Ferrari a Spa senza paura. Ma la SF-26 è la migliore del Mondiale? Perché non è così folle
La Mercedes resta il riferimento. Ma a livello di affidabilità e di efficienza complessiva, soprattutto su piste esigenti come Barcellona e Silverstone, il Cavallino ha dimostrato di poter sopperire al gap di motore e a volte prevalere. Con due grandi risultati in Belgio e Ungheria, il sogno mondiale potrebbe farsi più concreto
La Mercedes resta il riferimento. Ma a livello di affidabilità e di efficienza complessiva, soprattutto su piste esigenti come Barcellona e Silverstone, il Cavallino ha dimostrato di poter sopperire al gap di motore e a volte prevalere. Con due grandi risultati in Belgio e Ungheria, il sogno mondiale potrebbe farsi più concreto
Giusto Ferronato e Paolo Filisetti 13 luglio - 18:04 - MILANO Le Ferrari SF-26 di Leclerc e Hamilton in azioneLa F1 torna in pista nel fine settimana. Sarà il primo dei due appuntamenti consecutivi, a cui seguiranno le ormai tradizionali tre settimane della pausa estiva. Due gare, la prima in Belgio e la seconda in Ungheria, che, al netto del paventato recupero del Bahrain a ottobre (peraltro sempre in forse), segneranno la metà esatta della stagione. Due gare delicate, perché il campionato e i suoi equilibri di classifica sono nel vivo e i 50 punti a disposizione inizieranno a definire verdetti o alimenteranno speranze. In particolare quelle di Mondiale della Ferrari, che tra le Ardenne e sul tortuoso Hungaroring vuole confermare quanto di buono mostrato fin qui, soprattutto alla luce della recente vittoria conquistata a Silverstone da Charles Leclerc. Una vittoria, è bene non dimenticarlo, arrivata anche grazie a un problema di affidabilità alla Mercedes di Kimi Antonelli. Come è bene non dimenticare che fin qui la stessa Mercedes ha vinto 7 delle 9 gare disputate, non proprio il bilancio di una squadra in difficoltà.
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—Ma il dato di questo 2026 è che la Ferrari ha vinto due gare sulle due piste più esigenti per una monoposto di questa prima parte di stagione, Barcellona e Silverstone. Ora si corre a Spa, un tracciato che sulla carta, coi suoi lunghi rettilinei, dovrebbe favorire nettamente le W17, micidiali nel dispiegamento dell’energia. Ma avrebbe dovuto essere lo stesso anche in Spagna e in Inghilterra e le rosse sono riuscite a trovare il modo di compensare lo svantaggio, approfittando della loro ottima velocità in curva. L’Ungheria, tutta curve e saliscendi, si dovrebbe poi sposare ancora di più alle doti di telaio delle rosse. E allora perché non sognare un avvicinamento ulteriore di Hamilton e Leclerc alla vetta? E soprattutto, anche considerando i minori problemi di affidabilità mostrati fin qui rispetto alla Mercedes, un’altra domanda, volutamente un po’ provocatoria ma non così folle, affiora: non sarà che la SF-26 è, per certi aspetti, la miglior vettura del Mondiale?
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—Il GP del Belgio, in programma questo fine settimana, porta la F1 in un’altra cattedrale del motorismo, la pista di Spa Francorchamps. Il tracciato, lungo poco più di sette km, è caratterizzato da due tratti estremamente veloci, quello che va dal Raidillon a Les Combes e quello che da Stavelot, passando per Blanchimont, termina con la secca chicane prima del traguardo. Questi due settori privilegiano la potenza della power unit, ma altrettanto l’efficienza complessiva delle monoposto, come detto, proprio quella evidenziata su due tracciati estremamente probanti e tecnici come Barcellona e Silverstone. In pratica, al di là del risultato specifico del GP di Gran Bretagna, dove il guaio di Antonelli ha inciso, è corretto sottolineare come, dall’introduzione dell’ultimo pacchetto di aggiornamenti, la monoposto di Maranello abbia mostrato sia un recupero prestazionale considerevole rispetto alla Mercedes, sia una forte costanza di rendimento.
le doti della sf-26
—Se il propulsore rappresenta tuttora l’elemento meno performante del pacchetto vettura, è corretto sottolineare che la dinamica del veicolo e soprattutto l’efficienza e l’equilibrio aerodinamico abbiano avuto un ruolo decisivo nei risultati ottenuti sulle due piste dove ha vinto. A Spa, a favore della Ferrari si può considerare il fatto che la routine di recupero dell’energia sia meno complessa rispetto a Silverstone, consentendo dunque ai tecnici di adottare modalità ancor meno penalizzanti sui tratti rettilinei, ovvero con un super clipping più contenuto. Le qualità aerodinamiche della SF-26, poi, nei due tratti veloci potrebbero rappresentare la base su cui costruire la prestazione velocistica, mentre l’elevato carico, comunque generato dal corpo vettura e dal fondo, pur adottando una configurazione scarica, dovrebbe addirittura fare primeggiare la SF-26 nel tratto misto tra Rivage e Fagnes. In sostanza, considerati questi elementi, ma anche sulla scorta dell’esperienza di Silverstone, dove la SF-26 non era data affatto per favorita rispetto alla W17, le migliori qualità telaistiche (leggi sospensioni) e aerodinamiche delle monoposto di Leclerc e Hamilton potrebbero rendere l’esito della gara meno scontato. Insomma, anche a Brackley, pare, si siano accorti che non sia più possibile considerare la Ferrari una rivale semplice outsider.
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