Rivoluzione Sinner: così il suo servizio è diventato letale
Da punto debole a certezza: sono stati 128 gli ace messi a segno da Jannik a Wimbledon. Merito di un lavoro particolare...
Da punto debole a certezza: sono stati 128 gli ace messi a segno da Jannik a Wimbledon. Merito di un lavoro particolare...
dalla nostra inviata Federica Cocchi 14 luglio 2026 (modifica alle 10:10) - LONDRAUna sentenza. Il servizio di Jannik Sinner, un tempo punto debole e grattacapo del campione in costruzione, è diventata ora l’arma letale. I numeri di Wimbledon parlano chiaro: il numero 1 al mondo ha chiuso lo Slam in testa alla classifica degli ace a quota 128, più del doppio di quelli che aveva accumulato un anno fa quando si era fermato a “soli” 62. E se non bastano i numeri a dare l’idea di quanto la battuta dell’altoatesino possa fare male, ci pensa Novak Djokovic a spiegarlo. Il campione di 24 Slam e soprattutto forse il più grande ribattitore del tennis, si è trovato disarmato di fronte ai meteoriti del numero 1 al mondo: "Non si può attaccare la sua prima - ha spiegato dopo la sconfitta -. Si può provare a leggerla, a smorzarla, a bloccarla, a rimetterla in gioco. Ha un servizio molto imprevedibile, grande varietà, ottimo equilibrio, grande potenza. Sfrutta la sua altezza in modo eccellente. Anche la seconda è molto profonda. Ha molta rotazione. Sa giocare con velocità. Non commette molti doppi falli. È semplicemente super solido. E poi sostiene il servizio con un primo colpo aggressivo. Se giochi una risposta corta, ti ritrovi, ancora una volta, sulla difensiva. È davvero difficile affrontarlo". Insomma, se Jannik è in giornata c’è davvero poco da fare. Durante il torneo ha messo a segno l’84% di punti con la prima palla, segno che riesce a capitalizzare al massimo il servizio.
La crescita negli Slamrivoluzione
—Un lavoro che Simone Vagnozzi ha curato con minuzia anno dopo anno, procedendo per tentativi, fino a trovare la miscela perfetta: "Il cambiamento più grande l’abbiamo fatto l’anno scorso dopo lo US Open. Abbiamo un po’ rivoltato il servizio, abbiamo modificato diversi particolari, come l’appoggio del piede e il lancio, che è sicuramente più vicino - ha spiegato Vagnozzi -. Abbiamo cambiato il modo in cui arriva il piede: prima praticamente si fermava, era quasi una frenata brusca, mentre adesso arriva, appoggia e spinge. Il tempo è un po’ diverso, quindi tante piccole cose grazie alle quali, piano piano, ha preso fiducia e sta trovando sempre meglio gli angoli. Le velocità non sono incredibili, perché serve forte ma è molto più preciso. Penso che ogni anno abbia migliorato il servizio e le statistiche. Anche la seconda poi è cresciuta tanto, quindi siamo veramente contenti di come sta andando e speriamo che tenga questo livello".
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—La scelta del servizio nei momenti importanti del match è fondamentale e Sinner è maestro anche in questo grazie alla sua straordinaria forza mentale: "Lui ha un carattere per cui nei momenti importanti si concentra ancora di più, riesce a esprimere meglio il suo tennis, siamo molto contenti". Ha concluso il tecnico che ha portato Marco Cecchinato alla semifinale del Roland Garros nel 2018. Danilo Pizzorno, tecnico e videoanalista tra i più apprezzati nel circuito, ha lavorato con Sinner quando era ancora ragazzino, nei primi anni con Riccardo Piatti, e applaude il risultato ottenuto dal team del numero 1 al mondo: "È stato fatto un lavoro di fino - commenta -. Quando era bambino Jannik, che ha sempre avuto le gambe molto lunghe, aveva le ginocchia che entravano verso l’interno e faceva fatica a sentire le spinte verticali. Crescendo ha messo massa muscolare, ma soprattutto hanno trovato il modo di costruire un movimento efficace che, unito alle grandi doti di lucidità di Sinner lo ha reso un grande battitore". L’evoluzione della specie.
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