Rabiot: "Nessuna paura di Lamal o della Spagna: vogliamo la terza finale di fila"
L’insostituibile di Deschamps prima della semifinale: "Ora siamo al 100%. Tra noi c’è un’alchimia difficile da spiegare. Non abbiamo preparato niente di speciale sui singoli, siamo concentrati e attenti al collettivo"
L’insostituibile di Deschamps prima della semifinale: "Ora siamo al 100%. Tra noi c’è un’alchimia difficile da spiegare. Non abbiamo preparato niente di speciale sui singoli, siamo concentrati e attenti al collettivo"
Filippo Maria Ricci Giornalista 14 luglio - 09:28 - DALLASAdrien Rabiot è la certezza del centrocampo della Francia a trazione anteriore, sempre presente, a parte il momento di turnover con la Norvegia, mai sostituito, complessivamente assai brillante. Il milanista sta facendo un gran Mondiale e oggi sarà di nuovo lì a proteggere ed appoggiare Dembélé, Olise, Mbappé e Doué.
VIDEO: Rabiot o Fabian? Dembélé o Lamine Yamal? La formazione combinata di Francia-SpagnaLamine Yamal ha mostrato grande fiducia nelle possibilità proprie e della Spagna: avete un piano speciale per fermarlo?
"No, niente di specifico pensato per lui. La Spagna la conosciamo bene e sappiamo quanto sia forte. Sono pericolosi a ogni livello: dietro, con i pochi gol incassati, davanti, in pressing, hanno la qualità per attaccare lo spazio stretto nei pressi dell’area e la capacità di combinare in palleggio in ogni parte del campo... Da parte nostra siamo concentrati e attenti al collettivo spagnolo, non sulle individualità".
E sempre Lamine Yamal ha detto che se la Francia deve temere una squadra, quella è la Spagna.
"Sinceramente noi non temiamo nessuno. Per il percorso in questo Mondiale, per le condizioni in cui siamo, poi è chiaro, è tutto molto aperto".
Avete perso le ultime due semifinali contro di loro, all’Europeo nel 2024 e in Nations League un anno fa. Cosa vi fa pensare che questa sia la volta buona?
"Niente, niente - ride, ndr -. Vedremo come andrà. Ciò che è sicuro è che siamo concentrati e preparati. Ripeto, siamo fiduciosi per ciò che abbiamo fatto e dimostrato fin qui. Non penso potessimo presentarci a questa grande sfida in condizioni migliori, poi evidentemente resta il calcio, il campo, la partita. Per questo bisogna mantenere l’umiltà che ci caratterizza dall’inizio del torneo. Da questa base andremo, spero, al traguardo: in palio c’è una finale Mondiale, la terza consecutiva per noi...".
In cosa è cambiata la Francia rispetto al Mondiale del 2022 e all’Europeo del 2024?
"Beh, direi nella qualità della vita in comune. Sentiamo veramente che tra di noi c’è una specie di osmosi, una coesione reale. Sono cose difficili da spiegare, io penso alla parola alchimia, ma in ogni caso è evidente che fuori dal terreno di gioco il gruppo funziona molto bene e penso che questo sia alla base del nostro successo perché questi fattori diciamo “esterni” al campo poi arrivano sul terreno di gioco. In questo senso aggiungo un’altra cosa: i problemi famigliari che hanno colpito il ct sono stati un altro elemento determinante nel farci avvicinare ancora di più".
Ct che tra l’altro è all’ultimo torneo con voi.
"Esatto. Motivo in più per dare tutto. Sono tanti aspetti che si sono uniti, allineati e che hanno creato in noi una vera e propria osmosi".
L’impressione è che la Francia si stia imponendo a livello di gioco con grande facilità e continuità.
"Abbiamo sempre provato a prenderci le nostre responsabilità. Qui al Mondiale per me l’aspetto fondamentale è la comunicazione: parliamo tanto tra di noi, in albergo, in volo, nei momenti di riposo, cerchiamo di analizzare le partite in piccoli gruppi, e queste sono cose importanti che si aggiungono a ciò che ci possono indicare o suggerire l’allenatore o lo staff tecnico. Parliamo la stessa lingua, spingiamo nella stessa direzione, e discutiamo tanto tra di noi di quello che succede o può succedere in campo senza doverci confrontare sempre con lo staff tecnico".
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