Allarme Mondiale: biglietti e prezzi degli hotel alle stelle, 15mila euro per un visto e rischio flop
Tra visti da 15.000 dollari per i tifosi africani, hotel dai prezzi triplicati e controlli doganali ferrei, l’evento più atteso rischia il deserto. E per la finale alcuni biglietti sono già in vendita a 1,7 milioni di sterline
Tra visti da 15.000 dollari per i tifosi africani, hotel dai prezzi triplicati e controlli doganali ferrei, l’evento più atteso rischia il deserto. E per la finale alcuni biglietti sono già in vendita a 1,7 milioni di sterline
Francesco Maletto Cazzullo Giornalista 27 aprile 2026 (modifica alle 09:24) - MILANOQuindicimila dollari di cauzione: è questa la cifra esorbitante che un cittadino della Costa d’Avorio dovrà sborsare per ottenere il visto americano (provvisorio) in occasione della Coppa del Mondo. Un prezzo di per sé astronomico, che diventa paradossale se paragonato allo stipendio annuo medio nel paese africano, pari a circa cinquemila dollari. In breve: per un lavoratore ivoriano, il sogno americano costa tre anni di fatiche. Lo stesso trattamento è riservato ai tifosi delle altre nazioni africane qualificate, ma questo è solo uno dei tanti nodi che il torneo dovrà sciogliere.
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—"Al momento non abbiamo riscontrato alcun incremento nelle prenotazioni alberghiere", è l'allarme lanciato dal presidente della Hotel Association di New York. Parole confermate da Renato Grussu, travel agent del consolato italiano, che ci ha raccontato le criticità del settore: "Negli Stati Uniti l’attesa per l’evento era altissima, e gli albergatori hanno reagito gonfiando i listini oltre misura: hotel a tre stelle che normalmente costano 300 dollari a notte sono arrivati a chiederne 700 per una camera standard. Hanno applicato le tariffe dei grandi eventi, come il Super Bowl, dimenticando però che il Mondiale dura un mese". Ai costi dei pernottamenti - spesso privi di colazione - si aggiunge il caro trasporti: "Navette e parcheggi hanno subito rincari impressionanti, fino a dieci volte il prezzo abituale: si parla di 80 dollari per una navetta e 250 per un parcheggio". Secondo Grussu, la strada intrapresa è pericolosa: "I prezzi vanno tagliati drasticamente. Molti turisti mi chiedono di spostare le date per evitare il periodo del torneo e numerose opzioni sulle stanze non verranno confermate. Inoltre, prima delle tensioni in Medio Oriente, erano stati venduti pacchetti milionari a società qatariote che ora, a causa dei disordini, hanno rinunciato. È un colpo durissimo per il turismo". A completare il quadro, i prezzi dei biglietti per le partite, mai così cari nella storia della competizione.
biglietti da record
—A rendere lo scenario ancora più surreale è il caos legato al ticketing. Sul sito ufficiale di rivendita della Fifa, l'asticella dell'assurdo è stata superata da quattro biglietti per la finale del 19 luglio al MetLife Stadium: posizionati dietro una porta nel primo anello, sono stati messi in vendita alla cifra astronomica di 1,7 milioni di sterline ciascuno. Sebbene la Fifa dichiari di non controllare i prezzi sul proprio marketplace, l'operazione frutterebbe all'ente circa 2 milioni di sterline in sole commissioni (calcolando il 15% a carico sia dell'acquirente che del venditore). Nonostante le polemiche, il presidente Gianni Infantino ha difeso il modello dei "prezzi variabili", definendolo in linea con gli standard del mercato nordamericano e necessario per ridistribuire introiti alle 211 federazioni affiliate. Tuttavia, la realtà per i tifosi è brutale: il biglietto più economico per l'atto conclusivo sfiora le 8.000 sterline, mentre la recente introduzione delle "front category" - posti premium messi in vendita solo a ridosso dell'evento - ha scatenato l'ira di chi, nei mesi scorsi, era stato indotto ad acquistare biglietti in settori meno prestigiosi temendo il sold-out.
effetto trump
—Un altro ostacolo insormontabile è rappresentato dalla burocrazia. Negli ultimi anni, i controlli alla dogana sono diventati rigidissimi: "A un gruppo di studenti che seguivo è stato negato il visto, costringendoli ad annullare il viaggio", spiega Grussu. "Con l'amministrazione Trump, i controlli si sono estesi ai dispositivi personali: cellulari, messaggi e social media vengono setacciati. Se emerge anche un solo dettaglio sospetto, si viene respinti. Questo clima ha cambiato i flussi: New York registra sempre più turismo domestico e sempre meno visitatori europei".
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il mondiale sarà un flop?
—Conclude Grussu: "Questa Coppa del Mondo rischia di fare la fine del Capodanno del 2000. All'epoca lavoravo per un grande hotel e la direzione decise di triplicare i prezzi convinta che tutti volessero festeggiare il nuovo millennio. Il risultato? Metà delle strutture rimasero vuote. Se non cambiano rotta, il Mondiale seguirà lo stesso copione".
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