Bellucci, colpi geniali e un tennis vintage. E le sue maglie sono oggetti di culto
La Gazzetta dello Sport

Bellucci, colpi geniali e un tennis vintage. E le sue maglie sono oggetti di culto

Venerdì 8 maggio 2026
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Mattia, che un anno fa non aveva lo sponsor tecnico, ora è vestito dal marchio di moda C.P. Company. Si è qualificato per la prima volta al secondo turno degli Internazionali

Mattia, che un anno fa non aveva lo sponsor tecnico, ora è vestito dal marchio di moda C.P. Company. Si è qualificato per la prima volta al secondo turno degli Internazionali

Marco Iaria Giornalista 8 maggio - 18:49 - ROMA

Mattia Bellucci si è sempre contraddistinto per uno stile unico, inconfondibile. Al Foro Italico, nella partita vinta contro l’argentino Burruchaga – la prima della sua carriera agli Internazionali – sfoggiava una maglia in stile jacquard. Un pezzo unico, non in vendita, realizzato apposta per l’occasione dal marchio iconico C.P. Company. Un anno fa, di questi tempi, proprio qui a Roma, il tennista di Busto Arsizio, già salito al 66° posto della classifica Atp dopo l’exploit della semifinale di Rotterdam, ci raccontava il motivo di una scelta insolita per un top 100 mondiale: non avere uno sponsor tecnico. “Voglio essere libero di indossare ciò che mi piace, acquisto io il materiale. Di solito utilizzo scarpe di un marchio e abbigliamento di un altro”. E in effetti, in allenamento capitava di vederlo con la divisa dell’Inter, la sua squadra del cuore, oppure con una t-shirt con il faccione di McEnroe, parte della sua collezione Anni 80-90. Bellucci è infatti un grande appassionato di capi vintage e, più in generale, della cultura sportswear e urban. 

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partnership

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All’inizio di quest’anno è arrivata la svolta, o meglio, l’evoluzione di un rapporto iniziato già nel 2025. C.P. Company, dopo aver sottoscritto con Mattia un contratto per l’abbigliamento “off court”, ha esteso la partnership anche alla fornitura dei kit di gioco. Per la prima volta, l’azienda fondata nel 1971 a Bologna dal designer tessile Massimo Osti ha deciso di fare da sponsor tecnico a un tennista, attratta dall’immagine differente e anticonformista offerta da Bellucci. Non solo. C.P. Company ha coinvolto Asics per la fornitura delle scarpe, in un progetto integrato cucito addosso a Mattia: il primo a unire, in una collaborazione, un brand di moda e un produttore tecnico. “Mi sento molto coinvolto in tutto questo. Per l’abbigliamento da campo ho particolare voce in capitolo: mi chiedono cosa mi piaccia e cosa no. Per esempio, lo stile jacquard della maglia indossata al Foro è una cosa che apprezzo molto. Ci sarà un completino ancora più bello, secondo me, per il Roland Garros”, racconta l’atleta, che si è affidato a Marco Colombo, forte di una lunga esperienza nei settori sportswear e lifestyle, per la gestione commerciale. 

internazionali

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Dopo il kit sviluppato per l’Australian Open, caratterizzato dalla reinterpretazione di motivi jacquard in maglia trasformati in elementi grafici stampati, Bellucci a Parigi indosserà una maglia in tessuto tecnico bi- stretch con una stampa paisley che deriva da una delle grafiche d’archivio più iconiche di C.P. Company, sviluppata da Osti negli anni Ottanta, un periodo nel quale le fantasie all-over venivano continuamente rielaborate attraverso trattamenti specifici. “Sono contento di indossare questi kit, ma tutto questo deve essere supportato da grandi prestazioni, e quindi lavoro per questo”, dice Mattia, che negli ultimi mesi, con una finale e una semifinale a livello Challenger, ha risalito la classifica dopo essere uscito dai primi 100. Ora è numero 80 e, a 24 anni, sente di trovarsi in un momento di svolta soprattutto sul piano mentale. “Sono a un punto del mio percorso in cui mi sono un po’ stufato di mettere solo controllo, perché credo di poter performare bene spingendo e facendo gioco. Ho un cattivo rapporto con l’errore: c’è la sensazione di andare in protezione, di provare a limitare i danni. Ma ormai ho capito che a questo livello limitare i danni non è possibile: le partite bisogna andarsele a prendere”. Il match contro Burruchaga è stato un manifesto del nuovo Bellucci. Domani, dall’altra parte della rete, ci sarà un altro argentino: la testa di serie numero 24, Etcheverry.

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