È la partita di Dibu, il più inglese dell'Argentina: "Ma quando c’è pressione mi sento più sicuro"
La Gazzetta dello Sport

È la partita di Dibu, il più inglese dell'Argentina: "Ma quando c’è pressione mi sento più sicuro"

Lunedì 13 luglio 2026
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Emiliano Martinez, portiere dell'Albiceleste e dell'Aston Villa, arrivò a 17 anni all'Arsenal: 16 anni in Inghilterra. E adesso la semifinale mondiale da brividi per lui: "I miei figli sono nati in Inghilterra, c’è rispetto, so cosa ci aspetta"

Emiliano Martinez, portiere dell'Albiceleste e dell'Aston Villa, arrivò a 17 anni all'Arsenal: 16 anni in Inghilterra. E adesso la semifinale mondiale da brividi per lui: "I miei figli sono nati in Inghilterra, c’è rispetto, so cosa ci aspetta"

Dal nostro inviato  Pierfrancesco Archetti 13 luglio - 17:20 - ATLANTA English version

Cinque titolari fissi dell’Argentina sono stipendiati da club di Premier League, ma Emiliano Martinez, detto il Dibu per una somiglianza giovanile a un personaggio dei cartoni animati, è il più inglese di tutti, visto che è sbarcato nell’isola britannica sedici anni fa. Per lui, la semifinale del Mondiale sarà ancor più una gara di sentimenti, come diceva sabato notte: “Sono arrivato da ragazzo, i miei figli sono nati in Inghilterra, c’è rispetto, so cosa ci aspetta”.

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Oltre a lui, anche Cristian Romero (Tottenham), Lisandro Martínez (Manchester United), Enzo Fernández (Chelsea) e Alexis Mac Allister (Liverpool) fanno parte del più ricco campionato del mondo. Tutti hanno vinto dei trofei con i loro club. Il Dibu è fresco di Europa League con l’Aston Villa, mentre con l’Arsenal aveva messo in bacheca anche una Coppa d’Inghilterra, più un Community Shield. Ma soprattutto è famoso per le sette finali, tutte vinte. L’ultima gli è costata anche la frattura dell’anulare della mano destra, durante il riscaldamento della finale di EL con il Friburgo. Uno specialista gli aveva consigliato l’operazione, per non avere noie in futuro, ma lui l’ha evitata, perché gli sarebbe costata questo torneo. Dopo essere arrivato di nuovo fra le quattro del Mondiale, il rispetto per il suo essere grato all’Inghilterra si è mischiato anche con l’orgoglio da campione del mondo: “Contro l’Inghilterra sarà una partita speciale a causa della storia, della rivalità, della famosa partita di Diego e della mano de dios. Ma quando c’è pressione mi sento più sicuro, mi trovo a mio agio quando le cose diventano difficili. Sarà una grande partita, una classica enorme come lo è sempre stata. Soffriamo e giochiamo, come sempre. Dobbiamo dare tutto in campo per questa gara”.

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L’Arsenal lo prese a 17 anni dalle giovanili dell’Independiente, ma ha impiegato quasi nove anni a emergere. È il più inglese di tutti fra i suoi compagni perché ha conosciuto il fango dei campi di provincia, è stato prestato a club di serie minori come Oxford (quarta divisione) o Rotherham, ha dovuto attendere fino al 2020 per imporsi ai Gunners, causa anche un infortunio di Bernd Leno. Infila la doppietta Fa Cup e Community, poi passa all’Aston Villa. Nella zona interviste dopo il successo per 3-1 con la Svizzera, gli è stato chiesto della Juve, che lo vuole. Il Dibu ha sorriso, ha detto di “voler pensare solo al Mondiale”, ma l’accordo con i bianconeri c’è già: 5,5 milioni per tre stagioni, il problema è che l’Aston Villa chiede 12 milioni e la Juve è ferma a sette massimo. Il Dibu ha le tempie rasate e dipinte di verde o dei colori della bandiera dell’Argentina. Non sembra più il guascone del Qatar, quando si mise anche la coppa sui genitali. È saggio e autocritico, ha ammesso che subire troppi gol non è da lui, ha anche suggerito dove tirare una punizione a Lo Celso contro la Giordania, perché lui da centrocampo vedeva la barriera mal posizionata. Lo Celso ha segnato, il Dibu si è sentito ancora più leader

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