Eriksen, il nuovo malore in campo e il ruolo del defibrillatore. Ecco cosa è successo
Cinque anni dopo il dramma dell'Europeo, il centrocampista danese ed ex giocatore dell'Inter perde di nuovo conoscenza in amichevole. Il medico della nazionale danese: "Il pacemaker ha funzionato bene"
Cinque anni dopo il dramma dell'Europeo, il centrocampista danese ed ex giocatore dell'Inter perde di nuovo conoscenza in amichevole. Il medico della nazionale danese: "Il pacemaker ha funzionato bene"
Filippo Conticello Giornalista 8 giugno 2026 (modifica alle 09:15) - MILANO English versionImmobile, lì a terra, con la maglia rossa dell’amata Danimarca: quando ieri Christian Eriksen ha perso di nuovo conoscenza, al 19’ della ripresa di una blanda amichevole contro l’Ucraina ad Odense, tutti hanno pensato al più macabro dei déjà-vu. Cinque anni dopo la sera che sconvolse il calcio mondiale, un nuovo malore del centrocampista danese ha rifatto tremare tutti: rispetto a quel 12 giugno 2021, stavolta Christian ha 34 anni suonati e sotto pelle, vicino al cuore, un marchingegno in grado di salvargli la vita. Il tempo dirà davvero se e come sia entrato in azione, ma stavolta la paura è durata meno: l’ex interista si è rialzato dopo aver ricevuto i primi soccorsi ed è stato portato in ospedale per gli accertamenti del caso. "Christian è uscito dal campo camminando da solo...", ha detto il medico della nazionale Morten Boesen: lui c’era anche la prima volta, all’inizio di Euro ‘21, quando si sfiorò la tragedia in campo. "A quanto pare, il pacemaker funziona correttamente - ha aggiunto —. Ha perso conoscenza per un breve periodo, ma si è ripreso subito e gli abbiamo parlato immediatamente. Ora dovrà essere sottoposto a nuovi esami per capire cosa abbia causato l’incidente. Christian mi ha chiesto di salutare tutti i giocatori e di dire che sta bene". Il primo messaggio tranquillizzante era arrivato dalla federazione di Copenaghen, poi sono intervenuti anche i compagni e il ct Brian Riemer, tutti scossi per l’incubo tornato a bussare: "È stato scioccante per tutti noi, giocatori e avversari. Ci sono quelli che in squadra avevano vissuto il dramma di cinque anni fa e altri no, ora restiamo uniti, sapendo che Christian comunque sta bene", ha detto l’allenatore. La gara è stata interrotta per quindici minuti e poi definitivamente, anche se allo stadio non si respirava la stessa aria pesante di quel Danimarca-Finlandia che, alla fine, si giocò per intero per obblighi di calendario. Simon Kjaer oggi si dedica ad altro, ma allora aveva la fascia al braccio: con sangue freddo scandinavo contribuì anche lui a salvare la vita al compagno, ancora prima dell’intervento dei medici.
VIDEO: VIDEO Cammina, si tocca il petto e si accascia: Eriksen, le immagini del malorecontro il destino
—Pochi giorni dopo il malore del 2021, in ospedale cambiò comunque la carriera di Eriksen: gli venne inserito in corpo un defibrillatore sottocutaneo, lo stesso che sarebbe stato poi impiantato anni dopo ad Edoardo Bove, che era ieri a Parigi nel box dell’amico Cobolli. I rigidi regolamenti italiani impedirono al danese di stare nella rosa dell’Inter, esattamente come il centrocampista romano, allora alla Fiorentina, ha dovuto salutare la Serie A. Risolto il contratto con i nerazzurri a dicembre 2021, Eriksen scelse la Premier, dove vigono altre leggi e ci sono maglie più larghe in casi di questo tipo: passò prima al Brentford, poi il salto in alto allo United. In tre stagioni a Manchester, con 73 presenze e tre reti, Christian ha così dimostrato di poter restare a livelli altissimi, prima di finire al Wolfsburg in Bundesliga la scorsa estate: è il suo attuale club, da poco retrocesso in seconda divisione tedesca, che gli ha subito mandato un messaggio di vicinanza. Parallelamente, però, non è mai venuto meno il rapporto simbiotico di Eriksen con la nazionale danese: già dopo il ritorno in attività era stato nuovamente convocato, poi ha continuato a collezionare partite, assist e gol, giocando pure un Mondiale in Qatar e l’ultimo Europeo in Germania. Anche per questo vissuto e non solo per la tecnica di pregio, Eriksen è diventato uno dei simboli di tutta la Danimarca. Ogni sua apparizione è stata una vittoria contro il destino, anche se quest’ultimo inciampo aggiunge nuovi dubbi: nessuno sa ciò che accadrà ma, alla fine della nuova battaglia, tutti vorrebbero solo rivederlo sorridere. In campo.
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