Bergomi alla Milano Football Week: "Lautaro può raggiungere Meazza. Palestra il futuro dell'Inter"
Lo "Zio" alla Milano Football Week tra settore giovanile, nerazzurri e Mondiale: "I ragazzi vanno lasciati sbagliare. Chivu quasi perfetto. Negli USA la favorita è la Francia"
Lo "Zio" alla Milano Football Week tra settore giovanile, nerazzurri e Mondiale: "I ragazzi vanno lasciati sbagliare. Chivu quasi perfetto. Negli USA la favorita è la Francia"
Nancy Gonzalez 7 giugno - 21:23 - MILANO English version“Faccio troppe cose”. Beppe Bergomi sorride e fotografa così il suo presente. Opinionista televisivo, allenatore dell’Under 17 élite dell’Accademia Inter, osservatore attento del presente e custode di una storia unica, quella del ragazzo che a 18 anni vinse un Mondiale con l’Italia. Alla Milano Football Week - cominciata ieri a CityLife e in programma fino al 14 giugno con altri ospiti d’eccezione, da Christian Abbiati e Sebastien Frey - lo “Zio” ha attraversato passato, presente e futuro del calcio, tornando soprattutto sul tema che gli sta più a cuore: i giovani.
VIDEO: Capello: "Il problema dell'Italia è la difesa. Ai Mondiali tiferò Brasile"I GIOVANI
—“Rispetto al passato sono più svegli”, spiega Bergomi. “Bisogna comunicare in maniera diretta. Non voglio gli orecchini in campo, ma non tolgo loro il cellulare. Arrivano prima a tante cose e vogliono tutto subito. Quello che devono imparare ad accettare è l’esclusione, il periodo in cui non giocano. Chi riesce a capirlo sa reggere la pressione”. Poi aggiunge: “Bisogna lasciarli liberi di sbagliare. A volte i genitori mettono pressione, mentre noi dobbiamo alleggerire la situazione. Lavoriamo per il bene di questi ragazzi”.
IL TALENTO NON BASTA
—Per Bergomi il talento è soltanto l’inizio della storia. “La determinazione è fondamentale. I bambini devono capire che per raggiungere un obiettivo bisogna fare fatica. Nessuno ti regala nulla”. E per spiegare il concetto cita Gianluca Vialli: “Lui diceva che anche fare bene la borsa richiede talento. Io aggiungo che bisogna lasciare il campo come lo si è trovato, sistemare i palloni e gli spogliatoi. Questa è educazione”.
IL NODO ITALIA
—Il discorso si allarga al sistema. “Nelle categorie giovanili continuiamo a fare ottimi percorsi, ma il problema arriva dopo. Manca il salto verso la prima squadra. Dobbiamo avere il coraggio di accettare l’errore dei giovani e lasciarli sbagliare”. Fondamentale anche la selezione: “Ho avuto Mino Favini come maestro all’Atalanta. Mi ripeteva sempre che i ragazzi di talento vanno aspettati. Il settore giovanile serve per formare, non per vincere”.
I NOMI DEL FUTURO
—Bergomi individua il futuro del calcio italiano e fa i nomi. “Pio Esposito è un ragazzo importante, Ndour è molto bravo, mentre Palestra ha grandi potenzialità. Bisogna guardare ai 2008, perché i 2005 non sono più giovani. Negli altri campionati questi ragazzi giocano titolari, da noi molto meno”. Su Palestra si sbilancia: “Può essere il futuro dell’Inter in quella zona di campo. Ha qualità tecniche importanti, sa saltare l’uomo e ribaltare l’azione. Se crescerà in assist e gol farà un ulteriore salto di qualità”.
CHIVU E L’INTER
—Quando si parla di Inter, Bergomi mostra fiducia nel nuovo corso. “Credo molto nei giocatori, nella società e nella programmazione. Chivu è una persona che ti entra nel cuore. L’Inter aveva bisogno di lui”. Poi ne elogia la gestione: “Ha protetto la squadra e la sua comunicazione è stata quasi sempre perfetta”. Sul futuro, però, invita alla prudenza: “Questo gruppo ha principi solidi, ma il prossimo anno sarà più complicato confermarsi”.
DA BISSECK A LAUTARO
—Tra i giocatori cresciuti maggiormente negli ultimi anni Bergomi non ci pensa due volte: “Bisseck. L’errore porta alla crescita e lui è migliorato tantissimo”. In vetrina, però, resta Lautaro Martinez: “I record sono fatti per essere battuti. Altobelli non riuscì a raggiungere Meazza, ma Lautaro ha le qualità per provarci”.
MONDIALE ALLE PORTE
—Con l’Italia fuori, Bergomi seguirà soprattutto Inghilterra, Portogallo e Spagna. “Con un giocatore come Yamal viene voglia di guardare ogni partita. La Francia, però, resta la favorita per profondità di rosa”. Poi il ricordo più bello: “Il mio Mondiale è il 34’ di Italia-Brasile del 1982, quando Bearzot mi chiamò dalla panchina e mi mandò in campo. Quello fu il mio esordio. Un momento che non dimenticherò mai”.
programma
—Non solo Beppe Bergomi, però, in questa quarta edizione della Milano Football Week. Appuntamento con il fenomeno Operazione Nostalgia, dai social agli stadi, con Andrea Bini e Max Tonetto: insieme agli ex giocatori Nicola Amoruso e Davide Moscardelli, attesi a CityLife sabato 13 giugno alle ore 16.30. Domenica 14 giugno, alle ore 12, gli ospiti speciali saranno Christian Abbiati e Sebastien Frey.
PODCAST LIVE
—Mercoledì 10 giugno, alle ore 19, il palco di Tre Torri ospiterà OnlyFanta: il podcast Gazzetta dedicato al mondo del fantacalcio che proporrà uno speciale appuntamento dedicato al Fantamondiale tra analisi, curiosità e consigli. Ad arricchire il programma anche gli show della Fast Foot Crew, tra i principali interpreti italiani del calcio freestyle, che porteranno in scena esibizioni spettacolari sabato 13 giugno.
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