Papà Antonelli: "Kimi un esempio, vorrei fosse un'ispirazione per gli altri ragazzi"
La Gazzetta dello Sport

Papà Antonelli: "Kimi un esempio, vorrei fosse un'ispirazione per gli altri ragazzi"

Lunedì 8 giugno 2026
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Il padre del talento bolognese: "Mio figlio ha la testa sulle spalle, fa ciò che ama impegnandosi al massimo"

Il padre del talento bolognese: "Mio figlio ha la testa sulle spalle, fa ciò che ama impegnandosi al massimo"

dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 8 giugno - 08:48 - MONTECARLO

Gli altri vedono il Kimi di oggi, quello che con una bandiera tricolore al collo canta l’Inno italiano a occhi chiusi dopo il trionfo di Montecarlo. L’uomo, il pilota, il leader del Mondiale di Formula 1. Ma sotto il podio Marco Antonelli si asciuga le lacrime dall’emozione: per lui, là su, c’è solo il suo bambino. Quello che a cinque anni già sfrecciava sui kart sognando un giorno di arrivare in Formula 1. 

Se lo sarebbe mai immaginato? 

“Mio figlio che vince il Gran Premio di Montecarlo a 19 anni? E come si fa a immaginarsi una cosa così! Ho sempre avuto fiducia nelle sue capacità ed è seguito da una grande squadra come Mercedes, ma questa è una vittoria speciale, più emozionante anche della prima in Cina”. 

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Cosa rappresenta per voi questo successo? 

“Sicuramente è un bellissimo risultato e voglio che Kimi se lo goda, perché sta facendo una grande stagione ed è un ragazzo di cui siamo molto fieri. Però sappiamo tutti che la strada è ancora lunga. Deve continuare a lavorare così e forse un giorno potremo dire di aver scritto la storia. Per il momento abbiamo fatto un pezzetto di questa strada”. 

Di cosa va più orgoglioso? 

“Io vorrei che lui fosse un esempio per gli altri ragazzi e non tanto per i risultati in pista, ma più che altro per com’è fuori, un diciannovenne normale, con la testa sulle spalle, che fa quello che gli piace mettendoci tutto se stesso”. 

Merito vostro. 

“Soprattutto di Veronica, la sua mamma. Io l’ho seguito tanto dal punto di vista sportivo, ma è lei ad essere sempre stata brava con i figli, attentissima”. 

L’avete sentita dopo la gara? 

“Sì, era molto felice. Kimi prima del GP rispondendo a delle domande ha detto “sono contento che ci sia mio padre, che mi aiuta sempre ed è una roccia, ma mi sarebbe piaciuto che ci fosse stata anche la mamma”. Perché alla fine la mamma è sempre la mamma”. 

Una gara piena di colpi di scena. Come l’ha vissuta? 

“Non tanto bene (ride, ndr). Quando c’è stata la ripartenza dopo la bandiera rossa ero parecchio preoccupato, un po’ perché Kimi con gli scatti al via quest’anno ha avuto problemi e un po’ perché lì dietro c’era la Ferrari, che parte molto forte. Invece Kimi è stato bravissimo, anche grazie al lavoro che il team ha fatto per aiutarlo con le partenze durante questi mesi”. 

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Suo figlio è in grande forma. Quali possono essere i pericoli di questa stagione? 

“La sfortuna, gli errori, i momenti no... nel motorsport tutto può cambiare in un attimo. Noi lo sappiamo bene, veniamo da questo ambiente e vediamo ogni giorno che cosa succede in pista. Gli stiamo vicini come famiglia e il team è bravissimo nel provare a proteggerlo, ma a volte basta davvero un errore per cambiare in un attimo le cose. Kimi lo sa, conosce i pericoli dell’attraversare un momento così bello”. 

Suo figlio dice di non pensare ancora al Mondiale, è vero? 

“Andiamo avanti gara per gara, è così che si affrontano le stagioni, sia in momenti di difficoltà che in momenti di successo. Penseremo al Mondiale quando mancheranno tre Gran Premi alla fine del fine del campionato, non prima. È un modo per restare concentrati su ogni fine settimana cercando di estrarre il massimo”. 

La sera del Gran Premio il vincitore di Montecarlo va al Gala del Principe. Lei sarà con Kimi? 

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“Sì, e questa sarà la cosa più difficile della mia vita. Se potessi stare in un angolino nascosto sarebbe meglio. Parlo sul serio quando dico che siamo una famiglia normale, io domani sarò già di ritorno al lavoro, e queste sono cose a cui non siamo abituati. Ma sarà bello accompagnare mio figlio in un giorno così speciale”.

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