Milan punta subito forte: "La prima maglia rosa col mio Friuli sopra sarebbe da brividi"
Il velocista punta a iniziare bene in Bulgaria: "Ricordo i pomeriggi sul divano a vedere il Giro con mio padre. Che emozione sarà passare da Buja nel 50° del terremoto"
Il velocista punta a iniziare bene in Bulgaria: "Ricordo i pomeriggi sul divano a vedere il Giro con mio padre. Che emozione sarà passare da Buja nel 50° del terremoto"
dal nostro inviato Sergio Arcobelli 8 maggio - 09:50 - BURGAS (BULGARIA)Ha già partecipato due volte al Giro d’Italia e una al Tour de France, vincendo in tutte e tre le occasioni la classifica a punti, confermandosi un uomo delle grandi conquiste. Ma oggi, per Jonathan Milan, l’obiettivo non è la ciclamino o il verde ma è il rosa, simbolo del primato e del sogno italiano, resa ancor più speciale in questa edizione dal richiamo alla sua regione, il Friuli Venezia Giulia, di cui è ambasciatore. “È una forza in più. Una spinta a dare tutto. Non succede tutti gli anni, e vedere il nome della propria terra sulla maglia più prestigiosa del ciclismo italiano è un’emozione che mi scalda il cuore”.
VIDEO: Così la Gazzetta creò il Giro d'Italia. E fu subito successoJonathan, lei è l’uomo da battere.
“Come molti altri, vincere nella prima tappa è una grande ambizione. Indossare la maglia rosa, da italiano, sarebbe davvero speciale”.
Chi è l’avversario che teme di più?
“Se devo sceglierne uno, dico Groenewegen. Ma il cuore conterà più della paura degli avversari”.
Qual è il suo primo ricordo del Giro d’Italia?
“Sono i pomeriggi sul divano con mio padre Flavio (ex dilettante, ndr), a guardare il Giro in televisione. Non avrei mai immaginato di trovarmi un giorno qui, a lottare per la maglia rosa”.
Tra i suoi quattro successi al Giro, quale ricorda con più emozione?
“Il primo, a San Salvo, nel 2023. C’erano sprinter incredibili, e io ero lì per aiutare la squadra. Vincere quella tappa è stato un momento in cui tutto il duro lavoro ha avuto senso”.
Che emozione la prima vittoria a San Salvo nel 2023. Ero lì solo per aiutare contro sprinter incredibili
Il Giro di quest’anno passerà dalla sua Buja nella ventesima tappa. Che sensazioni prova?
“Emozioni immense. Perché si celebra anche il 50° anniversario del terremoto in Friuli. Partire da Gemona, dove mi sono allenato tante volte, sarà toccante. I racconti dei miei nonni, la resilienza della mia terra che si è rimboccata sin da subito le maniche... sarà una frazione che porterò nel cuore. Vedere Gemona colorata di rosa sarà un sogno”.
Vincendo per la terza volta la classifica a punti eguaglierebbe Cipollini. Come ci pensa?
“Giorno per giorno. Cercherò di raccogliere più punti possibili per chiudere il Giro con un sorriso”.
Si è preparato per il Giro anche in pista?
“Sì, a Montichiari nelle ultime due settimane mi sono allenato da solo per trovare la giusta velocità. La pista è la mia radice, il mio punto di equilibrio”.
Preferisce il soprannome “Gabbiano Jonathan” o “Toro di Buja”?
“Non importa. L’importante è volare alto, con forza e determinazione”.
Lei ama le vespe più delle auto da corsa. Perché?
“Perché mi aiutano a rallentare, a respirare. Tornare in Friuli, prendere la vespa, girare sulle strade secondarie... è il mio momento di pace. Mi rilassa più di qualsiasi sprint in bici”.
Girare in Vespa mi rilassa molto più di qualsiasi sprint in bici
Se le regalassero una vespa, la vorrebbe rosa?
“No, il colore deve restare originale. Sono un purista”.
La sua fidanzata Samira le ha fatto l’in bocca al lupo prima della partenza?
“Sì, è tedesca, lavora a Lipsia all’opera musicale, e il suo incoraggiamento mi dà forza”.
Che musica ascolta prima e durante le gare?
“Dipende dall’umore: più ritmato per il riscaldamento, più dolce nei momenti di relax”.
Segue altri sport?
“Sì, quelli di squadra: Nfl, Nhl, Nba. Mi affascina il lavoro collettivo. Il ciclismo ha momenti individuali, ma il valore del team rimane fondamentale”.
È un momento d’oro per lo sport italiano, tra Antonelli e Sinner.
“Li seguo con attenzione. Stanno portando alto il nome dell’Italia, è motivante anche per noi”.
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