L'ultima insidia per i big del pallone? Il deepfake
La Gazzetta dello Sport

L'ultima insidia per i big del pallone? Il deepfake

Lunedì 13 luglio 2026
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Stelle come Bellingham o Bruno Fernandes che pubblicizzano casinò, Ronaldo che crea un'app di giochi online, Caicedo che propone investimenti finanziari "sicuri": tutto vero? No. Ma sembra proprio così, è l'ultima frontiera dell'Intelligenza Artificiale usata in maniera fraudolenta

Quindici anni fa, quando il massimo dell'intelligenza artificiale di uso comune era chiedere a Siri di cercarti un numero di telefono o una canzone, ci avrebbero fatto una puntata di Black Mirror. Ma siccome di questi tempi la realtà viaggia più veloce dell'immaginazione e il web è un mare pieno di prede ignare e squali feroci, vedersi derubare di sé stessi è diventato fin troppo frequente. Solitamente di deepfake - ovvero immagini e video generati con l'IA che ricreano volti, voci e corpi reali con fedeltà pressoché assoluta - si sente parlare in casi di revenge porn e truffe bancarie, negli ultimi tempi stanno scoprendo il fenomeno anche le stelle del calcio: un'inchiesta del Guardian rivela come Jude Bellingham e Bruno Fernandes siano diventati loro malgrado testimonial di piattaforme di scommessa illegali. La pratica, giova ricordarlo, è espressamente proibita ai calciatori in attività dall'articolo 27 del codice etico della Fifa secondo cui "è vietato avere qualsiasi interesse finanziario diretto o indiretto, anche tramite o in collaborazione con terzi, in attività quali scommesse, giochi d'azzardo, lotterie o eventi del genere connessi a partite o competizioni calcistiche": il rischio per i tesserati è di multe salate o squalifiche, due superstar di questa caratura non agirebbero mai con tanta leggerezza. E infatti non l'hanno fatto.

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