Mercedes, Wolff si gode Kimi: "Ma ora non fate troppo casino per lui in Italia"
La Gazzetta dello Sport

Mercedes, Wolff si gode Kimi: "Ma ora non fate troppo casino per lui in Italia"

Domenica 7 giugno 2026
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Il team principal della Stella e il trionfo di Antonelli: "Ha rispettato il piano di crescita, non ne dubitavo. Qui ha fatto qualcosa di grande, serve però calma"

Il team principal della Stella e il trionfo di Antonelli: "Ha rispettato il piano di crescita, non ne dubitavo. Qui ha fatto qualcosa di grande, serve però calma"

dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 7 giugno - 23:18 - MONTECARLO

Toto Wolff non saliva su un podio di Formula 1, per ritirare personalmente il trofeo riservato al team vincitore di un Gran Premio, da circa dieci anni. "Non mi piace farlo di solito perché è sempre difficile trovare un equilibrio tra una parte del box e l’altra, quando, come in questo caso, un pilota festeggia la vittoria e l’altro è molto deluso dal risultato". L’occasione, però, era speciale. Perché i risultati di Kimi sono per Toto Wolff anche, e soprattutto, un successo personale. "In realtà non ho potuto evitarlo perché il membro del board con cui volevo andare doveva prendere un volo - ha detto ridendo il team principal della Mercedes - e la squadra mi ha detto “devi andare tu, è la gara di casa". Ma mentre Toto mantiene con estrema eleganza e serietà la sua posizione di leader del team, senza preferenze e inclinazioni in questo dualismo Mondiale ormai profilato tra i suoi piloti, lo sguardo orgoglioso con cui ha guardato Kimi Antonelli salire per la prima volta sul gradino più alto del podio di Montecarlo, vale più di mille parole. 

VIDEO: Kimi Antonelli festeggia come si deve: tuffo nel porto di Montecarlo!

la scommessa

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C’è tutto, del rapporto che Toto e Kimi hanno costruito negli anni, nelle sfide che hanno affrontato e nella fiducia che hanno riposto insieme in questo progetto. Anche quando, confessa Wolff, a tutti sembrava una follia mettere un diciottenne su una Mercedes di Formula 1 per sostituire Lewis Hamilton: "Ci sono stati momenti difficili, anche nelle formule minori, ma è normale che sia così. Fa tutto parte del percorso di crescita di un pilota. Mi ricordo ad esempio gente che mi diceva, dopo la Formula 2, che sarebbe stato troppo presto farlo esordire in Formula 1, oppure altri che hanno detto che sarebbe stato troppo presto metterlo subito in una squadra grande come la Mercedes. Ma noi abbiamo sempre creduto nel nostro piano". Un’idea folle, secondo alcuni, ma che oggi restituisce l’immagine nitida di un talento generazionale alla guida del campionato piloti al suo secondo anno nella massima serie: "Volevamo permettere a Kimi di avere un anno di sviluppo e di crescita, sapendo che avrebbe commesso degli errori ma che sarebbe anche cresciuto molto. Sapevamo che i risultati sarebbero arrivati ed era importante essere pronti per questa stagione, con il cambio tecnico che abbiamo affrontato quest’anno. E lo stiamo vedendo oggi, con quello che Kimi è riuscito a fare". 

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il weekend

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Un’impresa, quella di vincere il Gran Premio di Montecarlo a diciannove anni al termine di un fine settimana perfetto, iniziata sabato con la pole position di Kimi: "Ha fatto qualcosa di grande - ha spiegato Wolff -, in Q3 vedevo Leclerc volare nella sezione delle Piscine, era un giro straordinario, e poi è arrivato Verstappen e lo ha battuto. Noi stavamo seguendo il giro di Kimi sul GPS live e sembrava impossibile farcela, poi dal nulla, nelle ultime due curve, ha fatto la differenza e ha conquistato la pole. Guardando l’onboard dopo la sessione, è stato semplicemente incredibile. Quel giro è stato incredibile". Una solidità, e una velocità, che poi Antonelli ha riproposto anche in gara, riuscendo a concludere nel migliore dei modi un Gran Premio non semplice: "C’erano tante insidie e molte cose potevano andare storte, come nel caso di alcuni nostri avversari. Ma Kimi è stato grande, soprattutto in ripartenza. Siamo rimasti sorpresi noi stessi dalla sua velocità, i tempi che tirava fuori nei giri erano due secondi più veloci delle McLaren e un solidissimo secondo abbondante più rapidi delle Ferrari. Sembrava un orologio svizzero. Perché sia successo su una pista che non consideravamo tra i nostri punti di forza prima del weekend, onestamente non lo so". Ora però serve mantenere la calma, con un invito che Wolff manda a tutti i tifosi italiani ma anche al suo stesso pilota, ben consapevole di quanta strada ancora lo divida dalla fine di questo campionato: "C’è un bel vantaggio, è vero. Ma restiamo con i piedi per terra perché l’anno è ancora lungo. Non fate troppo casino per lui lì in Italia, continuiamo con molta umiltà perché le gare possono andare male. C’è il sogno, certo, ma anche tanto lavoro ancora da fare". Passo dopo passo, come Wolff ha sempre fatto con Kimi. Sapendo di avere tra le mani qualcosa di grande come quel ragazzo che lo stesso Toto, all’ingresso dell’italiano in F.1, definì "un talento generazionale".

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