Perché l'olfatto è importante per la salute di cuore e cervello
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Perché l'olfatto è importante per la salute di cuore e cervello

Venerdì 8 maggio 2026
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Uno studio collega per la prima volta l'anosmia all'aumento del rischio cardiovascolare negli anziani

Uno studio collega per la prima volta l'anosmia all'aumento del rischio cardiovascolare negli anziani

Daniele Particelli 8 maggio - 09:36 - MILANO

Il naso non serve solo a respirare, percepire i profumi e proteggere le vie aeree, ma in alcuni casi può diventare una vera sentinella della salute, come abbiamo visto per mesi durante la pandemia da COVID-19. La perdita dell'olfatto, secondo uno studio appena pubblicato, potrebbe anticipare un rischio più elevato di ictus e malattie cardiovascolari, soprattutto dopo aver compiuto i 70 anni.

È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell'Università del Michigan, che per 9 anni hanno seguito 5.142 adulti dai 70 anni in su, monitorando l'insorgenza di eventi cardiovascolari. Nei risultati dello studio, pubblicati sulla rivista JAMA Otolaryngology, è emerso per la prima volta che i soggetti con anosmia presentavano un rischio doppio di sviluppare ictus o malattie coronariche, come angina e ischemia, rispetto a chi invece conservava un olfatto normale. La criticità, inoltre, risultava particolarmente marcata nei primi quattro anni dal test.

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"Il legame tra olfatto e patologie cardiovascolari, in particolare con l’ictus, rappresenta una scoperta scientifica di rilievo", ha commentato Arianna Di Stadio, neuro-otorinolaringoiatra e professoressa di Otorinolaringoiatria all’Università Link di Roma, nonché ricercatrice presso l’UCL Queen Square Neurology di Londra: "Fino a poco tempo fa consideravamo l’olfatto solo in relazione a malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative. Oggi capiamo che la perdita dei sensi può riflettere uno stato di infiammazione sistemica che colpisce anche i vasi sanguigni cerebrali e cardiaci".

Secondo le ipotesi dei ricercatori, l'anosmia potrebbe indicare dei cambiamenti strutturali nei piccoli vasi cerebrali oppure una degenerazione dell’epitelio nasale legata a processi infiammatori cronici. La perdita dell’olfatto, quindi, potrebbe essere davvero la spia di un processo più ampio che interessa l'intero organismo.

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La buona notizia, però, è che l'olfatto può essere valutato con dei test semplici e veloci da fare: una volta superata una certa età, inserire uno screening olfattivo nella lista dei controlli periodici a cui sottoporsi periodicamente potrebbe aiutare a individuare precocemente un possibile rischio, permettendo un monitoraggio più attento e interventi mirati per prevenire ictus o eventi coronarici.

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