Autovelox con AI: come funzionano e perché in Italia sono illegali
La Gazzetta dello Sport

Autovelox con AI: come funzionano e perché in Italia sono illegali

Venerdì 8 maggio 2026
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Nate in Australia, affinate negli Usa e ora in attività anche nel Regno Unito: ecco cosa possono fare le telecamere stradali dotate di intelligenza artificiale

Nate in Australia, affinate negli Usa e ora in attività anche nel Regno Unito: ecco cosa possono fare le telecamere stradali dotate di intelligenza artificiale

Giuseppe Croce 8 maggio - 12:05 - MILANO Il dispositivo Acusensus Heads-Up è in grado di scrutare all'interno del veicolo

In Europa se ne parla da un paio di settimane, da quando sono stati messi in funzione a Londra e nella contea di Sussex, nel Regno Unito, ma negli Stati Uniti sono uno strumento ormai abbastanza diffuso e che è stato usato persino come prova in tribunale. Stiamo parlando dei cosiddetti "autovelox AI", cioè gli autovelox "Heads-Up" prodotti dall'australiana Acusensus (ma sul mercato ci sono molte tecnologie simili, di altri produttori). Questi strumenti sono collegati ad un sistema dotato di intelligenza artificiale in grado di identificare in tempo reale un gran numero di violazioni del Codice della strada. Chiamarli autovelox, per questo, è decisamente riduttivo: secondo molti, invece, si tratterebbe di veri e propri sistemi di sorveglianza di massa della popolazione.

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ACUSENSUS HEADS-UP

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Il sistema di controllo del comportamento dei guidatori Heads-Up prodotto da Acusensus, a prima vista, assomiglia in tutto e per tutto ad un normale strumento per rilevare la velocità, basato su telecamere posizionate su pali o tralicci: assomiglia al Tutor già presente in molte autostrade italiane. Le sue capacità, però, sono molto superiori perché non si limita a calcolare la velocità dell'auto e a registrarne la targa, in caso di superamento del limite, ma riesce a guardare dentro l'auto. Heads-Up, in pratica, scruta all'interno dell'abitacolo e, grazie all'intelligenza artificiale, analizza le immagini e riconosce la figura del conducente del veicolo. Ancora grazie all'Ai, poi, riesce a capire se il conducente ha lo smartphone in mano, se ha una bottiglia (magari di birra, o altri alcolici), se indossa la cintura di sicurezza, se si comporta in modo normale o mostra sintomi di guida in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe. Infine, come altri sistemi di sorveglianza stradale già in uso in diverse parti del mondo, anche Heads-Up può leggere la targa del veicolo e cercarla in un database delle Forze dell'ordine, per controllare se l'auto è rubata o appartiene ad un sospettato o un fuggitivo.

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AUTOMOBILISTI IN RIVOLTA

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Negli Stati Uniti e in Australia, dove l'uso della tecnologia per reprimere il crimine e l'illegalità è considerato qualcosa di normale e accettabile, il sistema Acusensus Heads-Up è stato sperimentato dal 2020 e implementato poi senza grosse polemiche in diversi Stati, come il Queensland australiano e Washington D.C., ma nel Regno Unito gli automobilisti non l'hanno presa così bene. Oltre alle prevedibili lamentele per il boom di multe stradali, infatti, è immediatamente nata una polemica per la possibile violazione della privacy dei cittadini. Se la telecamera è puntata sull'automobilista, infatti, è possibile riprendere anche il suo volto e usare la stessa AI per identificare in massa tutti quelli che passano in auto da quella strada. Non è affatto una polemica sterile o strumentale: tecnologie del genere sono già in uso in molte grandi città della Cina e funzionano perfettamente. Ma non solo: la stessa tecnologia può essere usata anche per "spiare" chi si sposta in bici, in moto e persino a piedi. Con la scusa di contrastare i comportamenti pericolosi alla guida, come l'uso del cellulare o l'eccesso di velocità, secondo i detrattori di questa tecnologia lo Stato starebbe lentamente implementando un vero e proprio sistema di sorveglianza di massa della popolazione.

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IN ITALIA È LEGALE?

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Quello che in molti, a questo punto, si staranno chiedendo è se in Italia ci sono già "autovelox AI" come quello di Acusensus. La risposta è no, non ci sono, perché sono potenzialmente illegali. Il decreto legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe 2026), approvato in via definitiva dal Senato il 25 febbraio 2026, ha infatti esteso fino al 31 dicembre 2027 la moratoria sui sistemi di riconoscimento facciale in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In base a questa moratoria, quindi, è in teoria possibile installare e usare un sistema Heads-Up (o con tecnologia simile), perché non riprende il volto del guidatore, ma altre parti del suo corpo. Ma se ciò è vero in teoria, nella pratica le cose si complicano parecchio perché un sistema del genere può inquadrare "per sbaglio" un volto e, in un caso del genere, ha già al suo interno la tecnologia per riconoscere a chi appartiene quel volto. Qualora un dispositivo come l'Acusensus Heads-Up dovesse essere installato nel nostro Paese prima del 2028, quindi, molto probabilmente verrebbe bloccato nel giro di poche settimane con un semplice ricorso in tribunale. Inoltre, in Italia c'è già un precedente famoso: quello degli autovelox Safedrive, in grado di rilevare se il conducente usa la cintura o ha lo smartphone in mano. A febbraio 2026 il ministero dell'Interno ha precisato che questo dispositivo non può fare multe automatiche, perché serve sempre la contestazione immediata dell'agente.

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