Bambino e cannibale: la crescita di Kimi va oltre ogni aspettativa
Antonelli non sa solo vincere: al Gran Premio di Montecarlo ha dominato i rivali con l’autorità dei campioni maturi e la leggerezza di chi non sente ancora il peso della propria grandezza
Si può passare la notte prima a dare la caccia alle zanzare e poi salire in macchina a Montecarlo e schiacciare i rivali con altrettanta naturalezza. Non fatevi ingannare da quel sorriso commovente: questa è una storia di sport con una sua dose di violenza. Perché violente sono le rivoluzioni. È chiaro che Kimi Antonelli è un super eroe: la monoposto è la sua cabina del telefono, gli serve per trasformarsi. Quando esce, abbandona i panni del killer che ha trasformato gli avversari in dettagli del paesaggio, ritorna il ragazzino dolcissimo che dovrebbe godersi l’estate della maturità e invece sta per esplorare territori mai visti dai tempi di Ascari.