Marquez nella polvere: "Ducati, non siamo al livello di pensare al titolo"
La Gazzetta dello Sport

Marquez nella polvere: "Ducati, non siamo al livello di pensare al titolo"

Lunedì 27 aprile 2026
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L'iridato della rossa deluso dopo il ritiro per una caduta al 2° giro del GP a Jerez: "Io sto bene, ma in gara soffriamo e ci manca qualcosa"

L'iridato della rossa deluso dopo il ritiro per una caduta al 2° giro del GP a Jerez: "Io sto bene, ma in gara soffriamo e ci manca qualcosa"

dall'inviato  Mario Salvini 27 aprile - 09:26 - JEREZ (SPAGNA) La caduta di Marc Marquez al 2° giro del GP di Spagna

La Ducati che festeggia ha tinte diverse dal rosso. Anche perché di rosso sotto la bandiera non se n’è visto. Marc Marquez è capitombolato al secondo giro, Pecco Bagnaia sfortunato, è stato appiedato da un problema all’anteriore, quando però era 8°, con qualche posizione recuperata e niente più. Jerez allora comprende un paradosso. Ha decretato che la Desmo è rinfrancata, non c’è dubbio, con l’en-plein nella Sprint e due moto sul podio ieri. Al tempo stesso però si chiude col team ufficiale quinto nella classifica a squadre, a cento punti esatti dall’Aprilia: 91 a 191. Cento punti di deficit in quattro gran premi. E con Marc a -44 dal Bez. Divari irreali, troppo brutti per esser veri. 

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alex superiore

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Alex superiore Marc che è andato giù poche curve dopo aver subito un insolito sorpasso dal fratello. "Quando mi ha passato mi sono detto che tanto non sarebbe stata quella la mia lotta. Per quello non ho lottato più di tanto. Tanto se non mi avesse passato lì lo avrebbe fatto in una qualsiasi delle curve successive. Già nella Sprint quando mi ha superato poi mi ha dato un secondo e mezzo in tre giri. È veramente una gioia vederlo guidare qui. Mentre il mio livello era da terzo-quarto posto". Come a specificare che la frustrazione non c’entra. Resta però un dubbio: se la sua gara doveva essere conservativa, come si spiega, per uno sempre lucido come lui, un errore del genere, al secondo giro? "Le ragioni della caduta non le so, ma quando si cade al 90% è colpa del pilota". Non però, nel suo caso di ieri, responsabilità legate alla condizione fisica: "No, no: mi sento bene", ha assicurato. 

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non da titolo

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Per contro però la sua disamina sulla situazione attuale lascia il segno. "Al momento attuale non abbiamo né la forza né il livello per lottare per il Mondiale. Perché tutte le domeniche soffriamo, perché alla fine di ogni settimana perdiamo punti. E quando è così significa che ti manca qualcosa". Tra i tanti aspetti entusiasmanti di questa situazione, di un Mondiale al momento incertissimo, c’è che ognuno la vede a modo suo. A chi gli ha chiesto se la Ducati in questo weekend avesse chiuso il gap con la sua Aprilia, per esempio, Jorge Martin ha risposto: "Gap? Quale Gap? Non c’è mai stato un vero gap. Ci sono condizioni e equilibri sempre diversi". Ed è la ragione per cui questo è più che mai un "Mondiale di piloti". Ma se è così - ed è affascinante pensare che lo sia - Marc dovrebbe essere davanti a tutti. Il Marc dello scorso anno lo sarebbe, s’immagina: va ricordato che allora, dopo 4 GP, nonostante uno zero (Austin) aveva più del doppio dei punti di oggi (123 contro 57). 

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lavorare

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Lui stesso ha in un certo senso confermato il concetto nel momento in cui ha detto: "Qui a Jerez ha vinto una combinazione tra la Ducati Desmo 2026 e la bravura di mio fratello. Perché alla fine l’ultima parola ce l’ha sempre il pilota". Il mistero allora è da quando e in che modo di colpo Alex sia diventato così tanto più forte di lui. E se il fenomeno sia limitato a Jerez che Marc ama certamente più per il tifo e l’ambiente che non per il tracciato. In una domenica nera, quindi, alla fine, per le rosse di buono c’è che si resta in pista: in una situazione del genere, lavorare è meglio che rimuginare: "Dobbiamo concentrarci soprattutto sulla domenica – ha spiegato Marc – quando l’Aprilia ha davvero un gran passo. E in più io la domenica o sono sfortunato o, come qui, faccio degli errori".

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