New York, delirio Knicks: vip scatenati, tifo e arresti. E se arriva il titolo Nba, occhio ai Mondiali...
La Gazzetta dello Sport

New York, delirio Knicks: vip scatenati, tifo e arresti. E se arriva il titolo Nba, occhio ai Mondiali...

Domenica 7 giugno 2026
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Sale l'attesa per gara-3 delle Finals che vede Brunson e compagni in vantaggio per 2-0 nella serie con San Antonio e quindi in grado di conquistare in casa l'anello dopo 53 anni di digiuno

Sale l'attesa per gara-3 delle Finals che vede Brunson e compagni in vantaggio per 2-0 nella serie con San Antonio e quindi in grado di conquistare in casa l'anello dopo 53 anni di digiuno

Simone Sandri 7 giugno - 08:49 - MILANO

Se già l’attesa per la prima gara di Nba Finals al Madison Square Garden dal lontano 1999 era spasmodica, le gran belle notizie per la tifoseria newyorchese arrivate da San Antonio aumentano a dismisura l’entusiasmo di una città che in questo momento sembra vivere solamente per i suoi amatissimi Knicks. I festeggiamenti sono iniziati naturalmente già dopo l’incredibile vittoria di venerdì, con qualcuno che ha anche oltrepassato il segno costringendo la polizia a effettuare 17 arresti nella zona circostante al Madison Square Garden dove una folla festante si era radunata al termine dei diversi “Watch party” della zona. 

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previsioni

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A inizio stagione nemmeno il più ottimista dei tifosi però avrebbe potuto immaginarsi non solo la conquista delle Finals, ma anche la prima gara casalinga - in programma martedì alle 2.30 italiane - da disputarsi sul clamoroso 2-0 ottenuto con due vittorie di grande personalità in trasferta. Il che regala un significato ancora più importante sia a gara-3 sia alla quarta sfida della serie che potrebbe addirittura diventare, i tifosi della Grande Mela ovviamente non lo vogliono nemmeno sentir pronunciare, il “closeout game”, la partita quindi che potrebbe regalare ai Knicks il loro primo titolo dal 1973. 

biglietti

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C’è davvero un’aria magica in una New York che si sta vestendo di arancione e blu, dall’Empire State Building alle fermate della metropolitana della zona del Garden. Una vera esplosione di entusiasmo per una tifoseria abbonata, nelle ultime tre decadi, a promesse mancate e delusioni in serie. Ma Brunson e compagni stanno scrivendo un capitolo incredibile della storia della gloriosa franchigia mettendo in fila qualcosa come 13 successi consecutivi. Per poter assistere a quello che diventerà forse il biglietto medio più caro di sempre nello sport americano, un record per ora detenuto dal Super Bowl del 2024 tra 49ers e Chiefs con 10.479 dollari come tagliando medio. I biglietti per la gara di lunedì naturalmente sono introvabili e al mercato secondario in questo momento il prezzo più basso per un tagliando si aggira sugli 11.000 dollari, una cifra destinata a lievitare tra domenica e lunedì. 

vip

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Ci sarà la solita parata di celebrity in prima fila, con tantissimi nomi noti che non riusciranno però a ottenere l’ingresso al Garden considerata la gigantesca mole di richieste arrivate ai Knicks da parte dei tantissimi nomi noti a stelle e strisce. La franchigia newyorchese però vuole comunque privilegiare i suoi tifosi storici, quindi da Ben Stiller a Timothee Chalamet, da Fat Joe a Tracy Morgan, passando naturalmente per l’immancabile Spike Lee. In prima fila a gara-3 ci sarà anche il presidente Donald Trump, che alle partite dei Knicks al Garden era di casa negli anni novanta e nei primi 2000, per cui ci si aspetta un’ingente apparato di sicurezza. Al Madison Square Garden arriverà anche il sindaco Zohran Mamdani e buona parte della New York che conta, almeno quella fortunata che sarà riuscita ad accaparrarsi un biglietto. 

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Festa e Mondiali

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 Il primo cittadino inoltre deve iniziare a programmare, una cosa che nessun tifoso dei Knicks per scaramanzia naturalmente vuol sentire, la parata post titolo, che potrebbe diventare quella con la partecipazione del pubblico più numeroso nella storia della Nba. Il calendario cittadino delle prossime settimane è fitto, anche con i mondiali di calcio che stanno per iniziare, per cui Mamdani dovrà iniziare a valutare alcune date, ben sapendo che la città per un evento del genere verrà praticamente chiusa. Discorsi ovviamente prematuri ma che l’amministrazione cittadina deve per forza di cose fare. Intanto ci sono due partite al Garden da giocare con San Antonio che non ha nessuna intenzione di fare la vittima sacrificale dei festeggiamenti attesi da più di 50 anni dalla Grande Mela.

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