"Non sapevo di essere in un asilo": l'opposizione a Xabi Alonso e i litigi che hanno spaccato il Real
La Gazzetta dello Sport

"Non sapevo di essere in un asilo": l'opposizione a Xabi Alonso e i litigi che hanno spaccato il Real

Venerdì 8 maggio 2026
4 visualizzazioni

Le liti di questi giorni tra Valverde e Tchouaméni sono il risultato di una rottura nello spogliatoio che risale a ottobre, non sanata nemmeno dall'esonero del tecnico basco

Le liti di questi giorni tra Valverde e Tchouaméni sono il risultato di una rottura nello spogliatoio che risale a ottobre, non sanata nemmeno dall'esonero del tecnico basco

Francesco Pellino 8 maggio - 14:40 - MILANO

Mercoledì a Valdebebas provavano ancora a minimizzare. "È la natura del calcio", dicevano le fonti interne al club per spiegare il duro scontro tra Valverde e Tchouaméni: "Un’entrata cattiva, la paura di un infortunio con il Mondiale alle porte, la tensione pre-Clásico…". Parole che giovedì sono diventate carta straccia, quando il secondo parapiglia ha mandato Valverde in ospedale e costretto la società ad aprire un procedimento disciplinare contro entrambi. Ma chi conosce quello spogliatoio sa che questa storia non è cominciata mercoledì. È cominciata a ottobre.

VIDEO: Follia in Spagna: portiere si fa espellere e (poi) prende a pugni in faccia l'avversario

l'asilo di xabi

—  

Tutto inizia, secondo quanto riportato da Marca, quando alcuni elementi di peso della rosa smettono di nascondere il loro malcontento verso Xabi Alonso. Nel mirino finiscono la durezza tattica degli allenamenti, le sessioni video continue, una metodologia giudicata troppo rigida. Ma il vero problema, almeno per Vinicius, è un altro: le continue sostituzioni, la sensazione di non essere intoccabile. Valverde si schiera con il brasiliano. Tchouaméni, invece, crede nel progetto del tecnico basco e lo difende. La situazione degenera in fretta. C’è chi durante le riunioni tattiche fa finta di dormire, chi bisbiglia mentre l’allenatore parla. I più fedeli ad Alonso sono furibondi. Fino a quando il tecnico, stanco, sbotta: "Non sapevo di essere in un asilo!". Da una parte Valverde e Vinicius, con Bellingham e Camavinga. Dall’altra Tchouaméni e chi credeva nella svolta. Lo spogliatoio si spacca in due, e nessuno fa più niente per nasconderlo.

la rottura

—  

Il punto di non ritorno arriva durante il Clásico, quando Vinicius esteriorizza il suo malessere in modo plateale durante la sostituzione. Quell’immagine fotografa la frattura definitiva. A gennaio Xabi Alonso viene esonerato e al suo posto arriva Álvaro Arbeloa. Ma Arbeloa eredita una polveriera. Chi aveva creduto in Xabi - Tchouaméni su tutti - non riesce a capacitarsi di come una parte del gruppo abbia sabotato un progetto appena avviato. Arbeloa riesce, per qualche mese, a tenere il coperchio sulla pentola. Una cena di squadra, qualche riunione positiva. Ma quando i risultati tornano a essere negativi, i problemi riesplodono più forti di prima. Marca spiega che paradossalmente, alcuni dei giocatori più critici oggi con Arbeloa sono gli stessi che erano stati i più leali ad Alonso: la delusione per come sono andate le cose si è trasformata in insofferenza.

La tensione di Vinicius Jr dopo il Clásico dello scorso ottobre

i capitani sbagliati

—  

Le ultime settimane hanno prodotto un catalogo di episodi che descrivono meglio di qualsiasi analisi il clima nello spogliatoio del Madrid. Lo scontro tra Rüdiger e Carreras. La questione Mbappé divide il gruppo tra chi è stufo dell’atteggiamento del francese e chi invece lo difende. E infine le due risse tra Valverde e Tchouaméni di mercoledì e giovedì, condite dal comunicato del Real che ha annunciato "provvedimenti disciplinari" per i due coinvolti. Stando a quanto riferiscono Marca e As, sei giocatori hanno ormai quasi azzerato i rapporti con Arbeloa. Si fa strada anche un dibattito scomodo: il criterio dell’anzianità per la scelta dei capitani è ancora quello giusto? In molti all’interno del club ritengono che né Valverde né Vinicius abbiano le qualità per guidare uno spogliatoio rimasto senza punti di riferimento, al di là di Carvajal – che sembra destinato a lasciare il Real in estate visto anche il contratto in scadenza - e di Courtois, leader rispettato ma quarto nella gerarchia.

Pronostici sulla Liga generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.

il lavoro di florentino

—  

- Il problema più grande del Real Madrid non è più sportivo. È umano. Le ferite aperte con l’esonero di Xabi Alonso non si sono rimarginate, la convivenza è sempre più difficile, e domenica al Camp Nou c’è un Clásico in cui il Barcellona potrebbe festeggiare il titolo in faccia ai Blancos. In questo contesto, Florentino Pérez sta gestendo personalmente la ricerca del prossimo allenatore. Sa che, in caso di un’ulteriore scelta sbagliata, non basterebbe una cena di squadra a risolvere tutto.

Leggi anche Caos Real: Tchouameni-Valverde, due risse in due giorni. Fede in ospedale, poi sbotta: "Niente colpi"Liga, chiude LaLiga+: il canale streaming verrà spento il 30 giugno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo