Leclerc, i freni e la risposta Brembo: ecco cosa è successo alla Ferrari di Charles
A Montecarlo il monegasco si è ritirato accusando l'impianto frenante, pur ammettendo l'esistenza di una soluzione che ha preferito non adottare. Il fornitore ha replicato al pilota con una nota scritta. Probabile che la causa sia attribuibile a...
A Montecarlo il monegasco si è ritirato accusando l'impianto frenante, pur ammettendo l'esistenza di una soluzione che ha preferito non adottare. Il fornitore ha replicato al pilota con una nota scritta. Probabile che la causa sia attribuibile a...
Paolo Filisetti 8 giugno - 11:35 - MONTECARLO (MONACO) Un deluso Charles Leclerc dopo il ritiro a MontecarloCharles Leclerc ha concluso anzitempo contro le barriere il suo GP di casa, a Monaco, terminando la gara contro il guard rail esterno dell’ultima curva del tracciato monegasco. Le dichiarazioni a caldo del pilota hanno messo sotto accusa i freni: “Tre su quattro non funzionavano”, ha detto dopo la ripartenza della gara, interrotta per rimuovere l’Aston Martin di Stroll. In serata il Gruppo Brembo ha emesso una nota stampa in cui la Casa bergamasca si è detta sorpresa dalle parole del pilota monegasco. “La partnership tra Brembo e Scuderia Ferrari – recita il comunicato – prosegue da oltre 50 anni e si estende anche ad altri marchi del Gruppo, come le frizioni AP Racing e gli ammortizzatori Öhlins, confermando la solidità e l’ampiezza della collaborazione”. “L’azienda non conosce attualmente le cause dei problemi riscontrati da Charles Leclerc e ritiene pertanto prematuro formulare valutazioni tecniche definitive prima dell’analisi dei dati disponibili. In casi come questo è infatti necessario esaminare i dati di telemetria insieme agli ingegneri del team per individuare con precisione l’origine dell’episodio”. Charles, di fatto, ha indicato come problema scatenante la temperatura troppo bassa dei freni posteriori e, in parte, dell’anteriore destro che, al momento di applicare pressione sul pedale, non hanno prodotto una decelerazione efficace della SF-26, facendola impattare contro le barriere esterne. Leclerc ha definito inaccettabile una situazione di questo tipo, soprattutto considerando che da questa gara era già disponibile una soluzione. In realtà, però, è stato lui stesso a preferire di rinviarla alla prossima settimana, al Montmelò. Questa soluzione è stata adottata da Hamilton, suo compagno di squadra, nelle ultime tre gare.
VIDEO: F1, 3mila droni a 180 m di altezza: l’annuncio del rinnovo del GP di Las Vegas è spettacolareil cuore del problema
—Ma di cosa si tratta e, soprattutto, cosa potrebbe essere alla base dei problemi accusati dal pilota monegasco? Nel dettaglio, causa e soluzione potrebbero coincidere. Dovrebbe trattarsi di un mix di fattori e regolazioni specificamente legati al sistema di rigenerazione dell’energia sui freni posteriori e al range operativo delle temperature di esercizio di dischi e pastiglie. Come noto, infatti, il recupero di energia sulle power unit 2026 avviene solo attraverso la MGU-K, secondo due modalità: una in fase di rilascio dell’acceleratore, l’altra in frenata. Pare corretto non sottovalutare il fatto che, proprio in questo fine settimana, la FIA avesse scelto di ridurre la potenza erogata dalla parte elettrica per motivi di sicurezza. Una decisione che, sotto il profilo del recupero di energia, ha reso di fatto ridondante la capacità di ricarica ottenuta in frenata sull’asse posteriore. Di conseguenza, una diversa modulazione al ribasso della rigenerazione potrebbe avere contribuito a portare i freni posteriori fuori dalla finestra ideale di utilizzo: troppo freddi e, quindi, non in grado di garantire un elevato attrito tra dischi e pastiglie. Le velocità medie di Monaco sono notoriamente basse e tali da non indurre adeguata energia nei freni, neppure con le consuete manovre di riscaldamento da parte dei piloti: frenate profonde alla fine dei rettilinei, quasi totalmente assenti su questa pista.
VIDEO: "Non mi prenderò la colpa per questo!": Leclerc va a muro e si sfoga cosìipotesi da verificare
—Questa, ovviamente, è un’ipotesi che necessita di una conferma attraverso l’analisi dei dati telemetrici, che il team verificherà con il partner tecnico Brembo, fornitore dell’impianto. L’atipicità di quanto accaduto richiede un’accurata analisi dei parametri che possono avere innescato l’incidente. Pare corretto sottolineare, in ogni caso, che — come lo stesso pilota monegasco ha dichiarato nell’immediatezza del ritiro — possa trattarsi di un fattore già noto ai tecnici della Scuderia di Maranello, intrinseco alle specifiche modalità di utilizzo dell’impianto frenante, soprattutto nella fase rigenerativa della carica elettrica. In sostanza, il fatto che Hamilton non abbia riscontrato alcun problema, mentre Leclerc abbia più volte dichiarato nel corso del fine settimana un feeling non perfetto in frenata, induce a pensare che la soluzione adottata da tre gare sulla monoposto di Lewis abbia impedito l’insorgenza dello stesso problema. A Barcellona, questo fine settimana, si conosceranno, auspicabilmente, l’esito delle indagini e la soluzione adottata.
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