annullato. L’Aia però vince davanti al Collegio di Garanzia del Coni e Gavillucci se ne andrà in Inghilterra non prima di aver scagliato bordate verso il presidente degli arbitri Marcello Nicchi, accusato di intascare 80 mila euro come consulente per il Var: "Spieghi quel contratto. Il presidente non può avere come introito principale qualcosa che derivi dal suo incarico. Ha tradito la fiducia dei suoi elettori, deve dimettersi". Nel 2021, sulla scia dell’affaire Gavillucci, alla procura di Roma arriva un esposto presentato da Daniele Minelli e Niccolò Baroni, arbitri di Serie B, dismessi nella stagione precedente. L’accusa è sempre la stessa: valutazioni manipolate nelle classifiche di rendimento da parte degli organi tecnici della Can di B per favorire certi arbitri. A corredo un plico di 7 pagine con le schermate di una chat tra l’ex responsabile dell’allora organo tecnico di B Emidio Morganti, il vice Christian Brighi e il segretario Davide Garbini. L’accusa avanzata dall’avvocato Ciotti, lo stesso di Gavillucci, è che "sarebbero avvenute modifiche nei referti".

bordate

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Ma le faide non riguardano solo classifiche di merito "aggiustate". C’è anche chi mette sotto accusa l’intero sistema. Nello stesso periodo tra l’ex arbitro Roberto Boggi e Nicchi volano gli stracci. Nicchi è presidente dell’Aia dal 2009 e si va verso le lezioni del 2021 che Nicchi perderà, sconfitto da Alfredo Trentalange. Una reggenza lunga 12 anni, non priva di veleni. Boggi spara a zero: "Quando lo sfidai per la presidenza Aia la gente aveva paura ad appoggiarmi. Ha creato un sistema dittatoriale senza incontrare ostacoli sul suo cammino: chi si mette contro di lui è costretto ad andarsene. Io non so se ci sia un’altra Calciopoli, ma oggi ci sono tutti i presupposti per crearne un’altra".

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d'onofrio

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Anche tra Nicchi e il suo successore Trentalange non corre buon sangue. Il casus belli sgorga dall’arresto del capo della Procura dell’Aia, Roberto D’Onofrio, accusato di traffico internazionale di stupefacenti. Nicchi a Trentalange: "La promozione di D’Onofrio è opera tua". La replica: "La proposta di nomina era di tua competenza ed è stata reiterata". Trentalange si dimetterà nel 2022 in seguito al caso D’Onofrio e verrà assolto in via definitiva dalla Corte d’Appello Figc. Sul procuratore arbitrale d’Onofrio, siamo nel novembre 2022, si scaglia anche l’ex arbitro di Serie A Piero Giacomelli, appena dismesso: "Ha stroncato la mia carriera. Negli ultimi due anni decideva, sotto le vesti di Procuratore, con i suoi provvedimenti, promozioni e dismissioni degli arbitri di Serie A e Serie B. Agiva come un ras". L’ultimo caso? Le parole al vetriolo di Gabriele Scatena, “pensionato” la scorsa estate dall’ex presidente Aia Zappi. Il fischietto abruzzese ha deciso di non partecipare al corso di Var Pro perché "non si può restare in un sistema che ti ha prima escluso e poi comprato. Oggi, più che mai, so distinguere ciò che è un errore da ciò che è un disegno e il silenzio diventa complicità. Non cerco vendette, ma verità".

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