LIVE Caso arbitri, indagato anche Nasca. Grassani: "Prematuro ipotizzare coinvolgimento club"
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Lunedì 27 aprile 2026
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Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso a comparire dalla Procura di Milano, con l'accusa di frode sportiva in concorso. Tutti gli aggiornamenti e i prossimi scenari

Inchiesta

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Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso a comparire dalla Procura di Milano, con l'accusa di frode sportiva in concorso. Tutti gli aggiornamenti e i prossimi scenari

27 aprile 2026 (modifica alle 11:48) - MILANO Live

11:41

il nuovo designatore

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Nel primo pomeriggio si riunirà in 'videocall' il Comitato Nazionale per designare il nuovo... designatore, ad-interim, per le ultime gare stagionali di Serie A, B e Coppa Italia. L'incontro, presieduto sarà presieduto dal vice presidente Francesco Massini, servirà per individuare i sostituti di Rocchi e Gervasoni. Tutti i dettagli

11:15

Ulivieri

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Il presidente dell'Assoallenatori Renzo Ulivieri all'ingresso in Figc prima del consiglio federale all'ingresso in Figc prima del consiglio federale: "Per un dovere di opportunità i due indagati si sono autosospesi dalle loro funzioni. Potevano anche non farlo ma credo che abbiano fatto la scelta giusta. Scelta dovuta? Non credo. Se andiamo a vedere in altri contesti, non mi fate dire in quali, queste cose non vengono fatte. Dentro la Federazione sono state fatte e sono contento di questo", ha aggiunto. "Il giudice ordinario dovrà andare avanti nell'inchiesta - ha concluso -. La procura federale si è mossa secondo me, nei tempi e nei modi, in modo inappuntabile"

11:07

un altro indagato

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C’è un altro arbitro indagato nell’inchiesta di Milano. Si tratta di Luigi Nasca, Var in quel Salernitana-Modena di Serie B dell’8 marzo 2025. La stessa partita per cui è indagato anche Gervasoni. In quel caso il Var aveva fatto revocare un rigore concesso dall'arbitro agli ospiti. Nell’avviso di Garanzia notificato a Gervasoni si legge: “Durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l'addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all'on field review ai fini della decisione iniziale sull'episodio di gioco". In più, l’Avar in quella partita era Daniele Paterna, anche lui indagato per false informazioni riferite al pubblico ministero. Ma non è tutto. Nasca era anche il Var di quell’Inter-Verona del 6 gennaio 2024: decise di non sanzionare la sospetta gomitata del nerazzurro Alessandro Bastoni. Lorenzo Cascini

11:07

grassani: "Non ci sono i margini per un commissariamento"

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L'avvocato Grassani sull'ipotesi di commissariamento della Figc: "Sono reazioni emozionali e di pancia. Per quanto concerne l'aspetto tecnico, al massimo potrebbe essere commissariata l'Aia. Con un presidente dimissionario e in attesa delle elezioni, non sussistono i presupposti per richiedere e ottenere commissariamento. Meno che mai dalla politica, che deve rispettare l'autonomia dell'ordinamento sportivo". Il commissariamento, secondo l'avvocato, sarebbe quindi una strada poco percorribile, nonostante l'inchiesta penale che vede indagato il designatore Rocchi. "In questo caso, al massimo sarebbe il Coni a dover prendere questo provvedimento, situazione che mi pare abbastanza improbabile", ha spiegato il legale ai microfoni di Radio anch'io lo sport.

11:07

casarin: "Le 'bussate' non sono parte della procedura"

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L'ex designatore di Serie A e B al Corriere della Sera: "Troppa politica, troppo arrivismo. E troppi soldi. I soldi generano avidità, distolgono lo sguardo da ciò che dovrebbe essere al centro: l'arbitraggio. Oggi si parla solo di carriere, all'Aia. Per una promozione si arriva a fare di tutto. Ribadisco il mio slogan: cari arbitri, trovatevi un lavoro e sarete liberi". E ancora: "L'arbitro deve tornare a fare l'arbitro, deve tornare al centro. Tutto quello che sta succedendo - dice - è conseguenza diretta del fatto che ha smarrito la sua essenza, la sua missione reale". La ricetta è semplice per l'ex capo dei fischietti: "Se vogliamo salvare il calcio, dobbiamo salvare gli arbitri". Per quanto riguarda l'inchiesta Rocchi, Casarin spiega di aver "rispetto della giustizia" ed è "certo farà il suo corso". "Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi - sottolinea - Rocchi ha sempre lavorato bene, per come la vedo io. Certo, battere i pugni contro le vetrate al Var di Lissone come si legge nelle carte dell'inchiesta non va bene. Se è andata così, la procedura non è stata rispettata. E non va bene. Le regole sono tutto, specialmente per gli arbitri". 

11:07

prandelli: "Fulmine a ciel sereno"

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A esprimersi ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1 sull'inchiesta arbitri anche Cesare Prandelli, l'ultimo commissario tecnico ad aver guidato l'Italia a un Mondiale: "Nuova Calciopoli? Penso di no. Sicuramente è stato un fulmine a ciel sereno, forse è stata una conseguenza di una gestione poco chiara. Quando abbiamo visto le prime immagini del Var, abbiamo detto che finalmente erano finite tutte le polemiche, che saremmo stati tutelati tutti. Invece abbiamo creato più confusione di prima. Forse dobbiamo rivedere delle regole, ci vorrebbe un ex calciatore lì a parlare con gli arbitri, per capire e valutare simulazioni o altri episodi. I calciatori sanno come ingannare gli arbitri, il gioco del calcio è un inganno. Forse i calciatori possono dare un contributo al direttore di gara per aiutarli. Va rivisto tutto il calcio, abbiamo bisogno di grandi cambiamenti, bisogna rifondare". 

11:07

capello: "Dopo calciopoli..."

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Le parole di Capello al Corriere della Sera: "Vorrei essere prudente perché l'ex designatore è solo indagato. Aspettiamo a trarre conclusioni affrettate, la mia speranza è che dell'accusa di concorso in frode sportiva non ci sia nulla di vero. Pensare a un nuovo illecito, dopo Calciopoli nel 2006, sarebbe grave", ha commentato. "Già a livello sportivo-agonistico abbiamo commesso errori così gravi che non ci siamo qualificati al Mondiale per la terza edizione consecutiva. Immaginare condotte poco limpide della categoria degli arbitri sarebbe bruttissimo. Ma io sono contrario a emettere sentenze anticipate - ha aggiunto - Innanzitutto il processo non è ancora iniziato. Non siamo arrivati neanche al rinvio a giudizio su un singolo e sembra che debba crollare il sistema calcio. Circoscriviamo le responsabilità". Capello si è detto "dubbioso che un commissario sia la panacea di tutti i mali: si perderebbe un sacco di tempo e le decisioni cruciali verrebbero rinviate. Io procederei con le elezioni federali, come da programma, e parallelamente lavorerei a un piano di rilancio del calcio", ha aggiunto ricordando che "di recente sono stati due i commissariamenti, con Guido Rossi post Calciopoli e più di recente nel 2018 con Roberto Fabbricini. Non ricordo provvedimenti epocali, insomma i risultati li abbiamo visti...".

11:07

Grassani sull'inter

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"Se rischia qualcosa l'Inter? L'indagine penale ha come indagati esclusivamente due tesserati Aia. Non ci sono società sportive di Serie A, non ci sono dirigenti, non ci sono calciatori e allenatori. L'Inter, come tutte le altre società che potrebbero aver ricevuto vantaggi da questa ipotesi accusatoria, sotto il profilo sportivo sono assolutamente estranee. Bisognerà attendere gli sviluppi, perché parlare di coinvolgimento o responsabilità di club di Serie A ritengo sia assolutamente prematuro", così l'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo ai microfoni di Radio Anch'io Esport su Rai Radio 1.

11:07

grassani: "Rocchi e Gervasoni dovranno rispondere"

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L'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1,ha parlato del caso arbitri: "Da un punto di vista sportivo, il procuratore federale Chiné ha già chiesto sabato gli atti alla procura della Repubblica di Milano e con estrema serenità istruirà questo procedimento che si basa su fatti di una certa gravità, secondo l'ipotesi dell'accusa. La procura sportiva, che ha tempi più celeri di quella ordinaria, valuterà attraverso atti d'indagine autonomi, quindi con audizioni dei diretti interessati. In ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non si possono avvalere della facoltà di non rispondere, ma sono tenuti a rispondere a tutte le domande del procuratore Chiné. Aspettiamoci a breve attività molto incisive per valutare la fondatezza di queste ipotesi. I fatti rappresentano elementi di criticità e di profonda debolezza di un sistema arbitrale, come dimostrano la squalifica a 13 mesi del suo presidente Aia Zappi e altre situazioni di grandi polemiche e incertezze sull'utilizzo del Var e sull'effettiva terzietà, indipendenza e autonomia di tutta la categoria arbitrale". 

11:07

minelli all'Agi

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L’ex arbitro Minelli ha denunciato all'Agi le correzioni non uniformi degli errori che avrebbero alterato graduatorie e carriere: "Tutti sapevano delle bussate. Graduatorie falsate, errori corretti solo ad alcuni". Scopri di più qui

11:07

i punti oscuri

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L’ipotesi di reato avanzata dal pm della Procura di Milano Maurizio Ascione è frode sportiva. Una delle contestazioni mossa a Rocchi riguarda i fatti di Lissone, contenuti nell’esposto che l’ex assistente Domenico Rocca ha fatto pervenire al procuratore Figc Giuseppe Chinè (e poi archiviato dallo stesso). L’altro filone d’accusa è quello relativo alle designazioni, tutte riferite a partite della passata stagione. Mas su cosa basa la Procura di Milano l’accusa che Rocchi si prodigava a designare arbitri graditi all’Inter? Con chi parla Rocchi? Chi favoriscono le "bussate"? Tutti i punti oscuri dell'inchiesta

11:07

gli indagaTi

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La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni e Daniele Paterna nell'ambito delle indagini partite dalla denuncia di Domenico Rocca e affidate al magistrato Maurizio Ascione. Leggi qui l'approfondimento

l'inchiesta

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Nella giornata di ieri Gianluca Rocchi si è autosospeso - "per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità" - da designatore degli arbitri di Serie A e B. L'ex direttore di gara è stato accusato dalla Procura di Milano di frode sportiva in concorso: Rocchi avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni sulla Var.

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