Freddie Spencer e la Honda Nsr500 di nuovo in pista
Quattro moto da corsa storiche come la Nsr500 Rothmans del 1985, la CB750F Daytona e le repliche delle RC174 e RC166 dell’Isola di Man protagoniste a due eventi in Francia
Quattro moto da corsa storiche come la Nsr500 Rothmans del 1985, la CB750F Daytona e le repliche delle RC174 e RC166 dell’Isola di Man protagoniste a due eventi in Francia
Matteo Solinghi 7 giugno - 14:03 - MILANO Freddie Spencer in sella alla Honda Nsr500 del 1985Prendi Freddie Spencer, la sua Honda Nsr500 Rothmans del 1985 con la quale vinse il Motomondiale nella classe regina e due passerelle d’onore come il GP di Le Mans nel fine settimana del Motomondiale e il Sunday Ride Classic del Paul Ricard. Un putiferio di passione e amore per quelle melodie che oggi non esistono più, almeno nella velocità. È quanto successo realmente in Francia, dove i suddetti protagonisti - assieme ad altre tre Honda storiche quali la CB750F Daytona e le repliche delle RC174 e RC166 dell’Isola di Man - hanno regalato momenti indelebili per il pubblico presente, gioioso di fare un tuffo nel passato.
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La Honda CB1000FEre a confronto
—Per l’occasione, Honda ha esposto anche la nuova CB1000F 2026 (qui tutto quello che c'è da sapere), un omaggio moderno alle classiche CB, con il tradizionale quattro cilindri in linea dal carattere sportivo e che proprio dalle opere del passato trae ispirazione e filosofia. A Honda Motor Europe Francia e Honda Racing Corporation (Hrc) il merito d’aver riportato il due volte Campione del Mondo Freddie Spencer sotto i riflettori. La storica stagione del 1985, in cui conquistò simultaneamente i titoli della 500 cc e della 250 cc, resta uno dei più grandi traguardi della storia del Motomondiale. Erano anni in cui era ancora pensabile e possibile, talvolta con una corsa tra un podio e la partenza della gara successiva, competere ed essere competitivi in due classi differenti. Quarantuno anni dopo, Spencer è tornato in sella alla sua iconica Nsr500 2T e al fianco di moto altrettanto leggendarie.
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Freddie Spencer sulla Honda Nsr500Spencer e la Nsr500
—"La Nsr500 del 1985 ha cambiato tutto", ha ricordato Spencer. "Ha ridefinito il modo di affrontare geometrie, test e connessione con il pilota. Guidarla di nuovo è come tornare a casa. Non è solo una moto: è parte di me e ha influenzato generazioni di moto da corsa". Non a caso la vincente Nsr500 è stata la prima GP a 2T con motore V4 di Honda. A Le Mans, Spencer è stato affiancato da Ana Carrasco, pilota Honda World Supersport, campionessa World Supersport 300 nel 2018 e prima donna a vincere un campionato mondiale di velocità. Carrasco, con oltre 80 partenze in Moto3, è il volto moderno di Honda Racing. "Sono più nervosa a guidare questa moto che prima di una gara", ha ammesso prima di salire sulla Nsr500. "È un momento unico nella vita. Oggi ci basiamo su dati ed elettronica, ma questa moto è tutta sensazione e connessione. È una vera sfida, oltre che un privilegio".
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Protagoniste a Le Mans anche le Honda RC174 e RC166Un patrimonio da gestire
—Mantenere e gestire veicoli di questo calibro richiede attenzioni particolari. Per questo gli eventi hanno puntato l’attenzione anche sull’eredità ingegneristica Honda. Il Collection Hall, fondato nel 1998, ospita oltre 150 veicoli in esposizione e centinaia di moto maniacalmente conservate in deposito e tutte operative. Il Project Leader Fujii-san, ha spiegato: "Il nostro obiettivo è mantenere viva la storia: non solo esporre queste moto, ma farle funzionare. Alcune si restaurano in mesi, altre richiedono anni. Ma la filosofia è la stessa: ogni moto deve restare un esempio vivo dell’ingegneria Honda".
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Gli eventi hanno fatto anche da travaso di informazioni tra esperti delle vecchie 2T e le nuove generazioni di tecniciConnessione
—L’impegno di cui sopra è stato confermato anche dal veterano Waguri-san, che iniziò la sua carriera nell’era delle 500 cc: "All’epoca non esistevano manuali. Ci basiamo su disegni originali e appunti scritti a mano dagli ingegneri del passato. Trasmettere questa conoscenza alle nuove generazioni è essenziale". Il contrasto tra ingegneria di ieri e di oggi è stato approfondito da Ujino-san, ex meccanico Repsol Honda MotoGP e attuale membro del team di sviluppo Hrc. Ha evidenziato come le moto moderne si basino su analisi dati, mentre in passato contavano istinto e sensibilità. "Oggi abbiamo telemetria e motori sigillati", ha spiegato. "Nell’era dei 2T i meccanici dovevano interpretare la moto: suono, vibrazioni, perfino l’odore. Serviva un livello completamente diverso di comprensione".
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La Honda CB750F DaytonaTravaso nella contemporaneità
—Gli eventi non sono stati una vetrina nostalgica del passato fine a se stessa, ma semmai una dimostrazione di come la storia influenzi ancora l’ingegneria odierna. Come sottolineato da Julien Muntzer, tra gli organizzatori di Honda Motor Europe Francia, "queste moto non sono reliquie: contribuiscono attivamente all’identità Honda". Dunque, mentre la MotoGP evolve e si decide su elettronica avanzata che porta a competizioni sempre più serrate, gli eventi hanno ricordato da un lato le origini del motociclismo sportivo e l’ingegno che lo ha plasmato; dall’altro la connessione, la filosofia e l’ispirazione per modelli attualmente in gamma.
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