Sinner bocciato quattro volte: ma come funziona la patente della moto? Età minima, requisiti, esame: tutte le risposte
La guida completa per il conseguimento della patente per mettersi in sella a una due ruote. Dalle diverse tipologie di patenti esistenti, ciascuna con i propri limiti ed i propri requisiti, agli esami teorici e pratici
La guida completa per il conseguimento della patente per mettersi in sella a una due ruote. Dalle diverse tipologie di patenti esistenti, ciascuna con i propri limiti ed i propri requisiti, agli esami teorici e pratici
Matteo Corsini 14 luglio - 13:23 - MILANOÈ più facile vincere a Wimbledon che conseguire la patente per la moto? Sembra un paradosso, ma questo è proprio quello che è successo a Jannik Sinner, che dopo essere rientrato vincitore dal Regno Unito ha tentato per la quarta volta di superare l'esame per la patente della moto, fallendo nuovamente. Il campione ha subito ironizzato sul fatto, pronto a riprovarci nuovamente in futuro, ma questo può indurre a chiedersi: quanto è difficile conseguire oggi la patente della moto in Italia? Ecco tutti i passaggi richiesti, dai requisiti di età alle prove complete durante gli esami teorici e pratici.
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Esistono quattro diversi tipi di patente per moto, ciascuna con i propri requisiti e le proprie limitazionirequisiti
—Cominciamo dalle basi, ovvero quante tipologie di patenti per moto esistono, da che età si possono conseguire e che mezzi a due ruote consentono di guidare. La prima patente raggiungibile è la AM, che è possibile prendere già all'età di 14 anni. Questa consente di condurre i ciclomotori, ovvero mezzi con una velocità massima limitata a 45 km/h e una cilindrata non superiore ai 50 cc (da qui la loro nomea popolare di "cinquantini"). Se si tratta di veicoli elettrici, il limite viene applicato alla potenza massima, che non può superare i 4 kW. Segue in ordine di età minima di conseguimento la patente A1, accessibile a partire dai 16 anni. Questa consente di guidare moto con una cilindrata massima di 125 cc e una potenza massima di 11 kW (14,9 Cv). Attenzione al rapporto peso/potenza: il Codice della Strada impone che non superi gli 0,1 kW/kg (ovvero, se una moto ha 10 kW, non può pesare meno di 100 kg). La patente A2 è ottenibile a partire dal compimento dei 18 anni, e apre le porte ad un numero maggiore di mezzi a due ruote, elevando la potenza massima a quota 35 kW (47,5 Cv), mentre il rapporto peso/potenza non può superare gli 0,2 kW/kg. Anche in questo caso c'è un'altra importante clausola da tenere in considerazione: la moto acquistata non può essere un modello derivato da uno analogo disponibile sul mercato con una potenza più che doppia. Quindi, ad esempio, non è possibile acquistare una moto da 30 kW se è la versione depotenziata di una da 70 kW. Infine, la patente "regina" è la A, che si può conseguire a partire dai 20 anni se si detiene già la A2 da due anni, o altrimenti dai 24 anni. Con questa patente, è possibile mettersi al volante di ogni genere di moto omologata per la strada.
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L'esame teorico per il conseguimento della patente è un quiz di tipo "vero o falso" con trenta quesitiesame teorico
—Chi detiene già una patente B (quella rilasciata per la guida di automobili) non è tenuto ad affrontare esami teorici per conseguire una patente da moto. Se invece si parte da zero, allora bisogna superare il "quiz" ministeriale prima di poter accedere alle esercitazioni su strada. Questo si tiene presso la sede della motorizzazione a cui si richiede di rilasciare la patente, e consiste in una prova scritta con trenta quesiti di tipo "vero o falso". Sono 25 i minuti a disposizione per completare la prova, che viene superata solo se non si commettono più di tre errori. Per poter accedere alla prova teorica occorre presentare domanda, anche tramite autoscuola, e versare i tributi richiesti: 26 euro per l'iscrizione al test, 16 euro per la visita media di idoneità.
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Per conseguire la patente della moto occorre superare l'esame praticoesame pratico
—L’ultima prova per ottenere la patente A1, A2 o A è l’esame pratico, che può essere svolto partendo dall’ufficio della motorizzazione presso il quale si è iscritti. Per svolgere l’esame è necessario essere muniti di dispositivi di sicurezza quali casco, guanti, giacca con protezione dei gomiti, pantaloni lunghi e paraschiena centrale. Durante il test si può guidare una moto di proprietà o fornita da terzi, oppure la moto fornita dalla scuola guida. La prova consiste nel verificare che il candidato abbia compreso le regole di circolazione ed una condotta alla guida sciolta e scorrevole. Per fare questo, l’istruttore e l’esaminatore seguono il candidato a bordo di un’auto durante l’intera durata della prova che si svolge lungo le strade del comune del rispettivo ufficio motorizzazione.
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—Come detto, per superare l'esame teorico occorre rispondere correttamente ad almeno 27 quesiti su 30. Qualora si venisse bocciati, dopo 30 giorni ma entro 6 mesi si può ritentare l'esame, altrimenti occorre ripetere il procedimento (non ricominciare da capo il corso di teoria, ma solo inoltrare una nuova richiesta di esame con relativo pagamento). Una volta passata la prova teorica si ottiene il foglio rosa, che permette di guidare per 12 mesi la moto della categoria per cui si sta preparando l’esame. Entro quei 12 mesi il candidato può tentare l'esame. In caso di bocciatura alla prova pratica è possibile ripeterla - anche in questo caso soltanto una volta - a distanza di un mese e un giorno (e comunque entro il termine di validità del foglio rosa). Il consiglio quindi, ovviamente, è quello di esercitarsi il più possibile prima di sostenere l'esame e di correggere durante la guida gli errori che sono stati commessi e che hanno portato alla bocciatura. In caso di doppia bocciatura all'esame pratico è possibile chiedere, una sola volta, il riporto dell’esame di teoria (per non doverlo sostenere nuovamente). Si avranno così a disposizione altri sei mesi di foglio rosa per effettuare altri 2 tentativi.
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